Il coronavirus continua a colpire i grandi eventi. Dopo varie fiere e saloni internazionali, cancellati o rimandati, è l'ora delle kermesse sportive più importanti. Qualche giorno fa c'è stata l'ufficializzazione del rinvio degli Europei di calcio, slittati all'estate 2021. Oggi, la stessa sorte è toccata alle Olimpiadi di Tokyo 2020: una macchina organizzativa monstre, fatta di grandi opere, importanti progetti correlati e miriadi di partnership in cantiere da tanti anni. E con un indotto ciclopico che ovviamente coinvolge anche le big dell'automotive. Con le Case giapponesi, manco a dirlo, schierate in prima linea, quanto a presenza e investimenti.
I piani dei costruttori. E adesso, che succede? Sulla carta tutto resta al suo posto, con lo stesso brand (rimarrà Tokyo 2020 per ragioni di merchandising) e un anno in più per predisporre le cose. Ma non sarà un periodo normale: le conseguenze della pandemia sono, al momento, incalcolabili. Sicuramente, per i principali costruttori del Sol Levante svanisce (temporaneamente) una vetrina di non poco conto. La Toyota, soprattutto, era l'annunciata protagonista. Il costruttore ha realizzato le mascotte, Miraitowa (quella delle Olimpiadi) e Someiti (quella delle Paralimpiadi), due robot in grado di riconoscere le persone e interagire con i gesti. Il colosso nipponico pianifica di presentare importanti progetti nel campo dell'automazione, patrocinati dal governo nell'ambito del Tokyo 2020 Robot Project, spaziando dal supporto alle persone non autosufficienti fino al trasporto driverless. L'emblema? La e-Palette, un minibus elettrico con un sistema di guida autonoma di livello 4 pensato per muovere persone lungo brevi tragitti e a basse velocità.
Idrogeno in prima linea. L'impegno della Toyota prevede lo schieramento di circa 3.700 veicoli, incluse 500 Mirai a idrogeno (sono molte, infatti, le stazioni nel Paese) e 850 mezzi per la mobilità urbana, tra cui 200 navette Apm guidate da un autista. Della flotta farà parte anche la Concept-i nella sua ultima evoluzione: si tratta di un prototipo automatizzato (anche questo di livello 4) capace di abilitare la guida senza conducente in alcune aree delimitate (tant'è che mantiene il volante). Senza dimenticare il nuovo modello di taxi per il Giappone, concepito dalla Toyota proprio con vista sul grande evento sportivo, pronto a spostare migliaia di spettatori mettendo in mostra le proprie peculiarità progettuali, che puntano sull'ecosostenibilità e la massima accessibilità.
C'è anche la Nissan. Le Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno coinvolto anche la Nissan, la quale ha avviato da tempo i test di un servizio di robotaxi, Easy Ride, da prenotare e pagare attraverso un'app: il servizio di ride sharing elettrico, realizzato in partnership con la Dena attraverso una flotta di Leaf, avrebbe dovuto debuttare in concomitanza con i Giochi. La Casa di Yokohama ha anche previsto, proprio vicino al suo quartier generale, uno spazio espositivo (il Nissan Pavillion) pensato per attrarre i turisti, animato un'esposizione di tecnologie e prodotti legati alla mobilità. A Olimpiadi rinviate, si tratta di capire se e come cambieranno i piani dei costruttori.
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