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Nuovo Quattroruote
Opinioni "a Ruota libera”

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Opinioni "a Ruota libera”
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Gli scenari industriali sovvertiti e in cerca di assestamento, il passaggio dal motore a combustione interna a quello elettrico, le infinite varianti imposte dalla cosiddetta transizione ecologica, le trasformazioni urbanistiche e le nuove forme di mobilità personale nei centri urbani. E poi, il bisogno di nuove energie e di sistemi per la loro distribuzione, ancora tutti da definire, i riflessi sulle nostre abitudini e sui cambiamenti che coinvolgono le nuove vetture nel design così come nei controlli, la nostra secolare attenzione per l’automobile e per il suo comparto produttivo, settore già in linea - e più di altri - con le esigenze ambientali e le strette progressive sulla circolazione pretese dalla politica. Raccogliendo ogni mese il pensiero di esperti, tecnici e giornalisti del settore, addetti ai lavori a ogni livello, amministratori delegati compresi, dal numero di ottobre Quattroruote rinnova l’intera parte iniziale del giornale, facendo della rubrica "A ruota libera" un contenitore di appassionati - e appassionanti - punti di vista sul mondo auto. Uno spazio aperto alle riflessioni pensato per stimolare il confronto, anche con i lettori.

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Già in edicola. Sul numero di ottobre, già in edicola, Massimo Nascimbene, ingegnere e nostro ex condirettore, rivela come le cifre uscite dagli ultimi bilanci della maggior parte delle case auto abbiano grondato utili nonostante la crisi dei prezzi e della disponibilità delle materie prime, mentre l’ad di Adler Group, Paolo Scudieri, mette in guardia sui riflessi occupazionali in Italia di una transizione ecologica che riguarda 1,2 milioni di posti di lavoro, 80 miliardi di euro di gettito fiscale e che produce il 20% del Pil nazionale. Con la definitiva chiusura, in Algeria, dell’ultima pompa che distribuiva benzina super, il nostro ex direttore Carlo Cavicchi ripercorre le irresistibili performance della “rossa”, ribadendo le componenti inquinanti del carburante al piombo tetraetile che, ai tempi, distingueva l’automobilista entusiasta da quello comune, che si riforniva solo della più economica “benzina normale”.

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Pareri d’autore. Walter Mariotti, direttore di Domus, la rivista di architettura e design della nostra casa editrice, descrive la (necessaria) revisione degli stili di vita che affronteremo nelle città e nelle metropoli. Non mancano i contributi della redazione di Quattroruote: Filippo Buraschi svela i retroscena dell’operazione che porterà a Wall Street il marchio cinese Rivian, pericoloso rivale per la Tesla, Laura Confalonieri e Marco Pascali affrontano, rispettivamente, l’effetto “terapeutico” del navigatore satellitare durante i viaggi fatti con il proprio partner e la necessità di introdurre anche sui generi alimentari un’etichettatura che contempli quanta CO2 abbia preteso un prodotto prima di arrivare sullo scaffale. Infine, il coordinatore del team Autonotizie, Roberto Lo Vecchio, fa il punto sulla ancora acerba rivoluzione del design, quella attesa in scia alla nascita di tante, nuove auto elettriche.

COMMENTI

  • Sono sicuro che se Greta leggesse 4R di ottobre direbbe che è pieno di bla-bla-bla. Io l'ho letto e ne sono purtroppo convinto: interviste "stile Fazio", inchieste e pseudoinchieste e soprattutto l'ennesima ripetizione della tiritera sull'elettrico dall'A alla Z per chi si fosse distratto.
  • " ... e le nuove forme di mobilità personale nei centri urbani ... " Non mi sembra affatto che vi interessa questo fattore visto che a distanza di oltre 2 giorni non avete scritto una sola lettera sul prototipo di 'Citroën Skate'. Se lo avesse presentato Vag, almeno 3 news...
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  • "il passaggio dal motore a combustione interna a quello elettrico," Già questo passaggio, in una rivista seria, non dovrebbe trovare posto. Quattroruote dovrebbe reagire con forza e non prestarsi alle sciocchezze facendo, nel solco tracciato dal fondatore, solo gli interessi degli automobilisti. Magari ricordando ai gretini, muniti probabilmente del cervello di un pesce rosso, che in epoca storica (cit. Umberto Monterin, CNR Bologna, 1937) i montanari si spostavano tramite valichi alpini che oggi sono coperti da ghiacciai. Tralascio i ceppi di pino cembro trovati a 2500 metri di quota in Val di Gressoney perché sono fuori tema e la finisco qui.
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  • Buona idea, c'è talmente tanto da dire e da immaginare sul futuro di tutto ...
  • Ottima iniziativa, e mi fa particolarmente piacere che venga avanzata l'idea di introdurre nell'etichetta di un prodotto quanta CO2 abbia preteso prima di arrivare sullo scaffale