Industria e Finanza

Gruppo FCA
Terzo trimestre in chiaroscuro

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Terzo trimestre in chiaroscuro
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Trimestrale in chiaroscuro per la Fiat Chrysler. A causa della decisione di svalutare il piano prodotti, tra luglio e settembre il gruppo italo-americano ha registrato una perdita netta di 179 milioni di euro, a fronte dell'utile di 564 milioni del corrispondente periodo del 2018. Al netto delle svalutazioni, però, il conto economico è stato chiuso in utile e con margini a livelli record, in particolare grazie alle performance dell'area nordamericana.

Ricavi e consegne in calo. Entrando nel dettaglio dei risultati, i ricavi si sono attestati a 27,322 miliardi, in calo di appena l'1% nonostante una flessione delle consegne del 9% a quota 1,059 milioni di unità. La contrazione delle vendite, attribuita principalmente alla continua disciplina sullo stock presso la rete in Nord America, è stata annullata da mix di prezzo e prodotti più favorevoli.   

Sale l'utile operativo. Per questo motivo l'utile operativo, al netto delle componenti straordinarie, è migliorato del 5% arrivando a sfiorare i 2 miliardi. Per la precisione, il dato è pari a 1,959 miliardi, per un margine sui ricavi al record del 7,2% (6,9% un anno fa). Il fattore decisivo è sempre la performance dell'area Nafta, dove la Fiat Chrysler ha messo a segno un utile operativo di 2 miliardi (+4%) con un margine in miglioramento dal 10,2% al 10,6%.  

Bene anche Sud America e Asia. Tra le altre aree operative, buone performance sono state registrate in America Latina. Con consegne stabili e ricavi in crescita del 10% a 2,019 miliardi, il gruppo ha visto l'utile operativo salire dell'83% a 152 milioni di euro e il margine operativo attestarsi al 6,9% (era il 4,2% un anno fa). Miglioramenti sono stati riscontrati anche nell'area Asia-Pacifico: malgrado consegne in flessione del 24%, i ricavi sono saliti del 18% grazie anche ai benefici di un contesto valutario più favorevole, mentre la perdita operativa è migliorata da 96 milioni a 10 milioni.  

Peggiorano l'Europa e Maserati. L'area Emea continua, invece, a rappresentare l'anello debole del costruttore italo-americano, come dimostrato dalla flessione del 5% delle consegne "principalmente per effetto dell’uscita di produzione della Fiat Punto, della Alfa Romeo MiTo e dei minori volumi del brand Fiat". Con ricavi in calo del 6%, la perdita è passata da 25 a 55 milioni. Infine, un contributo negativo è arrivato dalla Maserati: -48% le consegne, -38% i ricavi e un risultato operativo passato da un utile di 15 milioni a una perdita di 51. La Casa del Tridente è, comunque, prossima a ricevere una spinta dal nuovo piano prodotti annunciato poche settimane fa e caratterizzato da un'estesa elettrificazione dei modelli.

Svalutati il segmento A e l'Alfa Romeo. E sono proprio i nuovi piani prodotto ad avere avuto un effetto negativo sull'ultima riga del conto economico. "La razionalizzazione dei piani di portafoglio prodotti, principalmente in Europa nel segmento A e per l'Alfa Romeo, ha determinato costi non monetari per svalutazioni di 1,4 miliardi di euro", sottolinea il gruppo. Depurato di tali rettifiche, l'utile netto è risultato pari a 1,262 miliardi, in calo di appena il 6% rispetto a un anno fa. Inoltre, il gruppo è riuscito a generare cassa nonostante i 2,2 miliardi di investimenti (700 milioni in più rispetto al terzo trimestre del 2018) sostenuti nel periodo: il flusso di cassa delle attività industriali è risultato positivo per 178 milioni, mentre un anno fa era stato negativo per circa 100.  

Confermati i target 2019. Il gruppo ha quindi confermato le prospettive finanziarie per il 2019, tra cui un utile operativo rettificato di oltre 6,7 miliardi con un margine sopra il 6,1% e un flusso di cassa industriale superiore a 1,5 miliardi. "I forti risultati del terzo trimestre, costruiti sulla performance record del Nord America, ci consentono di confermare i target dell’anno e guardare a un 2020 migliore in termini di performance finanziaria. Inoltre, i cambiamenti ai piani di portafoglio prodotti sono centrali per la strategia di miglioramento delle performance in Emea e della Maserati", ha affermato l'amministratore delegato Mike Manley. Per il 2020, il gruppo prevede un Ebit adjusted di oltre 7 miliardi di euro e un free cash flow industriale superiore a 2 miliardi di euro, nonostante gli investimenti pianificati e soprattutto l’esborso concordato con la Tesla per l’acquisto dei crediti necessari a ridurre le emissioni medie. Si parla di circa 1,8 miliardi di euro di pagamenti a favore dell’azienda californiana, di cui l’80% durante l’anno prossimo, anche se non mai state fornite delle indicazioni precise. L’intesa consentirà al gruppo italo-americano di rispettare i nuovi limiti europei sulle emissioni e di evitare pesanti sanzioni. In tal modo, la Fiat Chrysler avrà flessibilità finanziaria necessaria per portare avanti le strategie di elettrificazione: "Come Fca - ha evidenziato a tal proposito Manley - siamo molto impegnati nel rispetto del requisiti sulle emissioni. Nel 2021 saremo già in grado di raggiungere alcuni importanti obiettivi". 

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