Curiosità

Lancia
L’esperimento (fallito) dei modelli "americani" - FOTO GALLERY

Lancia
L’esperimento (fallito) dei modelli "americani" - FOTO GALLERY
Chiudi

Mai come 10 anni fa il marchio Lancia si presentava al Salone di Ginevra con così tante novità: oltre alla nuova Ypsilon, proprio in questi giorni mostrata nel suo ultimo restyling, ben quattro vetture dallo stile yankee venivano svelate al grande pubblico della kermesse elvetica. Tutte con nomi storici, ovvero Thema, Flavia, Flavia Cabriolet e Voyager, nonché derivate da identici modelli d’Oltreoceano.

Poco successo. Proprio così: nello stand della Casa torinese venivano mostrati i frutti delle prime sinergie tra il gruppo Fiat e la Chrysler, di cui il colosso italiano aveva già avviato la progressiva acquisizione nel 2009 con il placet della Casa Bianca. Quell’esperimento, purtroppo, non sarebbe poi andato a buon fine. Una volta arrivate sul mercato (eccetto la Flavia sedan, mai entrata in produzione), le torinesi d’America non avrebbero mai incontrato il favore degli automobilisti europei, neppure di quelli italiani: troppo poco Lancia per i puristi, troppo grandi e tradizionali per i più. E le loro vendite, di conseguenza, non avrebbero mai raggiunto cifre significative, tanto da risultare già interrotte nel 2014.

Modelli fuori target. Eppure, i gusti di americani e automobilisti del Vecchio Continente non erano all’epoca – e non sono tuttora – poi così dissimili. Il buon successo della Fiat Freemont, presentata nella stessa kermesse e derivata dalla Dodge Journey, ne è la dimostrazione. Un modello che ha ben giocato le sue carte (una carrozzeria alla moda, motori a gasolio di cilindrata ragionevole e un prezzo conveniente), facendo chiudere un occhio di fronte alla linea un po’ vecchiotta della Suv. Ma, appunto, parliamo di una Suv, mentre tra le Lancia americane troviamo un’ammiraglia, una monovolume e una cabriolet, ovvero carrozzerie entrate in crisi nel terzo millennio, a maggior ragione se di dimensioni oversize come le tre torinesi d’Oltreoceano, rimaste degli oggetti misteriosi sulle strade d’Europa. Italia compresa.

La rinascita. Al momento, la Casa di Torino è presente esclusivamente nella nostra Penisola e con un solo modello, la Ypsilon, ma con la nascita del gruppo Stellantis potrebbero arrivare in futuro delle grandi novità. Innanzitutto, una ricollocazione del marchio nella fascia premium del mercato, come sottolinea il nostro direttore nell’editoriale di Quattroruote di febbraio 2021. E, ovviamente, nuovi modelli, magari a cominciare da una piccola Suv, come quelle già in programma per gli altri brand del neonato colosso e di cui parliamo sul numero in edicola. Per avere informazioni più chiare, bisognerà attendere la presentazione del piano industriale del gigante nato dalla fusione tra FCA e PSA. Nel frattempo, vi chiediamo di immaginare delle possibili novità del marchio di Torino e dell’Alfa Romeo, inviandoci i vostri disegni nell'area dedicata entro il 24 febbraio: i più meritevoli verranno selezionati dalla nostra redazione e sottoposti al giudizio del pubblico, ma anche di due grandi firme del design come Mike Robinson e Giorgetto Giugiaro.

COMMENTI

  • Esperimento disastroso, soprattutto per Flavia e Vojager! In quanto alla Thema, forse avrebbero fatto meglio ad importarla conservando il marchio Chrysler, perchè alla fine era una buona e bella auto, ma non era assolutamente una Lancia!!!
  • Ho sempre trovato l'estetica di 300c da gangster quanto di più lontano ci sia da lancia e in generale dal gusto europeo. Però alla fine queste auto sono arrivate, in piccolissima quantità, da usa e eu semplicemente perchè "dovevano" per una accordo tra il canadese e Obama. Alla fine la 300c è stata anche "sfortunata" perchè qualche "numero" avrebbe potuto farlo in sostituzione fine leasing delle a6 30 tdi in leasing, peccato che proprio nel periodo di lancio per questioni di bilancio con una legge non potevano avere più "auto blu" sopra i 2000 di cilindrata. Ricordo che a geneve 2011 era esposta addirittura la 200c berlina a nome di lancia flavia che poi avevano deciso di non importare.
     Leggi le risposte
  • La Thema ii con in giusti cerchi fa ancora la sua figura, anzi mi verrebbe da dire che la sua linea yankee è invecchiata meglio (nonostante il conclamato flop) rispetto alle coetanee tedesche (molto più vendute). Ma questi sono gusti. Cmq molto meglio questa Chrysler rimarchiata che la Kappa o il suicidio commerciale Thesis. La Flavia cabrio fu un velleitario tentativo di dare lustro al marchio (un po' come la 4C in casa Alfa), mentre la Voyager targata Torino fu il finale dell'epopea grandi monovolume, che proprio con la vecchia americana e nel suo piccolo anche col duo Ulysse/Phedra avevano fatto bene. Non penso avrebbe fatto tanto meglio un modello fatto ex novo, in quanto la tipologia di auto era già defunta. Tornando alla Thema, non capisco perché era un cassone col marchio italoamericano, mentre andava benone con la stella a 3 punte (il comparto tecnico era bene o male quello). Solita storia??
  • Fallì perchè si volle far fallire, Marchionne volle dare il colpo di grazia alla Lancia di cui forse malapena conosceva la Delta Integrale. Importare quei modelli in quelle condizioni già in partenza dava il senso dell'operazione. Forse il Voyager che ebbe anche un discreto successo, fu l'unico a salvarsi ma per il resto Thema sulle gengive a Marchionne, sempre!
  • La 300C, che in America ho guidato più volte e che posso quindi giudicare non solo da un punto di vista estetico, non è una cattiva auto. E' comodissima, lussuosa anche se non proprio all'ultimo grido - e d'altronde è una FCA, se va bene hai a che fare con progetti vecchi di almeno 10 anni e questa ne ha di più. Certo che se la versione d'accesso è un 3 litri significa che vuoi che non abbia nessuna speranza di successo; se poi la marchi Lancia vuol dire che vuoi trovare una scusa per chiudere la stessa (lo vedi? Le Lancia non si vendono...).
  • Alcuni dei responsabili di questo fallimento sono ancora a piede libero...
  • La Thema/300C pur avendo una linea che di Lancia aveva ben poco visto che dalla sorella americana le uniche modifiche erano state quelle di sostituire i badge Chrysler con quelli Lancia, ricordo che a livello di "presenza" su strada, non era male e le finiture erano più che accettabili. Certo, un po poco per chi è un estimatore delle vetture storiche del marchio, dello stile italiano e avrebbe voluto un'auto ITALIANA di cui andarne fiero al Golf Club, a teatro o ad una riunione importante. Di certo è un'auto che ancora ai giorni nostri avrei visto bene impiegata per trasportare il nostro primo ministro (piuttosto che da una Passat SW sicuramente buona per la spesa al supermercato, decisamente meno come auto di rappresentanza...) ma ovviamente la scelta di non variare nessun lamierato e di impiegare esclusivamente motori di grossa cilindrata dimostra che i primi a non credicerci sono stati proprio i vertici FCA del tempo. Che dire della Flavia. Nella mia vita credo di averne viste due. Un esemplare lo vidi per strada nel periodo della presentazione, probabilmente di un concessionario. Il secondo a Lanzarote, cotto dal sole, in stato pietoso. Anche in questo caso, pochi accessori per personalizzarla, motorizzazione sbagliata ( 2.4 litri quando le tedesche erano disponibili con motori da 1.8-2.0 litri fino a 3.0 litri in una marea di allestimenti..) nessun richiamo stilistico alle belle scoperte Lancia di un tempo. Difficile pensare che potesse avere anche solo un risultato decente. Voyager credo che sia stata più che altro frenata dal calo della domanda per questo genere di veicoli e in misura minore per la motorizzazione, anche in questo caso, fuori portata per la maggior parte degli acquirenti italiani e in parte anche europei. L'insuccesso di queste auto è il risultato di una gestione orientata unicamente a minimizzare i costi. Probabilmente per altri marchi l'operazione avrebbe potuto anche funzionare, marchi che non hanno una storia consolidata e/o con modelli che appartengono a fasce di mercato differenti, superutilitarie/utilitarie. Con Lancia rappresentò invece l'ennesima brutta figura. Mi auguro che in futuro, prendano bene ad esempio quanto accaduto in passato, e siano in grado di sfruttare al meglio certe sinergie a livello di telai e motori con il nuovo grande gruppo dispone, vestendole con una carrozzeria che sia chiaramente "made in Italy" dando loro interni eleganti e mai pacchiani, e applicando a livello di sospensioni e gestione del motore, tarature e soluzioni consone a quanto un cliente Lancia ha il diritto di pretendere.
  • Mi avessero chiamato come consulente gli avrei fatto risparmiare anche i soldi delle mascherine, automobili fuori dal tempo
  • Quanto tempo sprecato,ci volevano rifilare dei cassoni americani e spacciarli per italiani prendendo nomi blasonati che hanno fatto la storia dell'automobilismo italiano,ma le bugie hanno le gambe corte ed è una massima che ha sempre ragione!! Quando metti degli incapaci a comandare questo è il risultato!!
     Leggi le risposte
  • Ricordo che entrai in una concessionaria (in Germania) per vedere la Thema, e quasi subito il venditore mi si avvicinò e mi disse che se volevo c'era un pacchetto per sostituire tutti i badge Lancia, presenti sull'auto, con quelli Chrysler!
     Leggi le risposte
  • Effettivamente la 300C rimarchiata Lancia la sua figura la faceva. Aveva degli interni spettacolari, altro che tedesche e fuori era il giusto sportiva ed elegante. Come ricorda Salvatore avrebbero dovuto montare il 1.9 twin turbo accoppiato allo ZF per avere il massimo. Ma da queste scelte si vede che a Marchionne e al giovane Elkan non poteva fregargliene di meno delle auto e delle brutte figure che facevano in giro per il mondo. L' obbiettivo era investire il meno possibile, tagliare il piu' possibile e galleggiare fino all' arrivo di un acquirente che tolga la patata bollente dalle mani della famiglia Agnelli. Io cmq i soldi degli Italiani indietro glieli avrei chiesti con gli interessi a questi incapaci.
     Leggi le risposte
  • Io la Thema 3.0 CRD da 239 cv l'ho guidata per un periodo di tempo e devo ammettere che non era male, anzi in autostrada si viaggiava da signori. Se in FCA avessero osato un pò di più magari adattando il motore 1.9 twin turbo della Delta accoppiato con il cambio ZF invece del vetusto NAG ex Daimler forse qualcosa in più avrebbe venduto. Il massimo sarebbe stato riproporre una versione SW che nella precedente generazione di 300C era quella che nel bene e nel male era la più diffusa nel nostro Paese. Sulle altre 2 non mi pronuncio perché non le ho mai guidate.
  • strano,mi sarei aspettato un successo clamoroso..(che non hanno avuto nemmeno in America...)
  • Per quanto mi risulta il turbodiesel della Thema non era Daimler Benz ma bensì VM di Cento (FE), fabbrica della galassia Fiat. Per il resto si trattava di modelli tecnologicamente già vecchi (il 2400 benzina della Flavia consumava come un 3000 ed aveva la brillantezza di un 1600); probabilmente vennero lanciati sul mercato europeo in ottemperanza a qualche clausola concordata probabilmente con il governo USA al momento dell'acquisizione di Chrysler da parte di Fiat, che prevedeva la vendita sul mercato europeo di un certo numero di modelli made in USA
     Leggi le risposte
  • Vendere auto e scaldabagni non è la stessa cosa. Un auto, specialmente un brand leggendario come Lancia, non può essere gestito a quella maniera. Uno dei tanti disastri di Marchionne, che secondo me odiava le auto.
  • Porto la mia esperienza di appassionato di auto: ho posseduto una Lancia Thema (ovvero una Chrysler 300C) dal 2011 al 2018. In precedenza ho avuto, tra le altre, Audi A6 e BMW 520 e quello che posso dire è che la Thema era pari, ad entrambe, nelle prestazioni e nell'handling ma superiore nel confort e nella sensazione di lusso che trasmetteva. Temo che a volte sia facile farsi influenzare dai preconcetti e che sia meglio (quando possibile) verificare in prima persona.
     Leggi le risposte
  • Non bisognava essere il Mago Zurlì, per capire che erano bidoni rimarchiati. Con che coraggio! Ma in Fiat pensano/avano che gli italiano siano un popolo di imbecilli?
     Leggi le risposte
  • E' stato un tentativo disperato di aumentare vendite con modelli esistenti spendendo solo per cambiare dettagli o interni.Diciamo a costo 0 considerando quanto costa impostare un modello nuovo al 100%.
  • Non hanno avuto il successo sperato ? Impossibile. Chi lo avrebbe mai detto. Eppure Marchionne/Agnelli ci avevano sperato tanto. Chissa' cos'e' andato storto. Sarei curioso di sapere l'analisi di 4R a quei tempi quale e' stata.
     Leggi le risposte
  • Ma perdere pure il tempo a dedicare un articolo a questi aborti?
     Leggi le risposte