Salone di Parigi 1973, mezzo secolo fa: dopo vent’anni di proficua collaborazione con Pininfarina, la Ferrari svela la Dino 308 GT4 disegnata da Bertone (e, in particolare, da Marcello Gandini). L’atelier torinese riesce a creare una 2+2 a motore centrale gradevole e moderna, basata su un corpo vettura lungo 4,32 metri, alto appena 1,18 e con un passo di ben 2,55 metri. La sigla 308 GT4 significa motore 3.0, otto cilindri, quattro posti. In pratica, l’auto va a sostituire la Dino 246 GT nel corso del 1974. Con un prezzo, questo sì, da Ferrari: 11.700.00 lire, quando una Fiat 127 berlina non arriva al milione e 600.000.
Doppia primizia. Due le primogeniture del modello, anche se sotto il nome Dino: la 308 GT4 è infatti la prima 2+2 a motore centrale di Maranello, e primo modello di serie equipaggiato da un V8 (architettura utilizzata invece dal Cavallino anche in F.1). Tanta roba, se consideriamo anche il brand, che non è Ferrari (almeno nel primo periodo), perché all’epoca il Cavallino rampante è un’esclusiva delle GT a 12 cilindri. Il marchio Dino, tra l’altro, viene mantenuto sulla 308 GT4 sino alla fine del 1976, poi si passa a quello Ferrari, più apprezzato dalla clientela, specie americana. La sportiva rimane in produzione sino al 1980, quando viene sostituita dalla Mondial 8.
Cambio di stile. La forma a cuneo, cara a Bertone e a Gandini, è innovativa in casa Ferrari, e garantisce una buona dose di originalità. Lo schema meccanico è in parte ripreso dall’ottima 246, pure nel caso delle sospensioni a ruote indipendenti e bracci triangolari oscillanti. Sempre all’interno del telaio tubolare viene montato - questa volta - un V8, in posizione centrale-trasversale, come sulle Dino. E se il bagagliaio è in coda, il radiatore viene posizionato invece nel muso, dove si trova anche un piccolo vano che ospita un ruotino, una soluzione ancora attuale. Due le chicche sul motore: l’albero a gomiti con perni di manovella a 180°, come sul V8 Ford-Cosworth di F.1, e la distribuzione a quattro alberi a camme in testa, comandati da cinghie dentate. Il V8 a 90° di 2.926 cm³, che ha il basamento di lega leggera e mantiene l’alimentazione a quattro carburatori doppio corpo (da 40 mm), eroga 255 CV a 7.700 giri (la velocità della vettura è di 250 km/h). Il cambio a cinque marce sincronizzate, come sulle V6, risulta trasversale, in blocco col motore.
Nelle mani del campione. Verso metà anni 70, Quattroruote vanta un tester d’eccezione: l’asso brasiliano di F.1 Emerson Fittipaldi, che si cimenta anche al volante della Dino 308 GT4 sul numero di gennaio 1975. E si tratta di un avvenimento, perché, prima di allora, la Casa di Maranello non aveva mai concesso un’auto in prova. Ebbene, “Emmo” trova la Dino 308 di linea piacevole e moderna, mentre all’interno i due posti dietro restano di fortuna. Piace al campione il posto guida, anche se trova il volante (regolabile solo in officina) un po’ troppo basso. E il motore tutto nuovo? Fittipaldi ne apprezza l’elasticità e l’ampio arco di utilizzo, che consente di sfruttare le marce alte a bassa velocità o di assaporarne la cattiveria in alto, con un’ottima resistenza al fuorigiri. Lo sterzo è perfetto, sembra quello di un’auto da corsa, solo – rileva il pilota della McLaren - è un po’ pesante in manovra. In pista, al Mugello, Emerson trova i freni sicuri e resistenti, oltre che ben modulabili. E la tenuta di strada? Secondo l’asso brasiliano, la Dino 308 è facile da guidare, anche in modo sportivo, con un piacevole sovrasterzo, mai eccessivo, e con un buon margine di sicurezza. Insomma, una delle migliori GT. Parola di un due volte campione del mondo.
La ebbe anche Elvis. Nel 1976, dopo la crisi energetica del 1973, viene introdotta la 208 GT4, dotata di un V8 con cilindrata ridotta a 2.0 litri (potenza, 170 CV, velocità massima di 220 km/h), per aggirare la pesante imposizione fiscale che grava sulle cubature superiori. Viene realizzata, come dicevamo, anche una versione per il mercato americano, riconoscibile per i paraurti sporgenti a normativa Usa, poco gradevoli da vedere, e per le luci laterali sui parafanghi. Resta celebre la 308 GT4 nera del 1975 appartenuta alla star Elvis Presley: nel corso della produzione viene introdotta solo una piccola serie di modifiche per il Vecchio continente, che riguardano la forma della griglia del radiatore e la disposizione dei fari fendinebbia. Poi la Dino 308 GT4 va in pensione, ma la sua eredità non andrà perduta.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it