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1000 Miglia 2022
10 cose da sapere sulla Freccia rossa

1000 Miglia 2022
10 cose da sapere sulla Freccia rossa
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Diventata ormai un fatto di costume, vista la sua grande popolarità, la 1000 Miglia torna sulle strade italiane dal 15 al 18 giugno, un periodo leggermente successivo a quello abituale di maggio, ma favorevole per il turismo e le condizioni meteo. Quattro tappe che condurranno le oltre 400 vetture partecipanti (cui si aggiungono quelle della 1000 Miglia Green e del Ferrari Triibute) da Brescia a Roma e ritorno, attraverso le località più belle del Paese. Ecco qualche curiosità su uno degli event,i ieri come oggi, tra i più attesi dll’anno.

La prima. La 1000 Miglia nasce nel 1927, per iniziativa dei cosiddetti “quattro moschettieri”: Giovanni Canestrini, Franco Mazzotti, Aymo Maggi e Renzo Castagneto. Quest’ultimo, direttore dell’Automobile Club di Brescia, è l’anima dell’organizzazione della gara che attraversa gran parte d’Italia, su strade polverose, lunga 1.600 chilometri. Mille miglia, appunto.

Il fascino. La corsa, che da Brescia porta a Roma e ritorno, all’epoca non è la prima in Italia per importanza: c’erano già, per dire, la Targa Florio e il Gran Premio d’Italia (che celebra quest’anno un secolo di vita). Però la 1000 Miglia ha una caratteristica unica: attraversa il Paese e i paesi, fa in modo che la gente veda sfrecciare i bolidi dalla porta di casa, dai balconi, nelle piazze. Un piacere unico, per chi guida e chi guarda, vivo ancora oggi.

I primi. Alle 8 del 26 marzo del 1927 la prima vettura a scattare fu l’Isotta Fraschini di Aymo Maggi e Bindo Maserati: non saranno però loro i primi al traguardo. Dopo una notte intera di gara, sfidando la polvere e il maltempo, a trionfare sul traguardo di Brescia saranno infatti Nando Minoja e Giuseppe Morandi con una O.M. 665 Superba. Per completare il percorso hanno impiegato 21 ore, 4 minuti e 48 secondi, viaggiando a una media di 77,238 km/h. Tenete a mente questi dati.

Il record. Nel 1955, infatti, Stirling Moss stabilirà il record della 1000 Miglia rimasto per sempre imbattuto, con la Mercedes 300 SLR numero 722 (i numeri indicavano l’orario di partenza della vettura, le 7 e 22) divisa con il giornalista Denis Jenkinson (che leggeva le “note” del percorso riportate su un rotolo di carta). Il campione inglese vinse la gara nel tempo di 10 ore, 7 minuti e 48 secondi, alla medi adi 157,650 km/h. Un primato folle, considerando le strade dell’epoca, che nessuno è più riuscito a superare.

Energia. Qualche anno fa, Stirling Moss ha raccontato a Quattroruote che, dopo la fine della gara e i festeggiamenti, aveva ripreso il volante di una Mercedes per andare, con la moglie, fino a Stoccarda, senza mai dormire. E che aveva preso, in quella circostanza, “alcune pilloline” di cui ignorava il contenuto, che lo avevano mantenuto sveglio. Doping ante litteram? Controlli, del resto, non ce n’erano.

I numeri. Chi ha vinto più edizioni della 1000 Miglia di velocità, disputata fino al 1957? Tra le case automobilistiche, l’Alfa Romeo con undici successi assoluti, davanti alla Ferrari con otto e alla Mercedes con due. L’Alfa ha ottenuto, tra l’altro, sette trionfi consecutivi (tra il 1932 e il ’38); la Ferrari, sei (tra il ’48 e il ’53). Tra i piloti, il re è Clemente Biondetti, con quattro successi; ne hanno ottenuti due ciascuno Tazio Nuvolari, Giuseppe Campari, Carlo Maria Pintacuda e Giannino Marzotto.

La fine. Dopo la tragedia del ’57, in cui persero la vita a Guidizzolo (MN) Alfonso de Portago, il suo codriver Edmund Nelson e nove spettatori (cinque die quali bambini), la 1000 Miglia venne trasformata per tre edizioni in una gara mista di regolarità e velocità, secondo un regolamento simile a quello dei rally, perdendo gran parte del suo fascino. La grande epopea della “corsa più bella del mondo”, detta anche “la freccia rossa” per il simbolo che la contraddistingueva, sembrava al tramonto.

Il nuovo inizio. Lasciar cadere nel nulla una gara così importante per la memoria collettiva sarebbe stato un delitto. Così, nel 1982, su iniziativa di un gruppo di appassionati, tra i quali l’industriale Beppe Lucchini, la competizione risorge, con la formula della regolarità per auto storiche. Alla prima edizione partecipano già 300 vetture; all’inizio, l’evento viene organizzato ogni due anni, ma dall’87 la rievocazione diventa annuale. Con un successo via via crescente, la manifestazione vede la partecipazione di vip, piloti di fama e macchine ufficiali delle casa automobilistiche, che le fanno uscire dai musei.

Il boss del cronometro. Recordman di vittorie della 1000 Miglia di regolarità è il bolognese Giuliano Canè, a lungo imbattibile in questa specialità, sempre in coppia con la moglie Lucia Galliani e sempre al volante di BMW, dalla 507 alla 328. Nella regolarità i concorrenti devono rispettare il Codice della strada, presentandosi in tempo ai controlli orari secondo la propria tabella di marcia e affrontando prove speciali nelle quali l’anticipo o il ritardo sul tempo imposto si misura in centesimi di secondo. Questo valore viene poi moltiplicato per un coefficiente che tiene conto dell’anzianità (quindi, della difficoltà di guida) dell’auto. Canè è sempre stato considerato una sorta di cronometro vivente, per la precisione dei suoi passaggi.

Si tinge di verde. Dal 2019 si svolge anche la 1000 Miglia Green, gara di regolarità in versione eco riservata a vetture ad alimentazione alternativa. La prima edizione si limitò a un percorso di 250 chilometri e vide il successo dei regolaristi Gianmaria Aghem e Rossella Conti con una Tesla Model 3 Performance. Dal 2020, la competizione si disputa, invece, esattamente sullo stesso percorso previsto per le auto storiche, sempre con la formula della regolarità. All’edizione 2022 della 1000 Miglia Green parteciperà anche Quattroruote con quattro vetture, portate in gara dai giornalisti del mensile a testimonianza dell’interesse per le nuove forme di mobilità: si tratta di un’Audi Q4 e-tron, una BMW i4 40, una Mercedes EQE 350+ e una Porsche Taycan Cross Turismo Turbo S.

COMMENTI

  • Spero che i concorrenti e auto al seguito,rispettino le regole C.d.S perchè come visto di persona,auto in città senza rispettare limiti velocità e passare anche con il rosso e per poco non ho visto un incidente a un incrocio !