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Hyundai Santa Fe
Al volante della 20th Anniversary

Hyundai Santa Fe
Al volante della 20th Anniversary
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Di solito, lo sapete, non prediamo posizioni troppo nette sull’estetica, perché alla fin fine ognuno deve giudicare secondo i propri gusti. Ci piace molto di più disquisire sulla sostanza: e allora, benvenuta Santa Fe 20th Anniversary (si festeggia la longevità del modello in Europa), una versione che mette insieme praticamente tutto quello che si può desiderare su una Suv medio-grande. A un prezzo che, obbiettivamente, ha pochi riscontri sul mercato, abbinato a una super garanzia e a quella fama (non sbandierata, ma assolutamente percepibile) di consistenza, affidabilità e longevità che le coreane si sono guadagnate negli ultimi anni.

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Ibrida professionista. Questa generazione della Santa Fe, la quarta, è stata del tutto riprogettata con un nuovo pianale già predisposto per le versioni full hybrid, che utilizzano un motore 1.6 turbobenzina da 180 CV abbinato a un'unità elettrica da 60 CV, per una potenza totale di 231 CV. Non esattamente uno sproposito, considerando che si tratta di una Suv grande (4,79 metri di lunghezza) e con una massa di 1.917 kg. Contrariamente alle premesse, ho l’impressione che la spinta non venga mai a mancare sotto il piede destro, perché la coppia non fa difetto e il cambio automatico a sei rapporti reagisce prontamente agli stimoli dell’acceleratore, senza che il motore salga troppo di giri. A proposito del cambio, avete visto dov’è il suo comando? Campeggia al centro di un tunnel che definire importante è dire poco. Discende come un ponte a collegare la plancia ai sedili posteriori (dove include le bocchette clima dedicate) ed è così alto da comprendere anche un livello sottostante per riporre gli oggetti. Visto lo spazio a disposizione, non è stato difficile seguire una logica di distribuzione dei comandi che non obbligasse a passare sempre per il display centrale touch: quindi clima, controlli audio e modalità di guida si trovano al volo, proprio sotto la mano destra (una cosa buona e giusta, visto anche che per arrivare a toccare schermo centrale da 10,25 pollici i più alti dovrebbero staccare la schiena dal sedile). Due porta bicchieri e la ricarica wireless, con lo smartphone che va calato in una specie di tasca verticale, completano la struttura.   

Spazio flessibile. Nel suo complesso, l’abitacolo esibisce un livello elevato di finitura, con vari inserti color metallo e uno specifico rivestimento di pelle per i sedili impunturati di ottima fattura, ampi e molto comodi, e la parte centrale della plancia. La posizione di guida non è troppo alta, quindi lo spazio abbonda verso il soffitto (con tetto panoramico elettrico), cosa che vale anche per il divanetto posteriore. L'attitudine per il trasporto non finisce lì: la Santa Fe è una sette posti a pieno servizio, con poltroncine ripiegabili a libro nel bagagliaio (un'operazione abbastanza semplice). La capienza del vano non soffre troppo la terza fila di sedili, visto che siamo a quota 610 litri: in ogni caso le sedute restano più adatte per i bambini, perché un adulto, come sempre sulle auto a sette posti, deve tenere le ginocchia molto in alto.

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Consumo sotto controllo. Le ibride Hyundai son fatte bene e non deludono quanto a consumi anche se, naturalmente, funzionano al meglio con carrozzerie più filanti e minori inerzie dovute alla trazione integrale. Nel breve test misto città-statale, il computer di viaggio ha registrato una percorrenza di quasi 12 km/litro alla media di 50 km/h: un dato commisurato alla stazza di questa Suv. Le quattro ruote motrici e il molto spazio a disposizione fanno della Santa Fe un'auto "totale", in cui le modalità di guida su asfalto (Eco,  Sport e Smart, che è una combinazione delle prime due) incrementano l'adattabilità a percorsi di vario tipo. E poi c’è l’off-road.

Con giudizio. Beh, forse "off-road" è un po’ esagerato, visti gli sbalzi e l’altezza minima dal suolo di 18 cm: comunque, la sezione di destra del "manopolone" accanto al cambio aiuta ad approcciarsi alla neve, al fango e alla sabbia con fiducia nelle proprie capacità e nel controllo di trazione. Quest'ultimo sposta la coppia tra gli assali e cambia il livello d’intervento per garantire il massimo della motricità: tuttavia, per dominare questi terreni, una buona gomma M+S a tasselli aperti diventa imprescindibile.

COMMENTI

  • La mancanza del motore diesel è sul mercato italiano, perché in Germania è offerta anche con 2.2 diesel da 200 CV. In USA, mi sembra sia venduta con un 4 cilindri benzina da 2.5 litri. Così è anche per la cugina Kia Sorento.
  • Si imbruttita e' dire poco. Anche all' interno nonostante l' infotainment sia uno tra i migliori quelle manopole ecc. sparse non danno l' impressione di un auto che offre il lusso che pretende di offrire a poco prezzo rispetto alle concorrenti tedesche. Il motore ovviamente e' improponibile. Queste auto si acquistano solo diesel. E BASTA. Un motivo per cui non se ne vedono in giro mi sembra ci sia.
  • Col 1.6 non è certo pensata per gli USA ma non credo che in UE potrà replicare i numeri di vendita che fecero le serie precedenti grazie al turbodiesel. .... Capitolo estetica, il frontale non mi piace, come le recenti Citroën hanno preso la strada della doppia linea luminosa inventata dalla Juke e che non mi ha mai entusiasmato. La plancia interna è bella ma sembra una scopiazzatura già vista altrove......
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