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Aprile, confermato l'azzeramento delle immatricolazioni: tutti i dettagli

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Aprile, confermato l'azzeramento delle immatricolazioni: tutti i dettagli
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La pandemia del coronavirus ha sostanzialmente azzerato il mercato auto italiano. Ad aprile, secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 4.279 vetture, con una contrazione del 97,6% rispetto a un anno fa. Il tasso di decremento percentuale è in linea con le anticipazioni pubblicate da Quattroruote l'1 maggio e con le indicazioni prospettiche fornite dall'Unrae quando mancavano pochi giorni alla fine del mese.

Il primo quadrimestre. L'andamento della domanda ad aprile, unito ai risultati di marzo, determina una forte riduzione del mercato anche nel consuntivo dei primi quattro mesi dell'anno. Le immatricolazioni sono pari a 351.611 unità, con un calo del 50,69% rispetto al pari periodo del 2019.  

FCA. In un contesto di mercato fortemente influenzato dalle misure di lockdown, più di un terzo della domanda riguarda vetture del gruppo FCA, capace di immatricolare 1.620 vetture (-96,35%). Sono 969 le Fiat (-96,73%), 395 le Jeep (-93,98%), 147 le Alfa Romeo (-93,38%), 109 le Lancia (-98,1%). Nessuna immatricolazioni per la Maserati

PSA. La francese PSA perde il 96,34%, con 1.059 immatricolazioni. Di queste, 272 sono a marchio Citroën (-96,74%), 51 per la DS (-83,5%), 259 per la Opel (-97,42%) e 477 per la Peugeot (-95,33%).

Volkswagen. Le immatricolazioni del gruppo Volkswagen, pari a 298, crollano del 98,85%, con il marchio omonimo in discesa del 99,1% (138), l'Audi del 98,7% (73), la Seat del 98,59% (36) e la Skoda del 98,1% (45). La Lamborghini "limita" le perdite a un -73,91% ma con solo sei vetture commercializzate.

Renault e Ford. Il gruppo Renault, con 521 immatricolazioni, perde il 97,1%, frutto di una contrazione del 95,21% per la marca omonima e del 99,19% per la Dacia. In forte flessione anche la Ford, con 222 registrazioni e un -97,97%.

Daimler e BMW.
Il gruppo BMW, con 101 registrazioni, perde il 98,45%: il marchio dell'Elica scende del 98,05% e la Mini del 99,54%. La Daimler immatricola 52 veicoli e registra un -99,33% con la Mercedes-Benz in discesa del 98,9% e la Smart del 99,97%.

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota, con 54 immatricolazioni, flette del 99,37%, con il marchio omonimo in calo sempre del 99,37% e la Lexus del 99,53%. La Nissan perde il 99,59% (18 immatricolazioni), la Suzuki il 99,33% (18), la Mazda il 99,16% (7), la Honda il 97,86% (16), la Mitsubishi il 98,96% (6) e la Subaru il 93,85% (8). La coreana Hyundai scende del 99,02% (37) e la consociata Kia del 99,52% (23).  

Le altre. Nel segmento premium la Volvo, con 13 immatricolazioni, subisce un crollo del 99,27% e il gruppo Jaguar Land Rover, con 59, del 96,97%. La Tesla perde il 50,24%, con 104 registrazioni, e la Porsche flette del 98,73% (10 vetture immatricolate) mentre sono pari a zero le immatricolazioni dell'Aston Martin e della Ferrari.

Panda sempre in cima. La Panda è sempre in testa alla classifica dei modelli più popolari, grazie a 471 immatricolazioni. Al secondo posto si piazza la Renault Zoe, con 366, e al terzo la Jeep Compass (214). Seguono, nell'ordine, la Jeep Renegade (176), la Fiat 500X (162), la Opel Corsa (139), la Peugeot 208 (130), la Citroën C3 (121), la Fiat Tipo (120) e la Peugeot 3008 (117). 

Si salvano le elettriche. Sul fronte delle alimentazioni, sono le elettriche a registrare una calo di minor entità rispetto alle altre motorizzazioni. Le auto a batteria assistono, infatti, a un calo del 58,1%. Ancor più consistenti le flessioni per le altre: -98,1% per le auto a benzina, -97,5% per le diesel, -98,5% per le Gpl, -97,5% per quelle a metano, -97,2% per le ibride e -95,2% per le ibride plug-in.  

Crollano tutti i canali. Sul fronte dei canali di vendita, i privati flettono del 97,8%, il noleggio del 97,3% (-100% per la componente di breve termine, -94,9% per il lungo termine) e le società del 96,9%, con le autoimmatricolazioni in discesa del 97,4%.

Si salva l'usato. Il mercato dell'usato limita, infine, le perdite rispetto al nuovo. Ad aprile i trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture, sono pari a 23.020, il 93,6% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Nel primo quadrimestre la flessione è del 43,17%, con 841.638 trasferimenti.

Il commento dell'Unrae. L'Unrae, l'associazione delle Case estere, mette in risalto gli effetti della pandemia in particolare sulla filiera della distribuzione, "con le sue 1.400 aziende che sostentano 160.000 famiglie". "La riapertura - fa quindi presente il presidente Michele Crisci - avviene con restrizioni molto severe alla circolazione ancora in vigore, e con una domanda da parte di famiglie e imprese fortemente indebolita. Attanagliate da crisi di liquidità dopo due mesi di ricavi azzerati, molte delle concessionarie potrebbero non sopravvivere nonostante la riapertura. Rinnoviamo quindi l’appello al sistema bancario perché le ingenti risorse messe a disposizione dal decreto Liquidità vengano prontamente erogate alle imprese del comparto auto". "È evidente la necessità di un'accelerazione da parte del governo, che faccia immediatamente seguire azioni efficaci alle proprie buone intenzioni: serve un decreto ‘verticale', con misure specifiche per il settore automotive", ribadisce Crisci. "L'Unrae chiede quindi al governo l’adozione tempestiva di concreti provvedimenti a sostegno della filiera auto. Tra questi va incluso anche un piano strutturale che favorisca il ricambio del nostro vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini, e non da oggi. In questo momento la velocità è tutto: un mercato che versa in queste condizioni non può affrontare anche il rischio di un'ulteriore paralisi, dovuta magari a indiscrezioni o dibattiti su tempi e modi delle eventuali misure".  

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