Sarà forse anche per dimenticare un 2011 terribile, segnato dallo tsunami e poi dall'inondazione in Thailandia, dove i costruttori giapponesi hanno impianti e fornitori, che l'industria del Sol Levante guarda avanti, non di un paio d'anni, ma di una decina, diciamo al 2020, esponendo sugli stand del Salone di Tokyo, che apre oggi alla stampa nella rinnovata sede del centro fieristico di Odaiba, una serie di concept tutte volte a immaginare la mobilità futura, fatta di emissioni zero e di soluzioni ingegnose e a misura d'uomo.
Mobilità sostenibile. Prototipi come la Micro Commuter della Honda, come la Q concept della Suzuki, la Toyota Fun-Vii oppure ancora la Nissan Pivo 3, tutte elettriche, compatte e innovative, tornano a parlare la lingua che era abituale del Salone di Tokyo: una grande fiera tecnologica proiettata verso il futuro, con soluzioni e gadget degni di una saga di fantascienza.
La Q-concept della Suzuki è un veicolo a metà strada tra una Smart e una Renault Twizy, lungo solo 2 metri e mezzo è pensato per trasportare due persone su percorsi urbani. La Toyota, quattro metri di lunghezza, tre posti a bordo, ha una carrozzeria che si comporta come lo schermo di un computer e può cambiare "temi" secondo il gusto del proprietario, anche in "remoto", tramite cellulare
La Pivo 3 EV concept è, come suggerisce il numero, la terza evoluzione del progetto elettrico che Nissan inaugurò per la prima volta nel 2005 con la Pivo. Ora ha un aspetto meno futuribile, più vicino a un'automobile e alla Nissan dicono che prefigura già il modello di serie. Ha i motori elettrici nelle ruote che sterzano in modo indipendente regalando a questa tre posti un'agilità impareggiabile.
La Micro Commuter della Honda in soli 2 metri e mezzo può ospitare a bordo due persone più una sorta di tender a due ruote, supercompatto e superleggero, anch'esso elettrico: il Motor Compo. Ma il produttore della Civic espone anche altri studi, il più interessante dei quali è una piccola sportiva a trazione elettrica, la Small Sports EV.
I modelli di serie. Accanto a questi scampoli di futuro, c'è voglia di rivincita anche nella produzione di serie. Con la doppietta Toyota GT 86 e Subaru BRZ, le due Case giapponesi presentano i frutti di un progetto congiunto di coupé a trazione posteriore, compatta e abbordabile, che ha la missione di riportare in vita i fasti delle affascinanti sportivine nipponiche degli anni 80 e 90. Con un mercato che – dopo aver subito un drammatico tracollo all'indomani dello tsunami – ha riportato le vendite di auto ai livelli pre-disastro (anzi con 320.780 nuove immatricolazioni l'ottobre di quest'anno ha surclassato lo stesso mese del 2010, che ne aveva registrate solo 251.493), il Giappone sta cercando disperatamente di dire che non è morto.
Tornano i grandi marchi. E anche l'industria occidentale, che nel 2009, l'anno della grande crisi, aveva snobbato la rassegna di Tokyo, a quest'edizione è tornata tra gli stand con marchi illustri tra cui Audi, che fa debuttare la A1 Sportback, BMW che porta sotto i riflettori la ActiveHybrid 5, e Volkswagen che svela la Passat Alltrack. Anche questo è un segnale incoraggiante.
Da Tokyo, Roberto Lo Vecchio
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