Basta qualche metro, magari qualche centinaio ma pur sempre metri, per avere chiara la situazione e portarti a casa una certezza: il mondo, automobilistico e no, cambia, ma dalle parti di Maranello certi fondamentali rimangono saldi, tetragoni a ogni cambiamento. Le V8 si sono aperte all’elettrificazione (in maniera grandiosa, tra l’altro), mentre la berlinetta rimane orgogliosamente ancorata al motorismo in purezza: la Ferrari 12Cilindri aggiorna infatti quel modo di essere, per certi versi eterno e immutabile, che il resto del mondo un po' sogna e un po' ci invidia. Al punto che, di primo acchito, verrebbe addirittura da dire che l’erede della 812 Superfast va come le sue antenate. Per certi versi è così davvero. Ed è un complimento.
Primo Contatto: Ferrari 12Cilindri
L'emozione rimane la stessa, aggiornata attraverso i lustri e i decenni, con quella sensazione impagabile di dominare il mondo grazie a tutto ciò che ti sta attorno in termini sia reali sia di sensazioni. A partire da quei dodici oggetti in moto alternato che si agitano là davanti. E quando arrivano sul filo dei 9.500 giri, la lancetta del contagiri così vicina al 10 è uno spettacolo meraviglioso. Che dura un istante. Deve durare un istante, se non vuoi fare i conti con il limitatore. E allora dentro un'altra marcia, con quel crescendo pazzesco e irripetibile che riparte furioso.
Anche se poi la bellezza del dodici non è riposta soltanto in queste sfumature. Il V12 riesce a essere magico pure se accarezzi l'acceleratore e, con un filo di gas, lo fai girare piano. Magari non sono neppure 2.000 giri, ma la sua grandezza è lì comunque, pronta a dispensare emozioni anche a regimi insignificanti. Ed è questa capacità di unire gli opposti che lo rende maestosamente unico: è rabbioso e vellutato, delicato e impetuoso. È tutto, racchiude in sé ogni cosa che tu possa desiderare da un propulsore. Compresa, è ovvio, una colonna sonora d'eccezione, costruita con note a tratti più acute e a tratti più baritonali. I toni urlanti di un tempo non ci sono e ci sta, è giusto che non ci siano: alla Ferrari, da un lato li tengono da parte per l'immancabile versione speciale (l'equivalente di ciò che la Competizione è stata per la 812) e dall'altro non possono sottrarsi alle stringenti norme tra inquinamento e rumorosità.
Molto passa per il motore, s'è detto, ma pure l'handling, frutto sopraffino di decenni di esperienza, definisce l’anima di quest’auto. L’ho guidata principalmente sul bagnato, ahimè, ma rispetto alle antenate ti mette meno alla prova: con la 812 Superfast avevi la sensazione che lei fosse sì a tua disposizione, ma anche che tu dovessi conquistare la sua fiducia e la sua stima; insomma, qualcosa di diverso dal feeling immediato che scatta con le V8 a motore centrale. La 12Cilindri invece, nei limiti concessi dal traffico e dalla pioggia, sembra un po' più aperta alla clemenza. Il che non vuol dire remissiva, per nulla: andare veloci è facile e andare velocissimi chiede manico, ma di quello sano. Non serve essere funamboli del volante per gestire un retrotreno che si muove in nome delle traiettorie e del divertimento. In rilascio allarga con determinata prevedibilità, mentre se lo cerchi con il gas puoi arrivare al traverso della vita. Istanti in cui ti è chiaro che l’automobile può ancora essere passione. Oggi come ieri.
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