"Ci sono voluti 18 mesi, ma sta arrivando finalmente un po' di luce sulla martoriata normativa del fringe benefit". Con queste parole l’Aniasa, l’Associazione delle società di noleggio e sharing, ha salutato le modifiche alla tassazione delle auto aziendali contenute, come ha rivelato il quotidiano Il Sole 24 Ore, in un decreto correttivo della delega fiscale che avrebbe dovuto approdare a Palazzo Chigi il 4 giugno ma la cui approvazione è slittata di qualche giorno.
Fringe benefit, vecchio regime anche per le riassegnazioni
Tre le novità in arrivo. La prima riguarderà i veicoli aziendali già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati in uso promiscuo nel 2025. Una circolare dell’Agenzia delle Entrate del 3 luglio scorso aveva specificato, semplificando al massimo, che la nuova disciplina del fringe benefit contenuta nella legge di bilancio per il 2025 non si dovesse applicare alle proroghe dei contratti in essere al 31 dicembre 2024 ma che, invece, si dovesse applicare ai veicoli già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati ad altro dipendente tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2025. Anche in queste situazioni, se le indiscrezioni saranno confermate, si applicherà dunque la precedente disciplina, più vantaggiosa per le auto a gasolio e benzina. Lo stesso varrà per i mezzi non soggetti al regime transitorio, ossia riassegnati ad altro dipendente dopo il 30 giugno 2025, finora esclusi dal regime forfettario e soggetti, invece, al cosiddetto valore normale. L’Aniasa parla di "superamento definitivo dell’incubo del calcolo del valore normale per i veicoli assegnati dopo il 30 giugno 2025".
Stangata su diesel e benzina in flotta da più di cinque anni
La seconda novità sembra ispirata proprio alle proroghe che si sono determinate in seguito all’entrata in vigore, all’inizio del 2025, della nuova disciplina del fringe benefit, che ha agevolato i veicoli plug-in e, soprattutto, elettrici, penalizzando quelli con alimentazione tradizionale. Anche in questo caso, qualora le indiscrezioni trovassero conferma, il prelievo fiscale sui mezzi diesel e benzina in flotta da più di cinque anni aumenterà del 50%. "L’aumento dei parametri di calcolo sui veicoli endotermici", sottolinea l’Aniasa, "spingerà a un ancor maggiore turn over e all'immissione sul mercato di veicoli a basse emissioni".
Optional al 5% del valore del fringe benefit
Infine, la semplificazione del calcolo degli optional. Attualmente, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, se un dipendente decide di aggiungere optional all’auto aziendale concessa in uso promiscuo e ne paga il costo di tasca propria (tramite trattenuta in busta paga), queste somme non possono essere sottratte dal valore del fringe benefit e, quindi, non riducono il valore del fringe benefit soggetto a tassazione. Questo perché, afferma l’Agenzia delle Entrate, gli optional non rientrano nel calcolo forfettario basato sulle tabelle Aci, che considerano solo i costi standard di esercizio del veicolo. Con la modifica in arrivo, in presenza di optional a pagamento il valore del fringe benefit sarà aumentato in misura forfettaria del 5%.
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