Primo contatto

Abarth
Su strada con la 124 Spider

Abarth
Su strada con la 124 Spider
Chiudi

Nell'abitacolo della 124 Abarth ci si cala con una certa facilità, e poi si trova subito la giusta posizione, anche senza poter contare sulla regolazione in profondità del volante dal giusto diametro. Il sedile, basso e profilato, contiene molto bene e consente di allungare le gambe: anche se i più alti devono solo tenere le ginocchia leggermente piegate. Ma ciò che conta è che bastano pochissimi metri per prendere confidenza con i comandi, con la mano che cade a pennello sulla corta leva del cambio manuale.

Ottimo bilanciamento. L’emozione più forte, però, si prova quando si dà contatto e il 1.4 Turbo emette i primi vagiti. Il sound è quello giusto, quello che ti fa tornare in mente le Abarth di una volta; ai bassi regimi è più cupo, profondo e scoppiettante in rilascio, agli alti decisamente adrenalinico. Affondi il piede sull’acceleratore (bella la pedaliera d'alluminio) e scopri un motore pieno e progressivo, brillantissimo ma non con la cattiveria di certi turbo per giovani arrembati. Il bello arriva alle prime curve, dove scopri l’ottimo bilanciamento della vettura, la precisione nell’inserimento delle traiettorie e il notevole grip anche in uscita: la presenza del differenziale autobloccante meccanico evidentemente raggiunge il suo obbiettivo.

En plein air in un attimo. Curva dopo curva, si acquisisce sempre più confidenza con la vettura, che si lascia domare con una certa facilità. Insomma, la Spider con lo Scorpione diverte senza impegnare più di tanto, e poi c’è quel rumore che da solo basterebbe a soddisfare gli appassionati. Altra sorpresa, comincia a piovigginare e allora, quasi senza distogliere lo sguardo dalla strada, si sgancia la capote da dietro i sedili e, con un solo gesto e senza troppi complicati meccanismi, la si richiude sopra la testa. Per poi riaprirla, pochi minuti dopo con la stessa facilità, a temporale estivo superato. A tetto chiuso il sound è sempre penetrante, ma mai davvero fastidioso, e non si avvertono particolari fruscii aerodinamici. A proposito di confort va apprezzato il buon lavoro delle sospensioni sullo sconnesso malgrado la taratura rigida, a dimostrazione che quest’Abarth è una vera sportiva, ma con giudizio, che sa comportarsi bene quando si va piano, magari a tetto aperto, in buona compagnia con l’aria nei capelli e il caldo sole in testa. Costa 40.000 euro: non è poco, ma li vale tutti.

Marco Ghezzi