Quando sorsero i primi insediamenti produttivi nipponici in Inghilterra, si parlò subito di avamposti che preparavano l'invasione in Europa della auto del Sol Levante. A distanza di pochi anni, si può dire che è andata diversamente, almeno per Nissan, che, arrivata per conquistare, si è accasata con Renault. La nuova "Almera" (abbiamo provato le versioni "1800" e "2200 TD", capaci, rispettivamente, di 84 e 81 kW) potrebbe essere l'ultimo modello con DNA giapponese al cento per cento. Ma il costruttore giapponese, come intende differenziare e far emergere la nuova creatura? Certo non puntando sullo stile, perfetto equilibrio di eleganza e sportività, è vero, ma con un'aria di "deja-vu". Nemmeno i contenuti tecnici assicurano il necessario salto di qualità, nonostante le inedite e raffinate soluzioni introdotte; sotto questo punto di vista, anche gli altri costruttori hanno fatto notevoli passi avanti. Quanto alle prestazioni, chi vuole davvero correre deve rivolgersi altrove. Resta il prezzo, questo sì reale punto di forza sul quale agire per rendere competitiva la "Almera". Se escludiamo la "Focus", la compatta giapponese è quella col prezzo mediamente più basso, in questo settore di mercato. Forse, però, non ancora abbastanza basso per diventare davvero un elemento determinante nella scelta. Osare di più, sotto tutti i punti di vista, avrebbe offerto alla "Almera" maggiori possibilità di successo.