È un mondo complesso, quello in cui viviamo. A farlo diventare oltremodo complicato è, come abbiamo visto anche in relazione alla tassa di possesso (l'articolo è a pagina 4), l'assoluta mancanza di uniformità delle regole. O, a volerla vedere da un'altra angolazione, la proliferazione a livello locale di provvedimenti nei quali è difficile individuare un criterio. Il fenomeno è particolarmente evidente quando si esamina il variegato panorama delle zone a traffico limitato delle grandi e piccole città italiane. La sfida è trovarne due in cui siano in vigore le stesse restrizioni.
È vero, ormai la decisione di acquistare un'automobile ibrida si basa su ben altri criteri rispetto alla possibilità o meno di accedere gratuitamente alle Ztl o di non dover pagare la sosta sulle strisce blu (possibilità, questa, peraltro sempre più remota). Sarebbe comunque utile sapere, senza dover vagare tra siti istituzionali e no, a quale editto si debba fare riferimento.
No, sì ma, forse... Per il Codice della strada, le zone a traffico limitato sono «aree in cui l'accesso e la circolazione veicolare sono limitati» in specifici orari e a particolari categorie di utenti o veicoli. Accesso che può essere subordinato al versamento di una somma. Quindi, prima bisogna capire se in una città si paga oppure no, per poi determinare come effettuare l'operazione. Per esempio, nell'Area C, la Ztl milanese, le ibride entrano gratis esclusivamente se dichiarano emissioni inferiori a 100 g/km di CO2. Un limite che taglia fuori dall'agevolazione la stragrande maggioranza delle mild, compresa la bestseller Fiat Panda, e pure parecchie full: tra i modelli del marchio che questa tecnologia ha lanciato, la Toyota, riesce a entrare liberamente soltanto la Yaris. Il sito del capoluogo lombardo è poi piuttosto chiaro anche su come il ticket può essere pagato.
Tutt'altro che semplice è invece farsi un'idea su come funzionano le cose a Roma. Puntiamo direttamente alla sezione Faq e alla domanda «È possibile accedere nelle zone a traffico limitato con un veicolo ibrido?». La risposta «No, non è consentito l'accesso con veicolo ibrido, ma solo se muniti di specifico permesso» è tutt'altro che definitiva. Bisogna passare all'interrogativo seguente: «Le auto ibride plug-in (ricaricabili) possono transitare nelle Ztl senza permesso?». Risposta: «No, le uniche vetture (...) sono quelle a trazione esclusivamente elettrica (previa registrazione della targa)».
A Napoli, invece, Bev e ibride sono equiparate: entrambe pagano dieci euro l'anno. A Torino, al contrario, possono chiedere un permesso – piuttosto costoso – per la Ztl soltanto le ibride a benzina dei residenti con emissioni uguali o minori di 110 g/km di CO2. A Bari si passa con autorizzazione, però non si può sostare e si possono percorrere esclusivamente le cosiddette "strade azzurre". Niente da fare a Genova. Mentre a Bologna le ibride entrano gratis, ma devono richiedere un apposito «titolo autorizzativo»...
All'estero, tutto regolato dai contrassegni. In Europa, sono centinaia le aree con limitazioni alla circolazione. Nella vicina Francia le chiamano "zones à faibles émissions mobilité" (Zfe-m). Per accedervi bisogna munirsi del contrassegno Crit'Air (certificato di qualità dell'aria), che classifica i veicoli in funzione delle emissioni. Quello verde che apre tutti i varchi è concesso esclusivamente alle elettriche pure e ai mezzi a idrogeno. Con il numero 1 s'identificano quelli a gas e le ibride ricaricabili (ovvero le plug-in). Poi, si distinguono soltanto le classi Euro, senza nessuna concessione (o considerazione) per le elettrificate. In Spagna, per delimitare le Ztl si sono persino inventati un nuovo cartello (qui sopra): le Zonas de bajas emisiones (Zbe) sono attive a Madrid e a Barcellona, ma una legge del 2021 prevede d'introdurle in tutte le città con più di 50 mila abitanti. Come in Francia, vige un sistema a bollini: blu per le elettriche, verde e blu "eco" per le Gpl Euro 6, verde "C" per le diesel Euro 6, giallo "B" (in via di estinzione) per le benzina immatricolate dal 2000 e le diesel targate dal 2006. Nessuna considerazione per le ibride in quanto tali nemmeno a Londra: per sottrarsi alla Congestion charge (15 sterline/17,50 euro), in vigore in determinati orari e giorni, bisogna possedere una Bev o un'auto a idrogeno. Le Ultra low emission zone (Ulez), in pausa soltanto a Natale, prevedono un ticket di 12 sterline e 50 (14,60 euro), in aggiunta alla Congestion charge, per le benzina fino a Euro 4 e le diesel fino a Euro 6. Si torna ai bollini in Germania: rosso per i veicoli più inquinanti, che dal 2021 non possono circolare nelle zone a bassa emissione di polveri sottili (le Umwelt zone); verde, concesso alle elettriche pure, ma anche a molte altre categorie, tra le quali le ibride a benzina. Il bollino "E", infine, può essere acquistato anche dalle vetture con doppio motore immatricolate fuori dai confini tedeschi, purché plug-in e con un'autonomia elettrica minima di 40 chilometri oppure un massimo di 50 g/km di emissioni di anidride carbonica.
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