Ford Mustang Bullit: un V8 da Oscar. Ecco perché è irresistibile
McQueen dreamin'. C’era una volta l’America. E, per fortuna, c’è ancora. Tradotto in “automobilese”, vuol dire motore V8 5.000 cm3, trazione posteriore, cambio manuale, cofano chilometrico e sound inconfondibile. È la Ford a ricordarci com’era il modo di concepire le auto negli States, grazie alla Mustang, un modello nato nel 64 e prodotto, fino ad agosto, in dieci milioni di esemplari. Ed è con la limited edition Bullitt che viene celebrato un cult movie americano, dove l’inimitabile (in quanto a stile) Steve McQueen lanciava la Mustang di allora nell’inseguimento più lungo della storia cinematografica (sono passati 50 anni esatti).
Vecchia scuola. È un tuffo nel passato guidare quest’auto, ed è un colpo al cuore premerle il bottone Start: il borbottio del V8 è musica a sé, è storia d’America, è affar loro e basta. E 460 CV nella schiena (10 in più della Mustang normale) sono un’esperienza brutale. Piede sulla frizione - duretta perché diversamente non può essere con 529 Nm di coppia -, mano sulla pallina bianca come allora, un gesto deciso per metter la marcia (gli innesti non sono corti) e si è proiettati nella macchina del tempo. È un calcio nel di dietro prepotente, debordante, ti senti lanciato in avanti come tirato da un Rottweiler impazzito, sapendo che non puoi certo mollare il suo guinzaglio. La Mustang è un bicipite grosso così, ma da sollevamento pesi e non da palestra: è massa naturale, non costruita, poco definita e nervosa. È forza vera.
Scali anche solo per il sound. I sedili Recaro dedicati trattengono molto bene, lo sterzo è preciso, ma non è una lama: del resto, quasi 19 quintali e quasi 5 metri di lunghezza (4.789 mm) non possono trasmetterti quel concetto di sportività europea a cui siamo abituati noi. La Mustang è americana in tutto e per tutto, e quindi è perfino comoda, digerisce bene le asperità, ha inerzie e lentezze di risposta tipiche di un peso massimo. È il prezzo da pagare per vivere il concetto "big is better". Che comunque ti lancia a 263 km/h. Poi, arrivato in rotonda, scali marcia e lei fa la doppietta senza che tu faccia niente: e lì ti metti a ridere come un bambino... In realtà, ciò lo si deve a un sincronizzatore, per il rev matching, che aumenta i giri motore predisponendolo al rapporto più basso in staccata. Un giochino che continui a provare. Come ripeti a dare gas anche se non ce n’è bisogno, giusto per sentire urlare il V8 amplificato da scarichi e filtro (di carta) aperti. Un po’ il concetto Harley, giusto con due ruote in più. Vuoi rilassarti? Giri la manopolona dell’impianto Bang & Olufsen da 1.000 watt e sei in tutt’altra dimensione. C’era una volta l’America, e per fortuna c’è ancora. Solo per 68 clienti italiani, a 57.400 euro. Che, a dirla tutta e senza considerare il nostro fisco, sarebbe anche a buon mercato. Per lo meno considerando il rapporto euro/CV.
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