Il gruppo Jaguar Land Rover ha inaugurato il suo nuovo stabilimento di Nitra, in Slovacchia. La fabbrica, costruita grazie a un investimento di 1,6 miliardi di sterline (circa 1,4 miliardi di euro, 130 milioni dei quali finanziati dal governo di Bratislava), impiega circa 1.500 dipendenti, che diventeranno 2.350 entro fine anno, e vanta una capacità produttiva annuale di 150 mila auto. Entro il 2020, dovrebbe essere toccata quota 100 mila.
Decisioni cruciali. L’impianto è per ora esclusivamente dedicato alla Land Rover Discovery, ma in un secondo tempo dalle sue linee potrebbe uscire un secondo modello, se le conseguenze negative della Brexit dovessero spingere il gruppo britannico a trasferire altrove almeno parte della produzione delle sue fabbriche inglesi. “Nessuna decisione su questo punto è stata ancora presa”, ha precisato Alexander Wortberg, il ceo del nuovo stabilimento, “ma sarà essenziale, per evitare contraccolpi ai nostri impianti d’oltremanica, che non si arrivi a una hard Brexit”. Già lo scorso luglio, del resto, Ralph Speth, il ceo Jaguar Land Rover, aveva dichiarato che, senza un’intesa tra Regno Unito e Unione Europea o con un accordo che non contemplasse per i britannici la possibilità di accedere in modo illimitato al mercato unico, il gruppo sarebbe stato costretto a chiudere le sue fabbriche nella madrepatria.
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