Servizi
How to
Fleet&Business
FORUM
seguici con
NEWS
seguici con
LISTINO
seguici con
USATO
seguici con
How to
seguici con
Fleet&Business
seguici con
Primo contatto

Range Rover 
Al volante della Evoque D240 S - VIDEO

Carlo Bellati da Atene, Carlo Bellati
SFOGLIA LA GALLERY

Sono un fan delle Range Rover, è inutile girarci troppo attorno, tanto lo scoprireste facilmente. E non è difficile diventarlo. Per esempio, basta guidare la nuova Evoque e già, senza avvicinarsi ai prezzi davvero impegnativi delle “regine” (ma comunque mettendo a budget 40-45 mila euro, il listino lo trovate qui), si può avere molto più che un assaggio delle qualità intrinseche del marchio con tutti i suoi annessi, sintetizzato nel claim “Above and Beyond”. La nuova Suv compatta, dopo 770.000 esemplari venduti in otto anni, volta pagina e cambia nei fondamentali, si “elettrizza”, allunga il passo, sposa tecnologie di realtà aumentata mai viste prima. L’ho guidata in Grecia, su asfalto e - ovviamente - nei fiumi e nel fango.

Nuova Range Rover Evoque: nessuna è come lei

Tocchi di Velar. L’intenzione stilistica del team guidato da Gerry McGovern, questa volta, non era di ispirarsi a una concept car, ma di evolvere una carrozzeria complessa con con un carattere incredibilmente forte. Si trattava di “togliere” certi eccessi senza attenuare la personalità. E in effetti, guardando la nuova linea, è sparita un sacco di roba: i tubi di scarico, le maniglie laterali, la forte scavatura nel portellone, i fari fendinebbia in basso, persino i fari anteriori sono diventati così sottili (rigorosamente a Led su tutta la gamma) da risultare quasi invisibili. Un’operazione di design magistralmente riuscita, a mio giudizio: c’è tanto, ma non troppo, della Velar e le ruote da 21 pollici fanno un figurone. Nel suo segmento, è quella che fa girare la testa.

Tutta nuova. Ma se pensate che questo sia un restyling riuscito bene, pensate di nuovo: della Evoque precedente sono rimaste uguali solo le cerniere delle porte (che, a proposito, saranno solo 5: nessuna è tre porte in arrivo). La nuova piattaforma PTA per motori trasversali è fatta di acciaio e alluminio e ha permesso di allungare il passo di 20 mm dove più servivano, cioè nel comparto posteriore, pur mantenendo la lunghezza invariata a 437 cm. A dire la verità l’aumento del passo non ha favorito molto i passeggeri dietro, ma il bagagliaio sembra davvero ampliato. È più leggera? In teoria sì, ma l’evoluzione dei motori, che adottano il sistema mild-hybrid a 48V con una piccola batteria da 14 elementi da 8 Ah ciascuno, ha aggiunto un po’ di chili. Morale: la Evoque D240 S che ho guidato sulla bilancia sfiora le due tonnellate con me a bordo.

Al volante della Evoque D240 S - VIDEO

Tanta coppia. Duemila kg molto ben supportati da sospensioni attive (optional) e da una scocca molto migliorata nella rigidezza, bisogna dirlo, ma si sentono: c’è rollio nella guida su asfalto e il cambio ZF a nove marce deve mettercela tutta per esaudire le richieste del guidatore. Giusto avere una rapportatura bassa corta, per le digressioni fuori dall’asfalto, ma le marce alte si sfruttano poco e la cambiata non è prevedibile e precisa. La coppia però è davvero tanta, 500 Nm, e il nobile quattro cilindri Ingenium rimedia a tutte le situazioni. Grazie al recupero di energia in frenata e al “coasting” (l’alimentazione viene disconnesse sotto i 20 km/h) nei tragitti autostradali la media del computer di viaggio è stata sempre sopra i 14 km/litro. In montagna e in off-road si scende a 11/12.

Sui fondi a bassa aderenza. Una giornata di pioggia del tutto inaspettata sulle tortuose e viscide strade del Peloponneso ha chiamato a un superlavoro i controlli elettronici di trazione e di stabilità: il fondo è diventato in pochi minuti come il ghiaccio, ma il sistema di trazione integrale e l’Esp hanno tenuto botta e alla fine tutto è finito per il meglio, ma per una guida più sportiva opterei per una gomma estiva o invernale, non per la all-season calzata dal mio esemplare. Soluzione costosa, specialmente parlando di gomme 245/45 R21, ma tant’è.

Al volante della Evoque D240 S - VIDEO

Non teme l'off-road. Siccome di Range Rover stiamo parlando, anche se “piccola”, le qualità off-road non potevano essere dimenticate, e fra il letto fangoso di un fiume e una salita di rocce bagnate la Evoque non fa una piega e avanza come un carro armato. Il Terrain Response 2, evoluzione del precedente che ora può far conto anche sul differenziale elettronico dotato torque vectoring sull’assale posteriore della britannica GKN, ha una risposta per tutte le domande, e l’unica cautela è dare gas nel momento giusto (ma c’è anche la funzione che controlla la velocità in salita) ed evitare i sassi taglienti, vista la ridotta altezza della spalla del pneumatico.

Cofano trasparente. Per questi frangenti la Land Rover, dopo aver presentato un prototipo di realtà aumentata nel 2014, per la nuova Evoque ha messo a punto un sistema di telecamere spettacolare che riesce, ricombinando elettronicamente tre immagini diverse, a far “scomparire” il cofano e a mostrare dove andranno le ruote anteriori, con l’anticipo di un paio di metri (in effetti le ruote stilizzate non si trovano nella stessa posizione delle ruote vere ma parecchio più avanti dal punto di vista del guidatore). Utile anche per i marciapiedi. Ero invece più scettico sulla bontà dello specchietto retrovisore interno “bimodale”, invece si fa apprezzare quasi subito. Consci del fatto che la visibilità posteriore non è granché con il lunotto alto e sottile, i tecnici britannici si sono inventati uno specchio tradizionale che può essere utilizzato anche come schermo per le immagini di una telecamera piazzata sopra la “pinna” del tetto: visibilità perfetta anche di notte e in manovra. E lo specchietto è “social”: per la prima volta anche tutti i passeggeri possono vedere cosa succede dietro la vettura.

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Range Rover  - Al volante della Evoque D240 S - VIDEO

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it