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Smart #5
Primo viaggio sull'ammiraglia elettrica

Luca Cereda da Stoccarda, Luca Cereda
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Quanto può crescere ancora una Smart? Difficilmente si andrà oltre i 4,7 metri della #5, ordinabile entro l’estate a prezzi ancora non definiti. L’ammiraglia elettrica, che solo nelle prossime settimane verrà presentata nei minimi dettagli, spinge il marchio sino-tedesco (gestito in joint venture da Daimler e Geely) in un segmento sin qui sconosciuto, con ambizioni da routière e un abitacolo formato famiglia. Rispetto alla #1 e alla #3, è una vettura più matura e tecnologica, tanto da essere la prima Smart che adotta la rete di bordo a 800 volt. Ma oltre ai contenuti tecnici, anche lo stile e l’interfaccia uomo-auto segnano un cambio di passo. La incontriamo dal vivo, benché ancora camuffata, salendoci a bordo per un viaggio (purtroppo solo da passeggeri) su uno dei primi prototipi usciti dal centro R&D di Smart Europa a Renningen, vicino a Stoccarda. Un primo assaggio fugace, ma sufficiente per carpire qualche prima impressione sull’auto e ulteriori dettagli tecnici.

Primo viaggio sull'ammiraglia elettrica

Abitabilità. Le forme squadrate della #5, insieme con il suo passo di 2,9 metri, suggeriscono la presenza di un abitacolo spazioso. E in effetti, seduti in seconda fila, i centimetri abbondano, soprattutto sopra la testa all’altezza delle gambe. Anche gli altissimi, dunque, riescono ad accomodarsi agevolmente, distendendo bene le gambe. A tal proposito, curioso il comando (elettrico) nell’interno porta che permette a chi è seduto sul divanetto di spostare in avanti e indietro il sedile del passeggero anteriore, per guadagnare ulteriore spazio, o di regolare l’inclinazione dello schienale. Va da sé, fare lo stesso dalla parte opposta, con il sedile del conducente, non è possibile.

Bagagliaio. Stante la stazza di questa Smart, ci saremmo aspettati un bagagliaio più generoso. I 630 litri dichiarati dalla Casa (cui se aggiungono 73 del frunk) non dicono tutto, anzitutto perché includono nel conteggio lo spazio sotto il pavimento e, soprattutto, la porzione di volume che dalla cappelliera va al tetto. Di questi, dunque, solo una parte è effettivamente sfruttabile in tutte le occasioni. Benché il vano sia comunque piuttosto regolare e razionale, ma con una soglia di carico alta, non guasterebbe disporre di un piano di carico più lungo; senza reclinare i sedili, però, c’è poco da fare: lo schienale del divanetto, molto inclinato, si può portare in posizione verticale (a comando elettrico), tuttavia non c’è modo di far scorrere in avanti le sedute, che una volta ripiegate portano la capienza massima dichiarata a 1.530 litri. Il perché della rinuncia a una panca scorrevole ce lo spiega direttamente Dirk Adelmann, ceo di Smart Europa: “Sarebbe stato tecnicamente fattibile, ma avremmo dovuto rinunciare ai cablaggi dei comandi elettrici per i sedili posteriori. Che in Cina, culturalmente parlando, sono considerati addirittura più importanti di quelli anteriori: sono dei posti d’onore”.

Primo viaggio sull'ammiraglia elettrica

Ricarica fast. In configurazione a trazione posteriore (l’integrale bimotore verrà introdotta in un secondo momento), la Smart #5 può contare su 363 CV di potenza e su 373 Nm di coppia. La batteria, ovviamente, è del taglio più grosso sin qui montato da una Smart (100 kWh lordi) e mette nel mirino percorrenze ad ampio raggio; tuttavia, la Casa non ha comunicato dati ufficiali sull’autonomia, ancora in corso di omologazione. In ogni caso, a spegnere l’ansia ci pensa l’architettura a 800 volt, che a detta della Casa permette alla #5 di accettare potenze fino a 420 kW in corrente continua (22 in alternata). Nel nostro viaggio da co-piloti c’è stato spazio anche per un fugace pit-stop, allacciati a una colonnina che eroga fino a 300 kW. Vedendo la “cinque” raggiungere in poco tempo i 285 kW di potenza assorbita.

Confortevole e “soft”. In generale, la #5 vuole alzare ulteriormente il confort di viaggio rispetto alle sorelle minori. Anche in termini di silenziosità di marcia, con vetri a doppio strato per isolare al meglio l’abitacolo. Da questo punto di vista, la sensazione è che lo sviluppo sia giunto ai minimi dettagli. Richiederà invece un fine tuning più approfondito il lavoro sulle sospensioni, piuttosto morbide e ancora tarate sugli standard (notoriamente più soft) della Cina. Dove questa elettrica viene prodotta, nello stabilimento Mercedes-Geely di Xi'an.

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