Quando un’auto arriva al Centro Prove di Quattroruote, viene sottoposta anche a un accurato controllo qualità che prevede un report con ben 43 voci. Oggi vediamo nel dettaglio com’è andato l’esame della Dacia Spring.
Un'elettrica venduta a poco più di 20 mila euro (e non in perdita) comporta un'attenzione spasmodica alla riduzione dei costi. Il primo passo in questa direzione è stato fatto modificando la Renault Kwid del 2015, low cost a benzina destinata all'India e al Brasile, per realizzare in tal modo la City K-ZE, elettrica della Régie prodotta a Shiyan e riservata al mercato cinese.
La Spring è derivata da questo modello e l'origine "termica" si nota dal fatto che il vano motore è dimensionato per un'unità tradizionale: con quella elettrica risulta un po' vuoto. Inoltre, la batteria non è integrata nel pianale come sulle elettriche native, ma prende il posto del serbatoio di benzina.
Ciò detto, va precisato che il primo approccio con la Spring non delude: la verniciatura (disponibile in appena tre tinte, altro modo per limitare i costi di produzione) è dotata del trasparente in tutte le parti visibili e l'assemblaggio è nel complesso curato, con giochi contenuti e uniformi, eccezion fatta per cofano e portellone, allineati con minore attenzione. Le guarnizioni delle porte sono abbastanza semplici, ma ben fissate e di buona fattura.
L'insonorizzazione, invece, è ridotta al minimo indispensabile: i passaruota posteriori, per esempio, sono dotati di un semplice riparo antispruzzo parziale. L'abitacolo, poi, è dominato dalle plastiche dure della plancia e dei pannelli porta, non sempre assemblati in modo irreprensibile, come si può vedere nel cassetto portaoggetti. Una volta a bordo, inoltre, si avverte il caratteristico odore presente in molti modelli cinesi low cost. Osservando i dettagli, si trovano vari esempi di taglio dei costi: il piantone dello sterzo non è regolabile e nel climatizzatore manuale mancano le servoassistenze che muovono i meccanismi di parzializzazione dei flussi dell'aria. Ciò va fatto con le manopole di comando, che per questo sono un po' dure e contrastate. Lo sblocco del portello di ricarica è costituito da una levetta e un cavo flessibile. In compenso, i sedili sono ben fatti e il bagagliaio è rivestito di moquette anche sui fianchi.
PIACE
1. I giochi tra le porte e le parti adiacenti sono ridotti e uniformi (cofano e portellone, invece, non sono allineati altrettanto bene).
2. I sedili di similpelle nera sono semplici, ma curati anche nei dettagli, quali i terminali di protezione delle guide di scorrimento.
3. I fianchi del bagagliaio sono foderati con pannelli preformati di moquette: una soluzione migliore rispetto alla plastica rigida.
NON PIACE
1. L'insonorizzazione è ridotta al minimo: un esempio viene dai passaruota posteriori, dotati soltanto di un piccolo riparo parziale.
2. Le manopole di comando del climatizzatore manuale hanno rotazione un po' contrastata, in quanto agiscono direttamente sulle alette.
3. Il cassetto portaoggetti non è accostato correttamente alla plancia e sul lato destro crea un gioco ampio e irregolare.
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