Per il terzo anno consecutivo, la Lexus si è confermata il marchio più affidabile nella classifica J.D. Power relativa ai modelli acquistati da più di tre anni. Alle spalle della Casa nipponica si è classificata la Mercedes-Benz, mentre il podio della graduatoria, da sempre tenuta in grande considerazione negli Usa, è stato chiuso dalla Cadillac.
Due GM in top five. A seguire il terzetto di testa ci sono nell'ordine l'Acura e la Buick, che sigla la "doppietta" General Motors nella top five. Si tratta, per il Costruttore americano, di un progresso drastico rispetto all'anno scorso, quando il suo miglior marchio - la Buick, appunto - era stato l'unico a raggiungere la top ten.
Le "maglie nere". Le sorprese della classifica 2014 sono anche di segno negativo: la Porsche e la Toyota sono uscite dalle prime cinque posizioni, mentre al fondo della graduatoria si trovano nomi altisonanti come quelli delle europee Mini e Land Rover, dei marchi Jeep e Dodge, e del colosso Hyundai. A livello di Gruppi, il migliore è stato Daimler, seguito da Toyota e Honda, con la General Motors al quarto posto.
La logica del sondaggio. Lo studio, condotto su un campione di 41.000 automobilisti, e portato a termine tra ottobre e dicembre del 2013, prende in considerazione le auto acquistate nel 2011 e i problemi che gli esemplari hanno avuto nell'arco degli ultimi dodici mesi, esprimendone l'incidenza su cento unità.
Auto Usa in recupero sulle "imported". Come fa notare l'ente, continua a scendere il divario tra i marchi Usa e gli stranieri, in termini di affidabilità: la media dei primi è di 138 difetti ogni 100 auto, quella dei secondi è di otto punti inferiore, 130/100. Nel 2013 la forbice era di 10 punti, nel 2012 di 13, nel 2011 di 18 punti.
Il lungo cammino della qualità. Al di là del caso della GM, che negli anni tra il 2009 e il 2011 tagliò drasticamente il suo brand portfolio, concentrandosi su un minor numero di marchi (quattro, contro i sette di partenza), i Costruttori americani stanno investendo molto negli ultimi anni per recuperare posizioni in fatto di qualità, affidabilità e - di conseguenza - percezione dei marchi. La strada da fare per gli americani, tuttavia, è ancora lunga. La media rilevata nell'indagine è di 133 difetti per cento auto: solo cinque brand Usa hanno fatto meglio, mentre ben undici Case straniere si sono rivelate più virtuose della media del mercato.
Il downsizing non mette d'accordo. Uno degli spunti più interessanti che emergono dall'ultimo sondaggio, è il peggioramento rispetto ai risultati 2013, quando l'incidenza dei difetti segnalati era al 126/100. A determinare il trend, secondo lo studio, è stata la maggior diffusione dei nuovi motori quattro cilindri turbo, cui si è rivolto un crescente numero di clienti, "scesi" da modelli V6: le caratteristiche di erogazione di queste unità, insieme alla loro rumorosità più elevata, hanno lasciato l'amaro in bocca a quegli automobilisti americani che si erano rivolti ai "figli del downsizing".
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