Eco news

Auto elettriche
Fmi: “La Norvegia dovrebbe imporre tasse sui modelli di lusso”

Auto elettriche
Fmi: “La Norvegia dovrebbe imporre tasse sui modelli di lusso”
Chiudi

Nel dibattito in corso sulle conseguenze della mobilità elettrica, a un tema viene prestata ancora poca attenzione: l’impatto sulle casse statali. Non è solo una questione di incentivi, già oggi imponenti e gravosi per i vari Paesi seriamente intenzionati a promuovere le auto alla spina. Un giorno o l’altro, specialmente quando le flotte saranno più consistenti di quanto non lo siano oggi, si dovrà affrontare l’argomento del mancato gettito fiscale. Qualche Stato negli Usa ha iniziato a muoversi varando le prime iniziative per compensare i minori introiti derivanti da bolli, accise e altre imposte, mentre in Europa tendenzialmente non se ne parla, se non in modo marginale. Ora, però, una grande istituzione internazionale ha lanciato un avvertimento a uno dei Paesi del Vecchio Continente più generosi nel sostenere le auto elettriche: il Fondo Monetario Internazionale, infatti, ha invitato la Norvegia ad imporre delle tasse sulle elettriche, quantomeno sui veicoli di lusso, per sostenere il suo ampio programma di incentivi. 

Il caso specifico. La Norvegia è stata presa come riferimento dagli economisti dell’istituto di Wasghington in un “working paper” incentrato sugli effetti delle politiche di una nazione nell’incoraggiare gli acquisti di veicoli a batteria. Il Paese scandinavo è diventato, negli ultimi anni, un importante banco di prova, perché Oslo ha varato generosi incentivi che hanno spinto la domanda di elettriche a superare ampiamente il 50% delle immatricolazioni (il peso delle auto alla spina sul totale è passato dall’1% di dieci anni fa al 42% nel 2019 e al 54% nel 2020). Inoltre, i veicoli alla spina sono totalmente esenti da qualsiasi imposizione fiscale. Del resto, i norvegesi non hanno mai fatto mistero della loro intenzione di diventare i primi al mondo ad abbandonare le auto endotermiche, e della loro volontà di riuscirci in pochi anni: già per il 2025, infatti, si punta alla vendita di sole auto elettriche. Non a caso, alcuni costruttori cinesi hanno scelto il Paese dei fiordi quale porta d’ingresso per lo sbarco in Europa. 

I mancati introiti. Tuttavia, per gli esperti dell’Fmi, la Norvegia dovrebbe iniziare a imporre delle tasse quantomeno sui modelli di alta gamma, come quelli a marchio Porsche, Jaguar, Mercedes, Audi o Tesla, per ridurre il peso di programmi di incentivazione che già oggi hanno prodotto effetti consistenti sulle casse statali: la coalizione di centro-destra al governo stima che, durante lo scorso anno, il fisco abbia perso entrate per 19,2 miliardi di corone (poco più di 1,91 miliardi di euro al cambio attuale), in media circa 250 mila corone per ogni nuova auto elettrica immessa sul mercato. Certo, la Norvegia può compensare i mancati introiti con gli enormi proventi frutto dell’estrazione di petrolio nel Mare del Nord, ma non si sa fino a quando potrà sostenere un sistema oltremodo generoso: in un mondo sempre più intenzionato a “decarbonizzare” l’economia e la vita di tutti i giorni, il petrolio è destinato a perdere di importanza e, di conseguenza, a generare sempre meno entrate per i Paesi estrattori. 

Le proposte. Secondo l’Fmi, inoltre, c'è un fattore di disparità sociale insito negli incentivi norvegesi. Le auto di lusso, soprattutto per il loro costo elevato, garantiscono maggiori imposte agli Stati, che rinunciando a tali entrate garantiscono un maggior incentivo implicito alle famiglie ad alto reddito e riducono gli effetti positivi dell'elettrico. "La Norvegia potrebbe migliorare i suoi incentivi fiscali per aumentare il loro impatto ambientale", sottolineano gli economisti proponendo alcune modifiche ai programmi di agevolazione: per esempio, sussidi esplicitamente destinati a eliminare le endotermiche in caso di una loro sostituzione con veicoli elettrici oppure un aumento delle imposte sulle auto più inquinanti. In ogni caso, la questione è comunque nell’agenda politica norvegese: i partiti di centro sinistra all'opposizione, pur sostenendo l’obiettivo dell’addio ai motori tradizionali per il 2025, vorrebbero varare una prima imposizione fiscale sulla parte eccedente un limite di prezzo fissato a 600 mila corone (circa 60 mila euro). 

COMMENTI

  • I proventi del petrolio continueranno ancora per molti anni. Le transizioni sono l'ente, e comunque il petrolio non è utilizzato solo nei motori .... Quindi per ora gli va bene così, riescono a velocizzare la transizione, poi sicuramente anche le elettriche saranno molto ben tassate.
  • Per loro fortuna i norvegesi vivono in uno Stato sovrano e non devono rendere conto a nessuno, tantomeno al FMI che non ha una reputazione tale da elargire consigli ad uno Stato che dimostra di sapersi autogestirsi e garantire un livello di benessere tra i più elevati al mondo.
  • Ma questi del FMI non hanno altro da fare❓A loro cosa gli importa se la Norvegia agevola l'acquisto di vetture elettriche ai propri cittadini ... qui si tratta di uno dei paesi più ricchi in assoluto. Il governo norvegese già anni fa ha creato diversi fondi d'investimento per garantire una vita "agiata" (non è un problema per chi ha studiato guadagnare 8'000 a 10'000 Euro mensili, informazioni su WISE punto com) ai propri cittadini per quel giorno che non ci sarà più petrolio. In uno di questi fondi d'investimento attualmente vi sono ben 1'200 miliardi ... non credo che loro abbiano bisogno di consigli da parte di chissà chi.
  • In Italia le imposte sui carburanti hanno fruttato al fisco circa 30 miliardi di euro nel 2020 (ma erano 36 nel 2019). Nel caso si andasse ad una progressiva riduzione delle auto a motore termico a favore di BEV ovviamente questi introiti si ridurrebbero: come sostituirli? Forse con imposte sull'energia elettrica ad uso autotrazione, che ora alle colonnine arriva a costare dai 40 ai 77 centesimi/kwh? Ma allora quanto costerà percorrere 100 km con un BEV, già nell'acquisto ben più costoso, ancora per diversi anni, di un'auto con motore termico? L' auto tornerà ad essere "roba da ricchi" con buona pace di chi, come il fondatore di Quattroruote Gianni mazzocchi, si battè per renderla invece accessibile
     Leggi le risposte
  • Ciò che ha sollevato il FMI con la Norvegia è solo la punta dell'iceberg, avendo preso in considerazione il paese ad oggi con più auto elettrificate. Il problema sarà per tutti i Paesi che continueranno a promuovere spintaneamente l'elettrico, che prima o poi si troveranno a fare i conti con minori introiti. In Italia si risolverà tutto aumentando le accise sui carburanti e sui monopoli, la tassa sulla prima casa, toccando i redditi di dipendenti e pensionati, inserendo una nuova tassa sul lusso, e così via...
     Leggi le risposte
  • Concordo sotto con Francesco: totale finto ecologismo. Comunque spettacolo: prima incentivano l'elettrico, poi lo tassano per sostenere gli incentivi, il tutto condito dai soldi che ricavano dal petrolio. Qui siamo al delirio totale. Saluti.
  • Uno si aspetterebbe che il FMI avesse problemi piu' importanti ed urgenti anziche' commentare gli incentivi fiscali che la Norvegia decide o no. La Norvegia e' uno dei paesi piu' ricchi al mondo, o forse il piu' ricco non saprei, e non ha certo bisogno dei consigli del FMI che invece si dovrebbe occupare di paesi in crisi e incapaci, per motivi noti, tipo corruzione, illegalita', analfabetismo, mancanza di diritti umani e democrazia, di creare un ambiente ed una societa' decente ed un minimo di speranza e prospettive per i tanti giovani.
     Leggi le risposte
  • Prima però tassiamo in base al loro valore le auto storiche che sono diventate il paradiso fiscale dei milionari che non sanno più dove buttare i soldi (e spesso manco sono appassionati di auto) Ma non in base ai KW ma i base al loro valore. Questa è vera e propria elusione fiscale.
  • ma la norvegia e falsa piu degli altri, cercate norvegia litio su google. stanno spingendo elettrico per puro interesse economico, non gli frega niente del verde. smettetela di scrivere che le auto elettriche non inquinano, o che quelli che la usano sono green. che tristezza