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Industria e Finanza

Otk Group
Il gigante dei kart

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C'è la Motor Valley con le sue eccellenze automotive "glocal", a denominazione d'origine controllata ed esportate con successo in tutto il globo. Per esempio la Ferrari, l'unica a correre e vincere in Formula 1 fin dall'anno zero. Poi c'è un altro tipo di ruote scoperte. Più piccole, ma a rotazione elevatissima e determinanti per approdare all'élite del racing internazionale. Le aziende italiane sono leader anche in questo settore. Un marchio in particolare: Tony Kart, attivo nella produzione dei go-kart da competizione. Magari poco noto agli automobilisti, ma un colosso nei kartodromi. Nei suoi 65 anni di storia ha fatto passi da gigante e oggi è capofila del Gruppo OTK, che comprende i brand Kosmic Kart, Exprit Kart, Redspeed Kart, Gillard Kart, Ln Racing Kart ed Eos Kart, oltre alla produzione dei motori a marchio Vortex e Rok. Oggi Tony Kart è l'unica azienda al mondo che costruisce go-kart a ciclo completo, dal tubo grezzo al prodotto "ready to race". Passando, naturalmente, per la scocca (per essere chiari: la scocca, per OTK, è solo il tubo piegato e saldato, telaio è l’insieme della scocca più i componenti come mozzi, pinze freno ecc,) che fin dalla sua nascita è stata e resta la specialità di casa. Non è un caso infatti che la sede dell'impianto produttivo di oltre 17.000 mq sia ubicata a Prevalle, in provincia di Brescia. Un'area che è la culla italiana della metallurgia e del comparto metalmeccanico. Il ciclo integrato della produzione consente di avere il massimo controllo sulla filiera dei fornitori, al 100% Made in Italy; e di conseguenza, ottenere l'assoluta qualità del prodotto finale. Il punto di forza di OTK è la standardizzazione di alto livello: il kart che compra il pilota privato è lo stesso riservato al Racing Team ufficiale.  

Essere costruttori di rango significa proprio questo: costruirsi una reputazione unanimemente riconosciuta dalla clientela, in questo caso da corsa. Anche se le “monoposto” sono più piccole, la metodologia adottata durante il ciclo produttivo è all'altezza di una Casa automobilistica "grande". È questo il segreto, che segreto non è, di un marchio che si è evoluto costantemente senza cullarsi sui (numerosi) allori, per elevarsi a protagonista del karting. Qualche cifra? Reggetevi: 22 Campionati del mondo FIA vinti dal Tony Kart Racing Team, più altri 24 con i soli motori Vortex e 34 su telai del Gruppo OTK. A questi si aggiungono qualcosa come 201 titoli iridati internazionali sugli chassis OTK e 150 con motori Vortex. I conti fateli voi.

Il gigante dei kart

Per raccontare come OTK sia arrivata a questi livelli, è meglio fare ordine. Il marchio dei famosi telai verdi (un colore iconico quanto il rosso per Maranello) viene fondato da Tony Bosio nel 1958, nell'Italia del boom economico in cui i giovani hanno voglia di uscire di casa e divertirsi. Proprio il nostro è uno dei Paesi europei dove i go-kart - inventati "just for fun" in un garage di Los Angeles nel 56 - incontrano il maggior successo. Arrivano le vittorie, i campionati del mondo. Le innovazioni come l'introduzione dell'impianto frenante a disco flottante, brevettato nel 64. La svolta per l'azienda data 1984 quando Roberto Robazzi con un un socio la rilevano.

La nuova proprietà aggiunge una visione più ampia della componente tecnologica alla dimensione artigianale dell'officina. Da quel momento l'azienda persegue un piano metodico, scientifico, ininterrotto di sviluppo e di investimenti. Indispensabile per sostenere le continue innovazioni apportate in un settore ancora legato alla sfera artigianale, la stessa che un tempo apparteneva ai "garagisti" della F1. Il frutto del lavoro di ricerca e sviluppo ha portato a vincere più di tutti nel periodo più lungo, nelle categorie più diverse e con piloti differenti, nei cinque continenti. Di recente le dimensioni e i risultati ottenuti dall'OTK Group hanno attirato l'interesse del mondo della finanza: nel giugno del 2022 i club deal Buono Investment Club (Bic, partecipato anche dalla Geminis di Horacio Pagani) e Q Capital hanno rilevato la maggioranza del piccolo colosso del karting. I nuovi investitori hanno acquisito il 70% del capitale del gruppo affiancando la famiglia Robazzi, che oltre a possedere la rimanente quota continua a tenere il volante operativo dell'azienda. Roberto Robazzi è stato confermato presidente e amministratore delegato, la figlia Erica in quello di direttore marketing. La continuità resta il miglior biglietto da visita per affacciarsi al mercato e alla stagione di corse 2023.

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