Auto elettriche
Parola d'ordine: semplicità
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Le auto elettriche godono di un grande vantaggio: la loro sostanziale semplicità. Il motore elettrico, infatti, è composto da un minor numero di parti e risulta meno complesso rispetto a quello endotermico; inoltre, per le sue caratteristiche intrinseche può fare a meno del cambio e della frizione. Oggi ci troviamo di fronte a una nuova generazione di vetture a batteria: se, infatti, molte auto convenzionali sono state convertite alla trazione elettrica, cosa che non consente di sfruttare in modo ottimale il diverso tipo di propulsione, i modelli più recenti sono invece stati progettati fin dall’inizio per adottare il solo motore elettrico, ottimizzando il layout degli organi della vettura. In questi casi, il pacco batteria è collocato sotto il pianale, a poca distanza dal suolo e vicino al centro dell’auto: in tal modo, la sua massa (che è rilevante) consente di abbassare il centro di gravità del veicolo, a beneficio del comportamento stradale. Inoltre, il telaio che racchiude l’accumulatore contribuisce a irrobustire la scocca, costituendo un ulteriore elemento di sicurezza. In genere, è realizzato con profilati estrusi di alluminio, che tutelano l’integrità dell’insieme in caso di urti, in seguito ai quali l’accumulatore viene disconnesso (cosa che comporta costi di ripristino molto elevati).

Uno o due. Sui modelli “nativi” elettrici, il motore, che con il riduttore e il differenziale forma un insieme molto compatto, è di solito collocato al retrotreno. Ottenere prestazioni più elevate con una Ev è, però, relativamente facile: si può montare, infatti, più di un propulsore. E quando ne viene installato uno per asse, si ottiene la trazione integrale. Sulle top car si possono trovare anche due propulsori sullo stesso asse: in questo modo, è possibile distribuire a piacere la coppia motrice tra le ruote. Sulle vetture a zero emissioni, come abbiamo detto, possono mancare il cambio e la frizione, ma non il differenziale, che consente alle ruote motrici dello stesso asse di girare in curva a velocità differenti. Non è, invece, necessario sulle elettriche a trazione integrale il differenziale centrale, perché si utilizzano due motori.

Quello che serve sapere

Quanti pedali si usano nella guida delle auto elettriche?
Ne sono sempre presenti due (acceleratore e freno), non essendo necessaria la frizione, né il relativo pedale. Però la frenata rigenerativa, che permette di ricaricare la batteria in fase di rilascio (il motore elettrico si comporta da generatore), consente di rallentare il veicolo senza fare ricorso ai freni. Per molte auto, quindi, si parla di one pedal drive, ovvero della possibilità di guidare utilizzando il solo pedale dell'acceleratore, facendo ricorso ai freni esclusivamente per le decelerazioni più energiche. Spesso, inoltre, il livello di rigenerazione, quindi dell'effetto di freno motore, può essere regolato dal guidatore su più livelli.

Sulle vetture elettriche è sempre presente il differenziale? 
Sì, perché la trasmissione delle elettriche fa a meno della frizione e del cambio, ma non del differenziale, che consente alle ruote motrici dello stesso asse di girare in curva a velocità differenti. Sulle elettriche a trazione integrale, invece, il differenziale centrale non è necessario, perché si usano due motori.

COMMENTI

  • Nota: nel caso di 2 motori elettrici su un solo asse, anche il differenziale sul singolo asse non serve. Al momento non ho in mente, però, auto impostate in questo modo. Se sbaglio, mi correggerete. Saluti.
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  • Una gran bella parola d'ordine la "semplicità" che però ha un risvolto molto poco piacevole: la riduzione drammatica della mano d'opera necessaria alla costruzione e al montaggio dell'auto. Costruire un motore elettrico è ormai una schiocchezza così come assemblare la centralina elettronica deputata a sovrintendere tutte la fasi della marcia.