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Stellantis
Tavares: “Abbiamo piani decennali per ogni marchio”

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Tavares: “Abbiamo piani decennali per ogni marchio”
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Il gruppo Stellantis sta definendo un piano decennale per sostenere la crescita di ognuno dei suoi 14 marchi: lo ha detto l’amministratore delegato Carlos Tavares durante un evento organizzato da Automotive News, ribadendo l’intenzione di rilanciare brand come l’Alfa Romeo e la Lancia. A patto, però, che i vari manager riescano a definire un business e un piano industriale sostenibili nel lungo periodo. "Stiamo dando una prospettiva di 10 anni a ogni responsabile di marchio, in termini di pianificazione e finanziamento del prodotto", ha puntualizzato il manager portoghese.

10 anni di finanziamenti. "Amiamo tutti i brand e non si uccide ciò che si ama", ha spiegato Tavares. "E se li ami, dai loro una possibilità". "Quanti marchi hanno un finanziamento di 10 anni per organizzare la crescita? Questo stiamo dando loro", ha proseguito l'ad di Stellantis. "Quindi hanno una possibilità. Se ce la faranno, li applaudiremo, Se perderanno, vedremo cosa fare". Bisognerà, comunque, attendere qualche mese per avere maggiori dettagli: infatti, è intenzione del manager lusitano presentare il nuovo piano industriale di gruppo alla fine dell’anno. "Abbiamo bisogno delle giuste strategie, perché il mondo cambia velocemente. Ma ora stiamo partendo da una crisi, quindi stiamo prendendo il tempo necessario per preparare un piano strategico per il lungo periodo". La promessa, quindi, resta quella di un nuovo business plan, rivoluzionario e dirompente. 

I nuovi piani e il tavolo per Melfi. Secondo Tavares, Stellantis "rappresenta la combinazione perfetta tra la forza di storiche Case automobilistiche e la mentalità aperta e flessibile di una squadra che vuole sposare il futuro, fare alcuni cambiamenti drastici e prendere decisioni molto coraggiose". In ogni caso, prima della presentazione del nuovo business plan "ci saranno degli annunci su iniziative che stiamo negoziando e realizzando con alcuni partner". Intanto, la Regione Basilicata è riuscita a definire un percorso per aprire al Mise un tavolo nazionale con la partecipazione di altre Regioni in cui operano stabilimenti del gruppo Stellantis e dell’intero comparto automotive. L’obiettivo è predisporre un programma di azioni volte a valorizzare l'impianto di Melfi e, soprattutto, a renderlo più competitivo e attrezzato per affrontare l’attuale situazione di crisi del settore automobilistico.

COMMENTI

  • Tutti i marchi Italiani saranno tolti di mezzo..a favore del gruppo PSA
  • The same plans from Mr. Paolo Cantarella, the same from Mr. Luca Di Montezemolo, the same from Mr. Sergio Marchionne, the same from Mr. Carlos Tavares. At first for my opinion is to keep our classic customers of all Brands Fiat-Abarth, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Jeep and then we focous in customers from other Brands (like Hyunday-Kia, Mazda, Ford, BMW-Mini, Daihatsu, Volvo, Renault-Nissan-Dacia, Seat-Audi-Porsche & others..). Now about the cost of construction of Italians Brands in Italy in Italians Factories I have one question? Why Grand Punto, MiTo, Giulietta, 155-156, 159, 164-166, Y, Delta, Dedra, Lybra, 500 500X/L, Panda, Croma, Marea, Barchetta, Coupe, GTV-Spider, 145-147, Uno, Punto, K, Thema, Brera, Thesis, Tipo, Tempra, are all in a good prices for South Europe markets and not only?? Even if Maserati Ghibli in Italian market starts from 74.450Euro only, which is an excellent price of a Top High Brand car. Thank you Stellantis :-) #forzaStellantis #essereShakira
  • bella fusione !!
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  • Mi è partito l’invio ed non avevo finito il mio pensiero, dicevo: L'Alfa non aveva più risorse per sviluppare in piena autonomia una vettura, ecco perché si rivolsero alla Fiat. Comunque pur essendo una trazione anteriore, via della regolazione della sospensione posteriore (di tipo Mcpherson) in fase di rilascio in entrata in curva riusciva ad avere un effetto sterzante del retrotreno per velocizzare l’entrata in curva per minimizzare il sottosterzo. Male non era è la linea per via del design di Pininfarina si distingueva dalle sorelle per un look sportivo con linee più inclinate.
  • Perché non ripartire dando un taglio netto con il passato, fatto di continui azzeramenti. Quando arrivò la Fiat, in nome della standardizzazione e delle economie di scala, smise di produrre auto a trazione posteriore. Con il risultato di sacrificare il proprio dna di marca, facendo perdere clientela a favore della concorrenza. Dove sarebbe oggi l'Alfa Romeo se la proprietà avesse investito negli anni novanta su una nuova piattaforma erede del pianale Alfetta-Giulietta degli anni settanta? Ci voleva continuità oggi come allora, immettere nuovi modelli senza dimenticarsi della propria storia e del proprio patrimonio tecnico. La piattaforma Giorgio è uno dei tasselli da cui ripartire. Poi perché non riportare la sede, con alcuni reparti di produzione e di alcuni modelli, a Milano? Altri pur non avendo la storia di Alfa Romeo fanno di tutto per darsi una nobiltà non dovuta partendo da dove si è partiti.
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  • Ma cosa deve dire? Che chiude tutto , che non c'è futuro? Che hanno acquisito a caro prezzo una multinazionale per mandare tutto alle ortiche? I propositi ci sono ed è giusto così ma già i tempi di realizzazione rendono idea di come la situazione sia più complessa di quello che molti pensano. Inoltre non ha detto che salverà i tutto ma che nessuno sarà giudicato a prescindere che è cosa completamente diversa. Quello che a tutti noi deve interessare non sono queste frasi di circostanza ma i prodotti che verranno messi a nostra disposizione nei saloni di vendita ed è su questo che dobbiamo discutere , quando e se ci saranno.
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  • Voglio ritornare sull' ennesimo annuncio di Tavares. già ampiamente dibattuto in questi spazi: basta vedere ad ogni annuncio quanti commenti sviluppa. L'80% dei commenti è di incredulità e/o di biasimo. Questo il patrimonio di credibilità (pessima) di cui Fiat gode. Facessero un esame di coscienza e leggessero i commenti fatti dai lettori ( e cioè da chi la macchine le usa...) e poi farne materia di riflessioni sarebbe buona cosa. Ma a Torino, l'umiltà non è di casa. Loro infatti, sono "Casta a sè" e dei comuni mortali se ne fregano. Ribadisco: per quanto mi riguarda, addio Fiat...
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  • leggendo molti commenti pare che ci sia gente che, quando si rivolge ad un concessionario per cambiare auto, invece di chiedere informazioni su un determinato modello chiede di analizzare il piano industriale. e per verificare quanto sono preoccupati per le sorti degli impianti italiani basta dare un'occhiata a quale vettura parcheggiano nel proprio garage
  • Ovviamente i propositi sono ottimi ma bisogna leggere tra le righe di ciò che dice e non farsi prendere da facili entusiasmi. Noi daremo le risorse e il tempo a tutti ma poi tireremo le somme e agiremo di conseguenza, non è detto che rilanceremo tutti ma solo coloro che avranno dimostrato di averne le potenzialità. Discorso perfetto, serio e condivisibile ma non è certo una promessa senza condizioni, anzi.
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  • Non dubito che i piani di Tavares non falliranno miseramente a differenza di quelli dei suoi predecessori di FCA, ci vuole molto poco. Se poi gli stabilimenti italiani dovessero subire un doloroso ridimensionamento, penso che ce lo meritiamo per l'ignavia dei nostri governi che altro però non fanno che rappresentare al meglio la storica ipocrita indifferenza di molti di noi elettori verso gli interessi comuni, quali ad esempio le sorti della principale industria manifatturiera.
  • Dear CEO of Stellantis Group, For me in Covid era and after pandemic especially in South Europe the economical situation is not so good. For this reason at first the prices must reduce vehicles like Giulia Stelvio Giulietta 124 Spider 4 & 8 C Y Levante Grand Cherokee Wrangler are very expensive the quality is better than the last models of Germans Japanese and Coreatian and the customers loves very much all that models. Additionally all the Italians brands had very big and long history and very faithful customers in all around the world and it is very difficult to change the character and personality of then. So for me the FCA brands need of course new models except Jeep with using the last word of the technology with meny versions of each model for the traditional customers a first and then the versions with a little different character and personality for extra new customers. About the brand of Lancia I think it need a people as a ambassador of a long time collaboration with the company. Lancia need an ambassador with strong and big personality with world wide recognition beautiful lady I suggest who could combin sport glamour every day and rock elements. Thank you Best regards, Giannis Vlachos Thank you
  • Un fenomeno: ha fatto l’annuncio di un prossimo annuncio
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  • Tanto se fallirà lui come tutti altri manager hanno liquidazione assicurata che non potranno spendere neanche se campassero 200.
  • I piani decennali mi ricordano tanto quelli della ex U.R.S.S. che poi abbiamo visto quello che è successo.
  • Non ci credo è la solita annuncite, che poi spinga i marchi e le fabbriche italiane non ci credo proprio.
  • Credo che siamo tutti un po' stanchi degli annunci di piani industriali da qui a chissà quando che vengono poi purtroppo disattesi. Sappiamo bene che fine hanno fatto i favolosi piani di rilancio di Alfa Romeo, Lancia e Maserati che costringono la dirigenza di oggi a pianificarne di nuovi. Brutta malattia l'annuncite. Detto questo più che presentare piani sarebbe più utile presentare finalmente nuovi modelli ma, di questo passo, chissà. Sarebbe anche interessante sapere se il nuovo gruppo Stellantis ha intenzione di continuare ad impegnarsi in quei paesi con regimi semi totalitari, se non totalitari del tutto, che fanno la voce grossa nel Mediterraneo, oppure dare superiori possibilità di crescita agli stabilimenti europei. La geopolitica è in subbuglio, conviene pensarci.
  • tavares, che non è l'ultimo arrivato, produrrà dove sarà conveniente farlo; tenuto conto che le fabbriche italiane sono le più moderne e le più produttive del gruppo, sarà suo impegno portarle a sfruttarne al massimo la capacità produttiva. Punto. Tutto il resto è fuffa. Per qunato riguarda i piani di lancio dubito che abbandonino il segmento A, perchè è quello dove più facilmente si p possono realizzare progetti eletrici innovativi a "basso" costo e per veicoli dove la durata della carica non è fondamentale; emtti insieme i dati di mercato in europa di 500, panda, 108, c1 e vedi che le potenzialità per economie di scala enormi ci sono; siccome non parlano mai di segmento A qualcosa bolle sicuramente in pentola
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  • Questo impegno a mantenere tutti i marchi mi lascia un po' perplesso. E' prematuro e non necessario, visti i cambiamenti radicali che l'industria sta andando incontro. Per esempio, io dubito che Lancia possa esistere tra 10 anni, temo anche per Alfa Romeo. Inevitabilmente si andra' verso un consolidamento di aziende ed anche brands. Poi pero' magari fanno come VAG che fa Skoda, Seat, VW, Audi e per alcuni modelli persino Porsche, che sono al 95% la stessa vettura.
  • Siamo ancora nel campo delle chiacchiere, attendiamo di vedere i primi fatti completi prima di esternare le valutazioni. Di certo Tavares per confermare le produzioni di modelli in determinati luoghi vorrà partecipazioni politiche ed economiche da parte delle istituzioni locali e nazionali, in questo ha già più o meno messo le mani avanti un pò ovunque in Europa ove ci siano impianti Stellantis, ed in particolare dove sa bene, per svariate ragioni, di trovare terreno più fertile....
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  • La "storica diffidenza degli italiani verso Fiat" citata dal lettore Antonio S se la è costruita la Fiat stessa, offrendo al mercato prodotti scadenti soprattutto per la componentistica (salvo invece la meccanica...) Parlo per esperienza diretta. Ho avuto più di una Fiat, e di paragoni se ne potrebbero fare a iosa... Uno su tutti: bastava mettere vicine una Stilo 5 porte e una Golf. Oppure ci dimentichiamo della Ritmo (anni 70) quando per adattare la plancia ai montanti anteriori, per nascondere la "luce" fra i montanti stessi e il pezzo, avevano pensato bene di mettere (posticci) due pezzi di gommapiuma!!! Per cui, chi è causa del suo mal...
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  • Che gli stabilimenti italiani non abbiano alcuna possibilità di continuare così è ovvio, e solo chi non capisce, o è in malafede, dice il contrario. Cassino, per esempio, quest'anno ha registrato un'utilizzazioni sconvolgente, attorno al 15%. Tradotto, significa che ha perso fiumi di denaro. È il frutto avvelenato lasciato da Marchionne e Manley, che sostanzialmente avevano deciso di smettere di produrre auto tranne Renegade, Compass e Panda - quest'ultima solo perché costava poco e, vendendo tanto, qualche spicciolo (pochi, la marginalità è minima) lo porta in cassa. Con Peugeot, Tavares il miracolo l'ha fatto; non è automatico che lo replichi con i marchi italiani, anche perché, vedi Giulia e Stelvio, è difficile che vendano anche se fanno prodotti di eccellenza - sono gli italiani stessi i primi a non volerli comprare per la storica diffidenza verso Fiat. Certamente se ci sarà da scegliere chi chiudere fra un marchio claudicante francese e uno italiano, si chiuderà quest'ultimo, e così pure per le fabbriche. I francesi ancora vivono con il concetto dell'impero
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  • L' aria di Torino ha fatto bene anche a Tavares?? Se auto elettrica sarà, le auto saranno inevitabilmente tutte uguali, altro che condivisione di pianali. Se le auto saranno tutte uguali, la vedo dura non solo per i brand in difficoltà (nel nostro caso, quelli italiani) ma per tutto il comparto auto europeo in genere. Se l'auto del futuro saranno modelli quali la ID3, non vedo perché un cliente debba scegliere VW al posto di una cinese di prezzo inferiore (e qualità migliore, grazie alla manodopera-schiavo). Trasformando l'auto in un elettrodomestico, passatemi il termine, perde inevitabilmente appeal. Dico solo, che le quotazioni delle vecchie auto sportive stanno lievitando in maniera esponenziale, stanno letteralmente andando a ruba: non è un segnale inequivocabile??
  • Staremo a vedere questi "piani decennali" che, come solito, saranno suscettibili di modifiche, cancellazioni e rimandi (vedi Tonale...). Tra il dire e il fare...
  • Eccone un altro, sia chiaro tutti i ceo le sparano grosse per far salire le azioni poi però alcuni qualche prodotto decente lo fanno altri solo parole. Questo a quale dei due tipi appartiene? Io non ho dubbi.
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  • Taveres così si candida ufficialmente come il prossimo uomo più odiato dagli Italiani.
  • "Cambiamenti drastici e scelte molto coraggiose " sono il preludio del grande cetriolo in arrivo per gli stabilimenti italiani.