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A marzo rimbalzo sul 2020 "horribilis", ma è calo rispetto al 2019: -12,7%

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A marzo rimbalzo sul 2020 "horribilis", ma è calo rispetto al 2019: -12,7%
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Il mercato dell'auto italiano rimbalza a marzo, ma solo grazie a un effetto statistico. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, lo scorso mese sono state immatricolate 169.584 autovetture, il 497,2% in più rispetto a un anno fa, quando la domanda era stata sostanzialmente azzerata dalle misure di lockdown varate dal governo per frenare la prima ondata di contagi da coronavirus. Per comprendere la reale situazione, dunque, bisogna affidarsi ad altri confronti. Rispetto a marzo 2019, le registrazioni risultano in calo del 12,7%: tuttavia, se si prendono in considerazione le 142.998 immatricolazioni dello scorso febbraio, vi è una crescita del 18,6%, a dimostrazione della spinta rilevante degli incentivi nel sostenere una domanda comunque non certo brillante.

Il primo trimestre. Il rimbalzo di marzo segue le contrazioni del 14% e del 12,3% registrate, rispettivamente, a gennaio e a febbraio e consente di portare in territorio positivo il consuntivo trimestrale. I primi tre mesi dell'anno, con 446.978 immatricolazioni, mostrano una crescita del 28,6% rispetto al pari periodo dell'anno scorso, quando il mercato aveva iniziato a subire gli effetti della prima ondata della pandemia. Dunque, anche in questo caso il confronto è falsato da quanto avvenuto con il primo lockdwon del 2020.

Giù Stellantis. Per il gruppo Stellantis prosegue l'andamento negativo delle immatricolazioni con il terzo calo mensile consecutivo: le registrazioni sono 68.449, il 14,56% in meno rispetto a marzo 2020, quando i dati erano suddivisi tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA. Dei nove marchi, solo tre risultano in crescita: la DS guadagna il 18,2% (436 immatricolazioni), la Maserati il 77,3% (227) e la Peugeot il 5% (11.446). Negativi tutti gli altri: -49,1% per l'Alfa Romeo (1.240 registrazioni), -7,1% per la Citroën (8.862), -16,7% per la Fiat (26.400), -7,1% per la Jeep (7.348), -16,2% per la Lancia (5.093) e -33,1% per la Opel (7.397).

Wolfsburg in calo. Performance negative anche per il gruppo Volkswagen: le immatricolazioni, pari a 25.833 unità, scendono del 12,6%. Il brand omonimo perde il  22,2% (13.690 unità), la Seat il 3,6% (2.717) e l'Audi lo 0,1% (6.427), mentre la Skoda mette a segno un +10,8% (2.978). In calo anche la Lamborghini: -12,5% con 21 immatricolazioni. 

Renault e Ford. Anche il gruppo Renault segna performance peggiori rispetto a quelle del mercato, registrando un calo del 32,1% e 14.230 immatricolazioni. Di queste, 8.706 sono del marchio della Losanga (-28,9%) e 5.524 della Dacia (-36,5%). Meno pesante risulta la contrazione della Ford: -12,6% e 10.776 registrazioni.

Daimler e BMW in flessione. Andamento analogo per la Daimler e la BMW. Il gruppo di Monaco di Baviera perde il 7,8%, con 7.907 immatricolazioni, di cui 5.745 per il brand dell'Elica (-9,5%) e 2.162 per la Mini (-3%). Per il costruttore di Stoccarda le registrazioni sono 6.693, con una contrazione del 23,1%: il marchio Mercedes scende del 7,8% a 5.846 unità, mentre la Smart flette del 64,2% a 847.

Asiatiche in chiaroscuro. Tra i costruttori orientali spicca ancora una volta il gruppo Toyota: con 9.274 immatricolazioni, il colosso guidato da Akio Toyoda perde appena l'1%, con il marchio omonimo in crescita dell'1,8% (8.784 auto) e la Lexus in calo del 33,5% (490 registrazioni). La Nissan, invece, perde il 27,2% (3.401 immatricolazioni), la Honda il 38,9% (547 unità) e la Mitsubishi il 37,6% (380). La Subaru sale del 69,3% (281), la Suzuki del 32,9% (3.776) e la Mazda del 6,9% (1.463). Segno meno per la coreana Hyundai, con un calo dello 0,3% (34.644), mentre la consociata Kia guadagna il 4,9% (4.165).  

Segno meno per la Volvo, bene la Tesla. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo, con 1.926 immatricolazioni, perde l'8,6%. Torna invece a crescere il gruppo Jaguar Land Rover: le registrazioni sono 2.440 (+21,8%), di cui 669 per il marchio del Giaguaro (+1,2%) e 1.771 per il brand dei fuoristrada (+32%). Dopo un periodo di rallentamento, la Tesla vede tassi di crescita a tripla cifra: le 1.366 immatricolazioni implicano un aumento del 407,8%. Andamento positivo anche per la Porsche (+69,2%, con 665 auto), mentre la Ferrari, con 65 immatricolazioni, cresce del 75,7%.

Panda sempre in testa. La classifica dei modelli più popolari vede sempre al vertice la Panda, con 11.041 auto immatricolate. Alle sue spalle si piazzano la Fiat 500 (5.835 unità) e la Jeep Renegade (5.360). Seguono, nell'ordine, la Lancia Ypsilon (5.101), la Fiat 500X (5.001), la Toyota Yaris (4.706), la Citroën C3 (4.219), la Ford Puma (4.085), la Renault Captur (3.613) e la Opel Corsa (3.412). Nel complesso, nella top ten sono ben sei su dieci le vetture del gruppo Stellantis.

Le ibride superano le diesel. Sul fronte delle alimentazioni, i dati forniti dall'Unrae evidenziano ancora una volta il trend positivo delle elettrificate e, di converso, la costante contrazione dei motori endotermici tradizionali. L'associazione, però, fornisce un confronto con marzo 2019 perché lo considera un mese meno atipico rispetto a marzo 2020 alla luce del pesante impatto del lockdown della scorsa primavera. Nel complesso, l’aggregato delle auto alla spina e delle ricaricabili cresce del 1.295% e vede la propria penetrazione migliorare dallo 0,6% all'8,8%. Nello specifico, le elettriche a batteria assistono a una crescita del 1.083,6% e salgono dallo 0,3% al 4,3% del mercato, mentre le ibride plug-in, grazie a un incremento del 1.580,9%, passano dallo 0,2% al 4,5%. Quanto alle ibride leggere, con un +367,4%, arrivano al 27% del mercato (5,1% un anno fa) e superano le diesel, che perdono il 51,7% e scendono dal 45,2% al 24,4%. Ancora in vetta le auto a benzina, anche se in calo ormai inesorabile: con un -33,9%, passano dal 41,1% al 31%.

La domanda sale con i privati. L'Unrae fa un confronto con marzo 2019 anche per i canali di vendita: i privati scendono dell'1,3%, il noleggio a lungo termine del 4,5% e quello di breve del 55,7%, mentre le società salgono del 3,7%. Pesante anche il calo delle autoimmatricolazioni con un -33,3%.

Ancora in calo le emissioni. Le emissioni medie di CO2 scendono a 122,7 g/km dai 135,8 di marzo 2020 e dai 143,6 di marzo 2019. Nel primo trimestre si attestano su 125,5 g/km, in calo dell’8,3% sullo stesso periodo del 2020. Lo scorso mese sono state immatricolate 7.362 auto (4,3% del mercato, in crescita del 695%) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 4.900 vetture (2,9% del totale, +3.400% rispetto a marzo 2020) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 107.717 le registrazioni di modelli con emissioni comprese tra i 61 e i 135 g/km, il 63% del totale (il 701,5% in più rispetto allo scorso anno). Oltre a queste tre fasce, le cui vetture rientrano negli incentivi, sono state registrate anche 43.028 auto (25,2% del totale, +262,3% rispetto a marzo 2020) nella fascia compresa tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con emissioni superiori ai 190 g/km sono stati 3.049 (+161,5%), pari all'1,8% del mercato.

Il commento dell'Unrae. Il presidente dell’Unrae, Michele Crisci lancia l’allarme sull’esaurimento degli incentivi: “Il continuo calo delle immatricolazioni, che va ovviamente misurato sul 2019 poiché marzo 2020 non può essere metro di paragone, preoccupa sempre più il mercato e le imprese. A fronte di questi dati, il rifinanziamento degli incentivi per consentire la rottamazione nella fascia 61-135 g/km CO2 fino a fine giugno è a nostro parere una necessità non ignorabile da parte del governo”. Crisci sottolinea anche come le agevolazioni abbiano consentito di accelerare il rinnovo del parco circolante e favorito la transizione verso "le nuove motorizzazioni a bassissimo impatto": per esempio, a febbraio le ibride, per la prima volta in Italia, hanno superato le vendite di diesel. 

COMMENTI

  • I produttori hanno aumentato i listini del 20/30 % negli ultimi 3 anni, vanificando il valore per l'utente finale degli incentivi statali. I prezzi risultano esageratamente alti per il consumatore medio, anche in considerazione del fatto che stipendi e pensini non sono aumentati di un euro. Quando usci la prima Ford si poteva comprare con 2,5 stipendi di un impiegato, oggi ci si compera uno scooter cinese. Le auto stanno diventando cose da ricchi, spendere più di 10.000 euro per un mezzo di trasporto è completamente demenziale.
  • Quante auto prodotte in Italia sono vendute in Europa è interessante. Quello che vende il gruppo Stellantis non credo interessi molto
  • Intanto, senza fare grossi proclami e scherzi fuorvianti, nei primi 2 mesi del 2021 Stellantis, grazie a 480.888 veicoli consegnati, è riuscito a superare il Gruppo Volkswagen, che ha registrato 452.400 unità, commerciali leggeri compresi. E non è uno scherzo.
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  • Io non voglio mettere in dubbio i numeri: ma dove le vendono queste elettriche??? Evidentemente non dove vivo io. L'unica elettrica nuova che ho visto negli ultimi 2 mesi è una Fisker Karma (vistosetta come auto: molto bella, avesse un 6 o 8 cilindri sarebbe ancora meglio). Altra cosa : Quattroruote parla di auto elettriche, guida autonoma etc. Ma io mi chiedo: se manco si riesce a fare andare un sito internet (con Firefox non si riesce a commentare perchè dice che ci sono parole contrarie alle policy di Quattroruote) figuriamoci se si riesce a fare andare un'auto da sola...
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  • Dov'è finita Alfa.... Poverina.. Speriamo arrivi sto benedetto Tonale e che si faccia perdonare per questo infinito ritardo
  • rifinanziamento degli incentivi fascia 61-135 ok, ma gli sconti devono essere veri non assorbiti parzialmente dagli incentivi. A gennaio 2021 mi sono fatto rifare un preventivo precedente di due anni fa quando non c'erano incentivi, stesso modello, stesso motore. Bene, la differenza era ridicola
  • I tg di oggi hanno detto che molti comuni,aumenteranno la TARI TASSA RIFIUTI di percentuali molto più elevate rispetto a inflazione nonostante con i consumi calati e esercizi commerciali chiusi,è calata la "produzione rifiuti" e pertanto credo che la vettura nuova sia l'ultimo pensiero degli italiani.