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Incentivi auto
È in vigore il nuovo ecobonus: ecco i contributi, le fasce e i modelli che vi accedono

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È in vigore il nuovo ecobonus: ecco i contributi, le fasce e i modelli che vi accedono
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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il cosiddetto decreto Agosto rende operativo il nuovo ecobonus, ossia il rifinanziamento e la rimodulazione degli incentivi per l'auto entrati in vigore all'inizio del mese (nel frattempo esauriti). Con il provvedimento, esplicitamente orientato a favorire le vetture ibride e a scapito di quelle a gasolio e a benzina, il consiglio dei ministri ha destinato 490 milioni all’automotive, di cui 400 di ecobonus e 90 per l’installazione di colonnine di ricarica da parte di professionisti e imprese (i privati hanno a disposizione le detrazioni a seconda dei casi, al 50% previste dal decreto fiscale e al 110% dal decreto Rilancio).

Due nuove fasce: 61-90 e 91-110. Le novità introdotte dal decreto non sono retroattive e valgono, quindi, per le auto acquistate dopo il 14 agosto, data della pubblicazione del testo in Gazzetta. I contenuti dell'ecobonus 2.0 non si scostano dalla bozza anticipata da Quattroruote che destinava, fino al 31 dicembre 2020, 250 milioni alle auto con emissioni di CO2 tra i 60 e i 110 g/km: la novità è la divisione di tale fascia in due sottogruppi, da 61 a 90 g/km e da 91 a 110 g/km, per i quali sono destinati rispettivamente 150 e 100 milioni. Una cifra, soprattutto nella seconda situazione, decisamente insufficiente a soddisfare la domanda da qui alla fine dell’anno. Ricordiamo che i fondi per la fascia 91-110, al momento, sono esauriti.

250 euro in più per le 61-90. Il dl Agosto conferma anche il leggero aumento del contributo statale per le vetture con emissioni da 61 a 90 g/km, che si vedono riconoscere 250 euro in più rispetto a quanto disposto dal decreto Rilancio: in assenza di rottamazione, è dunque previsto il contributo di 1.000 euro da parte dello Stato, al quale se ne aggiungono altrettanti garantiti dal venditore; con la rottamazione di una vettura di almeno dieci anni, invece, i contributi salgono rispettivamente a 1.750 euro (Stato) e 2.000 euro (concessionaria).

Fino a 2 mila euro in più per le elettriche. Per il resto il provvedimento rifinanzia, anche per il 2021, il vecchio ecobonus già in vigore da marzo 2019 per le auto fino a 60 g/km (nelle due fasce 0-20 e 21-60 g/km) e lo migliora ancora, prevedendo un'iniezione di 50 milioni per il cosiddetto superecobonus: in sostanza, con rottamazione sono garantiti un ulteriore contributo di 2.000 mila euro dello Stato e 2.000 del dealer, i quali si dimezzano in assenza di rottamazione. Ma solo fino al 31 dicembre 2020.

I contributi. In definitiva, lo schema dei nuovi bonus - fino al 31 dicembre - è il seguente:
- 0-20 g/km: 8.000 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 5 mila euro senza rottamazione (+1.000 euro di contributo del concessionario);
- 21-60 g/km: 4.500 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 2.500 euro senza rottamazione (+1.000 euro di contributo del concessionario);
- 61-90 g/km: 1.750 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 1.000 euro senza rottamazione (+1.000 euro di contributo del concessionario);
- 91-110 g/km: 1.500 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 750 euro senza rottamazione (+1.000 di contributo del concessionario).

C’è un limite di prezzo. Nulla cambia, invece, per le soglie di prezzo delle vetture che potranno beneficiare dell’ecobonus: 40 mila euro (compresi gli accessori ma al netto dell’Iva, escluse Ipt e messa su strada) per le auto da 61 a 110 g/km; 50 mila euro (compresi gli accessori ma al netto dell’Iva, escluse Ipt e messa su strada) per quelle da 0 a 60 g/km.  

Fa fede la prenotazione. Come sempre, l’accesso agli incentivi è subordinato alla disponibilità di fondi (il monitoraggio può essere seguito in tempo reale sul sito del Mise): se i fondi saranno disponibili, il concessionario prenoterà il contributo sul portale e lo detrarrà dal prezzo finale chiavi in mano della vettura (il contributo del dealer, invece, dovrà essere detratto dal prezzo imponibile e, quindi, rispetto al prezzo finale ivato sarà pari a 1.220 euro senza rottamazione e a 2.440 euro se c'è la rottamazione). Il bonus statale sarà rimborsato alla concessionaria dalla Casa, che lo recupererà sotto forma di credito d’imposta. L’unico vincolo è l’immatricolazione dell’auto, che deve avvenire entro 180 giorni dall’acquisto.

Unrae: sbagliato rifinanziare per fasce. Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Unrae, Michele Crisci: "L’attenzione del governo al settore automotive c’è stata e siamo soddisfatti", spiega il manager a Quattroruote. "Dispiace, però, che le regole siano cambiate in corsa e che il governo abbia deciso di rifinanziare per fasce il fondo alla rottamazione. Gli obiettivi primari dell’iniziativa erano togliere dalla circolazione vecchie auto inquinanti e una scintilla per far ripartire il mercato". L’Unrae, successivamente, ha dettagliato le critiche all’allocazione dei fondi tra i vari gruppi: "L’introduzione di un plafond per ogni singola fascia incentivata", scrive l’associazione, "non rispetta minimamente la reale capacità di assorbimento del mercato: stimiamo che a fine anno avanzeranno svariate decine di milioni sulle porzioni da 0 a 60 g/km, mentre potrebbero mancarne anche di più in quelle da 61 a 110, di fatto rischiando di impedire l’effettivo rilancio del mercato, le potenzialità reali di ricambio efficace di parco circolante in rapporto alle risorse stanziate e l’extra gettito fiscale che ne dovrebbe conseguire. Auspichiamo pertanto una modifica in sede di conversione, prevedendo un travaso automatico dei fondi all’atto dell’esaurimento di uno dei plafond, per garantire la massima operatività della norma a beneficio dei consumatori, dell’ambiente e della libera concorrenza".   

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