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Guerra in Iran
Auto elettriche e crisi energetica: perché i prezzi alle colonnine non sono ancora saliti (e cosa può succedere)

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Mentre i prezzi dei carburanti si sono impennati, gli automobilisti che si spostano in elettrico si chiedono quando e se toccherà anche a loro. In fondo, il prezzo del gas, a cui è legato quello dell’elettricità, è già cresciuto a causa dell’ischemia nelle forniture provocata dalla chiusura dello stretto di Hormuz, da cui transitano le navi cariche di gas qatariota, che rappresenta quasi un quinto del monte acquisti italiano. E questo ha già fatto sentire i suoi effetti sul PUN, il prezzo unico nazionale all’ingrosso dell’energia.

Ma tutto ciò finora, con sorpresa di molti, non si è tradotto in un salasso alla colonnina di ricarica. Come mai?

Auto elettriche e crisi energetica: perché i prezzi alle colonnine non sono ancora saliti (e cosa può succedere)

L’abbiamo chiesto a Francesco Naso, segretario di Motus‑E. “È improbabile che ci siano effetti a brevissimo termine”, ci ha risposto, “poiché non dobbiamo dimenticare che parliamo di mercato all’ingrosso, cioè quanto l’energia costa ai CPO (Charging Point Operator), che hanno contratti di fornitura con durate variabili da uno a due‑tre anni. Se la sfortuna non vuole che un contratto scada proprio in questi giorni, i prezzi prefissati non subiranno variazioni fino alla scadenza, a meno di aumenti del PUN del tutto fuori controllo che inneschino possibili clausole di salvaguardia”.

Auto elettriche e crisi energetica: perché i prezzi alle colonnine non sono ancora saliti (e cosa può succedere)

Il PUN, dall’inizio del conflitto a oggi, è aumentato del 60%, da 105,25 euro/MWh a 168,54 euro/MWh. “Ed è probabilmente destinato a salire ancora”, rileva Naso, “di pari passo con l’aumento del gas, che incide per circa il 30‑40% sulla formazione del PUN. Ma alla fine la componente energia è solo uno degli elementi che compongono il prezzo all’utente finale, di cui rappresenta circa un quarto”.

È evidente come il tempo sia un fattore chiave in questa situazione. “La durata della crisi è ovviamente una variabile rilevante. Più si protrarrà, più saranno probabili effetti destabilizzanti sui prezzi finali alle colonnine, perché il PUN continuerà a salire e aumenterà anche la probabilità che alcuni contratti di fornitura arrivino nel frattempo in scadenza, aprendo la strada a una revisione delle condizioni economiche”.

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