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Mercato italiano
Rimbalzo positivo in agosto: +9,9%

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Rimbalzo positivo in agosto: +9,9%
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Segnali positivi in agosto per il mercato italiano dell’auto, dopo il rallentamento della flessione già registrato a luglio, quando il calo delle vendite si era attestato sullo 0,8%. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, il mese scorso le immatricolazioni sono state 71.190, per un incremento del 9,9% rispetto allo stesso mese del 2021. Un rimbalzo in territorio positivo che giunge dopo 13 mesi di cali consecutivi e che, tuttavia, va preso con le pinze nell'ambito delle riflessioni più generali sul settore, visto che si riferisce a un mese tradizionalmente "vacanziero". In ogni caso, il dato porta il totale dei primi otto mesi dell’anno a 865.044 immatricolazioni, indicanti una flessione del 18,4% rispetto al medesimo periodo del 2021, quanto le vendite avevano superato 1,060 milioni di unità.    

Stellantis. In agosto, il gruppo Stellantis ha immatricolato 25.405 auto, il 17% in più rispetto a un anno fa. Segno più per la maggior parte dei nove marchi: +71,3% per l’Alfa Romeo (810 targhe), +93% per la Citroën (3.345), -36,2% per la DS (164), +181% per la Maserati (177), +31,1% per la Opel (1.965). Bene anche la Fiat (+14,8% e 10.724 immatricolazioni), Lancia (+37,6% per 2.830 registrazioni), Peugeot (+29,8% e 3.755), mentre la Jeep cala del 52,1% con 1.635 nuove vetture.
 
Gruppo Volkswagen. Per il gruppo di Wolfsburg, le immatricolazioni totali sono 11.755, per un incremento del 9,6%. L'Audi cresce del 41,2% (3.428 registrazioni), la Seat cala del 54,2% (474) e la Volkswagen dello 0,6% (5.685). In crescita Cupra (+61,3%, 563 vetture), la Skoda (+34,5%, 1.596) e la Lamborghini (+50% con 9 immatricolazioni).

Renault e Ford. I francesi chiudono il mese di agosto con un calo del 18% e 5.615 immatricolazioni. Di queste, 2.622 sono del marchio della Losanga (-38,8%), mentre la Dacia registra 2.993 unità, il 16,8% in più. In crescita la Ford: sono 5.412 le targhe, il 19,6% in più rispetto ad agosto 2021.

BMW e Daimler. Per il gruppo di Monaco le registrazioni sono 3.186, con un incremento del 7,5% rispetto ad agosto dello scorso anno, per effetto delle 2.257 immatricolazioni della BMW (-0,2%) e delle 929 Mini (+32,5%). Decisamente positivi anche i numeri del gruppo Daimler (+31%, 2.394 vetture), con il brand della Stella a tre punte in crescita del 36,5% (2.260) e la Smart in flessione del 21,6% (134).

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota immatricola 4.701 veicoli e cresce del 13,5%: il marchio omonimo, con 4.468 targhe, sale dell'11,8%, mentre la Lexus, con 233 auto, guadagna il 61,8%. Giù la Suzuki (-50,6%, 867 unità), la Mazda (-14,4%, 519), la Nissan (-8,2%, 1.417), la Subaru (-3,7%, 103) e la Mitsubishi (-33%, 142). Altalenante l’andamento dei costruttori coreani: con 2.445 immatricolazioni, la Hyundai cresce del 6%, mentre la consociata Kia perde il 21,8% (2.261).

Volvo e JLR. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo registra 673 vetture, guadagnando il 5,5%. Il gruppo Jaguar Land Rover cresce del 22,4%: le immatricolazioni sono 662, di cui 115 per il marchio del Giaguaro (-20,7%) e 547 per il brand delle fuoristrada (+38,1%). Notevole il calo della Tesla (100 elettriche, -67,5%), mentre si comportano bene la Ferrari (+14,8% e 31 unità) e la Porsche (+85% e 272 targhe).

Gli altri brand. Sembra ormai inarrestabile la cavalcata della DR (2.078 vetture, +439,7%), alla quale, giustamente, dedichiamo un intero servizio su Quattroruote di settembre. Tra i marchi con vetture di origine cinese, volano sia la Lynk & Co (279 auto, +720,6%), sia la MG (392 immatricolazioni, +811,6%).

La top ten. Nella classifica dei modelli più popolari svetta sempre la Fiat Panda, con 5.115 unità, mentre la seconda posizione è occupata dalla Fiat 500 (4.350) e la terza dalla Lancia Ypsilon (2.830). Seguono, nell'ordine, la Ford Puma (2.685 auto), la Citroën C3 (2.035), la Peugeot 208 (1.826), la Dacia Sandero (1.802), la Volkswagen T-Roc (1.720), la Toyota Yaris (1.596) e la DR 5.0 (1.540).  

Elettriche ancora giù. La suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di alimentazione conferma il crollo delle elettriche e, di conseguenza, lo scarso appeal degli incentivi. Le auto a benzina continuano a crescere (+17,7%, contro il 8,9% di luglio), mentre le diesel vedono ridurre il calo di luglio, passando da un -10,1% al -7,4% di agosto). In leggero calo le Gpl (-1,1%), mentre i veicoli a metano sprofondano (-74,3%). Sul fronte delle elettrificate, le ibride guadagnano il 36,3% e passano dal 33,1% del mercato al 39%, mentre le ibride plug-in continuano la loro discesa con un -16,1% e una penetrazione in discesa dal 4,6% al 3,8%. Peggio ancora fanno le elettriche, con un -29,2% e una quota in contrazione dal 3,3% al 3,2%.

La 500 resta prima tra le Ev. All’interno dell’aggregato delle sole elettriche, la Fiat Nuova 500 si conferma in cima alla classifica dei modelli più popolari con 360 targhe. Seguono la Smart fortwo (128), le Renault Twingo (114), la Opel Corsa (107), la Volkswagen ID.3 (101), la Tesla Model Y (100), la Peugeot 2008 (93), la Hyundai Kona (86), la Nissan Ariya (84) e la Cupra Born (80).  

Emissioni sempre più su. Il calo delle plug-in e delle elettriche consolida l'aumento delle emissioni. La CO2 media è pari a 120,3 g/km, in crescita del 2,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In agosto sono state immatricolate 2.304 auto (3,2% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 2.585 vetture (3,6% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 48.595 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, il 67,5% del totale. Oltre a queste tre fasce, sono state registrate anche 16.109 auto (22,4% del mercato) con CO2 tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono a quota 1.262 unità (1,8% del mercato).

l commento dell'Unrae. Nell'analizzare l’andamento del mercato, l’Unrae torna a esprimere soddisfazione per l'inserimento delle persone giuridiche tra i beneficiari degli incentivi, "sia pur inspiegabilmente limitata al canale del noleggio": il presidente Michele Crisci, ora, auspica "la massima accelerazione delle procedure previste per la piena operatività del provvedimento, visto l’approssimarsi della scadenza del 31 dicembre quale termine ultimo per godere del beneficio. La velocizzazione dell’iter consentirebbe inoltre la rapida applicazione di un’altra significativa misura relativa al 2022, anch’essa contenuta nel Dpcm, che prevede contributi per l’installazione di ricariche domestiche per i veicoli elettrici". Infine, Crisci ribadisce la necessità di velocizzare le procedure di potenziamento dell’infrastruttura di ricarica: "Bisogna definire un puntuale cronoprogramma che indichi tempi, luoghi e tipologie di colonnine pubbliche da installare, nonché i soggetti incaricati di effettuare gli investimenti, oltre ad incentivare in ottica pluriennale la diffusione di infrastrutture di ricarica privata. L’Italia continua a soffrire di un ritardo penalizzante nella diffusione dei punti di ricarica pubblici, pari - a fine giugno - a 6,1 punti per 100 km rispetto ad una media europea di 8,2 punti, un numero che ci colloca al 14° posto nel ranking del continente, a grandissima distanza da Paesi leader come Norvegia, Olanda e Svizzera".

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