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Lvchi Auto
La supercar cinese dall'anima italiana - VIDEO

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È proprio bella, come vuole il suo nome, la Lvchi Auto Venere. La berlina elettrica ad alte prestazioni lunga cinque metri e 15, di cui vi avevamo anticipato alcune caratteristiche. Ora, senza veli, al Salone di Ginevra si può finalmente ammirare il bel prodotto della combinazione tra le risorse finanziarie del gruppo cinese Lvchi Auto e il know-how tutto italiano (torinese) dell'I.DE.A Institute. Che è stata capace di realizzare la supercar, dal design, all'ingegnerizzazione alla scocca e alle parti elettriche in poco più di sette mesi, partendo da un foglio bianco, all'inizio di luglio. A gestire la squadra di lavoro è stato l'ingegner Giorgio Stirano, progettista di vetture di Formula 1 degli anni 80, e qui abile coordinatore e "risolutore" di problemi. Lo stile, invece, è stato curato da Andrea Musizzano.

La Venere italiana col marchio Lvchi e I.DE.A Institute

Ha il Dna da corsa. E c'è molto del mondo delle gare, in questa Venere, che vanta una scocca di materiali compositi e sospensioni a doppi quadrilateri. La potenza, di oltre 1.000 CV, è assicurata da quattro motori elettrici (due anteriori, due posteriori), che garantiscono la trazione integrale. Eccezionali le performance: 0-100 in soli 2,5 secondi e una velocità massima di 286 orari. E l'autonomia dichiarata, garantita da un mega-pacco batterie agli ioni di litio della capacità di 100 KWh posizionato sul pianale, è di ben 652 km. Tutta italiana anche la parte di collegamento all'asfalto: gomme Pirelli 265/40 ZR21, i freni Brembo e i cerchi OZ.

Dettagli racing. Ma l'occasione allo stand, come dicevamo, è stata anche quella di poter ammirare questa berlina slanciata, dal passo di oltre tre metri e caratterizzata da un ampio splitter anteriore, mentre in stile racing è un estrattore posteriore. I gruppi ottici, molto sottili, sono full Led (anche al posteriore), mentre all'abitacolo si accede tramite porte che si aprono elettricamente ad armadio. Gli interni, a quattro posti, sono molto lussuosi, con profusione di pelle e tanta tecnologia. Ben dodici i monitor, di cui sei touch, raccordati e disseminati sulla plancia e sul tunnel, che attivano le principali funzioni, anche tramite il gesture control. E due display sono a disposizione per il passeggero, che può personalizzare la sua scelta relativa all'infotainment e al collegamento al web. Pure il volante ha comandi touch, mentre la strumentazione è virtuale e riconfigurabile, come altre parti delle grafiche visualizzate sui monitor.

In arrivo nel 2019. Le sedute sono molto basse e dietro si sta come in first class, con un ulteriore display dedicato. Gli schienali sono regolabili elettricamente e permettono anche una configurazione relax, con i sedili anteriori tutti avanzati. Allora, quando si vedrà la Venere sul mercato? Nella seconda metà del 2019, a un prezzo che si aggira sui 250.000 euro.

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