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Industria e Finanza

Trimestrale Fiat-Chrysler
Stime riviste al rialzo

Sono stati diffusi ieri i risultati della trimestrale del Gruppo Fiat, che da giugno, con una quota del 53,3%, include anche Chrysler.

Risultati positivi. Complessivamente i dati raccolti sono positivi, anche se dalle parole dell'amministratore delegato del Gruppo, Sergio Marchionne, si è intuita l'importanza di continuare a impegnarsi duramente anche nel prossimo futuro: "Per centrare i risultati di bilancio non c'è alternativa al duro lavoro", ha dichiarato. Buoni i ricavi, per un totale di 13,2 miliardi di euro, così come l'utile della gestione ordinaria, pari a 525 milioni di euro. L'indebitamento netto industriale è di 3,4 miliardi di euro, mentre la liquidità totale consolidata si è attestata a 19,2 miliardi di euro. La Casa americana ha contribuito in modo rilevante a questi risultati con i ricavi del mese pari a 3,3 miliardi di euro - il 30% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - e un utile della gestione ordinaria di 150 milioni di euro.

Restutuito il prestito. La perdita di 370 milioni di dollari fatta registrare da Chrysler in questo secondo trimestre è da attribuirsi al rimborso del prestito al governo americano e a quello canadese, avvenuto con ben sei anni di anticipo rispetto alle previsioni. "Aver rifinanziato i nostri debiti e restituito gli aiuti pubblici con sei anni di anticipo rafforza la nostra convinzione sul fatto che siamo nella giusta direzione per ripristinare il posto che spetta alla Compagnia nel panorama automobilistico internazionale", ha sottolineato Marchionne.

Stime al rialzo. A seguito del consolidamento di Chrysler e del miglioramento dei risultati delle altre attività di Fiat rispetto al 2010 (da segnalare l'ottimo +10% di Magneti Marelli, per un totale di 1,5 miliardi di euro) sono stati rivisti al rialzo i target per il 2011, con un indebitamento netto industriale che si attesterebbe tra i 5 e 5,5 miliardi di euro: si prevedono i ricavi superiori ai 58 miliardi, un utile della gestione ordinaria di circa 2,1 miliardi, un utile netto di circa 1,7 miliardi di euro e un'elevata liquidità attorno ai 18 miliardi di euro.

La Borsa. Secondo gli analisti, il calo del titolo Fiat in Borsa (-4,46%), con Fiat Industrial che ha chiuso a -2,85%, è da attribuirsi alla previsione sull'indebitamento di fine anno superiore alle stime interne, che avevano ipotizzato una cifra nell'ordine dei 4,8 miliardi di euro. Marchionne, comunque, continua a guardare al futuro, e ha ribadito che Fiat può salire al 58,5% di Chrysler e, in seguito, raggiungere e superare il 70%.

Alessandro Carcano

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