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Convegno di Sifà
Dagli slogan alla Circular Mobility

Convegno di Sifà
Dagli slogan alla Circular Mobility
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Da Reggio Emilia a Bergamo. La seconda edizione del convegno sulla Circular mobility voluto da Sifà cambia città, per due ragioni ben chiare: "A due anni dalla prima edizione abbiamo deciso di proporre il nostro convegno a Bergamo, invece che a Roma dove era previsto. Volevamo ripartire da qui, da un territorio che ha sofferto più di altri a causa della pandemia", afferma l’ad e fondatore di Sifà Paolo Ghinolfi che, per spiegare il secondo motivo della scelta invita sul palco il responsabile direzione regionale Bergamo di Bper Banca, l’azionista al 100% del noleggiatore, Luca Gotti. "Siamo arrivati qui 8 mesi fa, diventando subito la seconda banca della provincia bergamasca per sportelli e raccolta (dopo aver acquisito diversi sportelli a seguito dell’acquisto di UBI da parte di Intesa Sanpaolo, ndr). E Bergamo è una città particolarmente attenta alla mobilità sostenibile: quindi con questo evento vogliamo cercare di fare cultura in territorio nuovo per noi, dove stiamo applicando azioni concrete come quelle che stiamo già realizzando a livello nazionale". La Circular economy - "un marchio registrato a livello italiano ed europeo", sottolinea Ghinolfi - parte da Sifà e da Bper, ma vuole aggregare anche altre realtà attraverso dei tavoli di lavoro nei quali sarebbe importante la presenza delle istituzioni, di chi ha in mano le infrastrutture del paese, e naturalmente anche le case costruttrici. "Noi facciamo lungo termine a 4 anni, e magari le auto di oggi fra 6 mesi saranno obsolete. Perciò vogliamo spingere a una progettualità almeno a medio termine. Abbiamo iniziato con alcuni partner, come le aziende clienti Barilla e Poste, società attive nel car sharing come Tper (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna) o Case come Volkswagen, BMW, Toyota e Renault", spiega Ghinolfi che, proprio nei confronti dei costruttori, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: "La situazione internazionale è certamente difficile per tutti. Ma le Case la stanno cavalcando anche per cambiare il modus operandi del settore: dalla produzione - basta vedere cos’ha detto Alfa Romeo, che vuole produrre solo sul reale venduto - alla distribuzione, con i concessionari sempre più disorientati". Distribuzione, che per Ghinolfi vuol dire soprattutto i concessionari. "Perché sono imprenditori e ci mettono soldi loro", sottolinea, e gli sportelli della controllante. "Ma dobbiamo creare il prodotto giusto per i clienti della Banca che ha continuamente altre priorità", lamenta il manager, piuttosto che sui broker, con cui comunque Sifà lavora: "Rimango però della mia idea che l’offerta, spesso fatta sul pricing e pescando su diversi competitor, non sia sana. Anche per i margini. Inoltre noi vogliamo conoscere i nostri clienti che, in questo caso, rimangono patrimonio dei broker", sottolinea Ghinolfi. 

2021_ghinolfi_sifà

Nuova carta. In questi due anni, difficili, in cui il noleggiatore non è ovviamente cresciuto ma ha comunque tenuto botta, Sifà ha continuano però a lavorare. Sull’innovazione interna, per preparare progetti che verranno messi a terra nel 2022, compilando il suo primo bilancio di sostenibilità, ottenendo la certificazione Iso 14001, preparando i tavoli per rilanciare la Circolar mobility e mettendo a punto una carta carburante con cui poter nel contempo ricaricare le auto elettrificate delle flotte, grazie agli accordi con "DKV con cui collaboriamo dalla nascita, a cui abbiamo aggiunto Charge" racconta il manager che sottolinea come "Questa carta è un po' l'anello di congiunzione di ciò che sta succedendo. Non si può buttare a mare tutto quello che c’è stato fino ad oggi nel mondo flotte. Chi fa migliaia di chilometri all’anno deve ancor poter guidare dei diesel che, peraltro, con l’Euro 6 sono diventati super sostenibili. La spina è certamente il nostro futuro. Ma non oggi. Anche perché, come è già successo in California, ci sono già diversi problemi di produzione e distribuzione dell’energia. Diciamo cose vere aldilà degli slogan. Al futuro, che ci è chiaro, ci dobbiamo arrivare a tappe, e non tutto e subito. Anche grazie a un confronto tutti insieme".

Osservatorio Nomisma. Parole di Ghinolfi che sembrano supportate anche dall’osservatorio e_mobility di Nomisma, presentata dall’ad Luca Gotti: "Il lavoro sta subendo un grande cambiamento strutturale, a cui si va ad innestare un problema mondiale di produzione e consegne" esordisce Gotti, che aggiunge come le aziende stia affrontando il cambiamento. Anche quelle in atto nelle flotte, "dove il noleggio continua a crescere" spiega, e dove la sensibilità verde c’è. C’è ma non sempre viene messa a terra, perché i problemi dell'adozione di massa di veicoli elettrificati scontano le solite problematiche: "costi ancora alti dei veicoli" - come sottolineato anche dall'assessore alle infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi: "Le auto elettriche fanno sempre il pieno di vendita ma solo quando mettiamo gli incentivi" – "scarsa autonomia e infrastrutture insufficenti" come ricorda la project manager di Nomisma Roberta Gabrielli. L'osservatorio sottolinea il fatto che ormai nelle flotte di società private e della Pa hanno ormai fatto capolino auto elettriche e ibride, che si sia affacciata in azienda anche la micromobilità, ma che nel post-pandemia la gente preferisce spostarsi con l’auto privata e non con il car sharing o con il trasporto pubblico: "in Lombardia siamo passati per il trasporto regionale ferroviario da 820 mila al giorno a 500 mila di oggi. E gli esperti ci dicono che torneremo ai numeri della pre-pandemia solo nel 2025" chiosa Terzi. 

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