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Smart #1
Su strada con l'elettrica della svolta - VIDEO

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Ufficialmente, si chiama Smart #1. Per tutti, diventerà presto la numero 1. Nel senso di primo step, ché la gamma del nuovo corso della Smart – insieme a Geely – è ancora tutta da costruire. Il primo mattone è una Suv full electric a metà fra il segmento B e il C, di chiare aspirazioni premium. E non soltanto perché, dietro il progetto, c’è tanto di Mercedes. Basta osservare il listino per capirlo: i prezzi partono da 40.650 euro e raggiungono, nel caso della versione Brabus bimotore, i 48.150 euro (per tutti, la messa su strada è esclusa). Gli ordini partono dal 18 ottobre, le prime consegne con l’anno nuovo.

Smart #1: il nuovo corso della Smart parte da qui!

Dettagli e proporzioni. Dimenticate, quindi, tutto ciò che è stato il marchio Smart finora: l’attuale fortwo (da tempo soltanto elettrica) finirà il suo ciclo di vita e poi si vedrà cosa fare, mentre la forfour è già passato remoto. Ecco, quindi, la #1: 4,27 metri di lunghezza, 2,75 di passo e 1,64 di altezza plasmati su una piattaforma tutta nuova, che darà sicura prole. Le proporzioni non sono da elettrica futuristica: il cofano rimane abbastanza lungo, con l’abitacolo spostato verso il posteriore, e non manca qualche "easter egg", sotto forma di macchinine stilizzate, sparse qua e là sulle cornici dei vetri.

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Dietro 'scorre'. A spingere le versioni Pro+, Premium e Launch Edition c’è soltanto un motore elettrico a magneti permanenti sistemato fra le ruote posteriori. Ne consegue un vano bagagli non proprio eccezionale, con una capacità pari a 273 litri. Ecco perché, di serie su tutte le Smart #1 ci sono sia la botola per il carico passante sia il divano scorrevole: portandolo tutto avanti, la cubatura (sempre secondo il dato dichiarato) sale a 411 litri. Presente il doppio fondo per alloggiare i cavi di ricarica, che possono trovar posto pure nel pozzetto sotto il cofano anteriore (11 litri). Va meglio per quanto riguarda lo spazio dedicato ai passeggeri: l’assenza del tunnel centrale non disturba i piedi chi siede dietro, ci sono le relative bocchette e l’agio è notevole, sia per le ginocchia sia per la testa.

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Una tipa connessa. La plancia è “schermo-centrica”, e non poteva essere altrimenti: tutto ruota attorno al touch screen da 12,8 pollici, progettato in collaborazione con Ecarx, azienda cinese specializzata in interfacce digitali per l’automotive. L’ispirazione, non ci vuole granché per accorgersene, è arrivata da Tesla: sulla schermata principale ci sono tutta una serie di funzionalità, dalle previsioni meteo alla musica (volendo, ascoltabile direttamente da Spotify), senza dimenticare il sistema di navigazione e i comandi del clima. Non manca nemmeno la modalità “Pet”, che controlla la temperatura quando si lascia in macchina per brevissimi periodi il proprio animale domestico. L’esperienza è fluida e veloce, anche grazie al processore Qualcomm Snapdragon 8155, forte di 12 Gb di Ram e 128 Gb di spazio d’archiviazione. C’è qualche tasto-scorciatoia touch riportato sotto lo schermo, ma occorre rivolgersi al display (o alla propria voce) per quasi tutto. Bisogna prenderci un po’ la mano, insomma. Al momento, il sistema non offre le connettività Android e Apple, ma dalla Smart giurano che arriveranno (wireless) nella seconda parte del 2023, con la possibilità di implementarle anche sulle prime vetture di produzione.

Piacevole. Il primo approccio alla guida scorre sereno. Il contatto s’inserisce non appena si preme il pedale del freno. Poi, levetta alla destra del volante giù, per mettere in D, e si può partire. È soprattutto una macchina comoda, la Smart #1. Assorbe bene una vasta gamma di sconnessioni dell’asfalto (anche grazie alle sospensioni posteriori, a schema multilink) e non lascia filtrare troppi decibel nell’abitacolo, nemmeno in autostrada. Il motore elettrico da 272 cavalli e 343 Nm regala una spinta gagliarda, quando serve: nulla di nuovo, parlando di elettriche. L’handling, comunque, non sembra male: se si esagera, la numero 1 rolla, ma mette in mostra un telaio dalle sane fondamenta, ben bilanciato fra le esigenze della sicurezza e quelle del dinamismo. La batteria da 66 kWh permette un’autonomia dichiarata compresa fra i 420 e i 440 km; si può ricaricare (dal 10 all’80%) in mezzora a 150 kW, in circa tre ore a 22 kW.

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E poi c’è la Brabus. Caratterizzazioni estetiche specifiche, dentro come fuori, per un aspetto più pepato. Due motori, che formano una trazione integrale elettrica, per 428 cavalli totali, conditi con 543 Nm di coppia. Quasi inutile dire che le accelerazioni sono brucianti, specialmente con la modalità Brabus inserita. Bisogna riparametrarsi, sulle prime, perché le curve arrivano con una velocità che non t’aspetteresti. Le tarature dell’assetto sono sostanzialmente identiche a quelle delle altre Smart #1: esagerando, i trasferimenti di carico qui si fanno fin troppo evidenti e occorre perizia, se si vuole sfruttare gran parte del potenziale.  

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