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Primo contatto

Com’è guidare una Bentley Continental GT S sull’Isola di Man

Mirco Magni da Doolish (Isola di Man), Mirco Magni
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In medio stat virtus, dicevano i latini. E vai a vedere che avevano ragione anche quando si parla di auto, perché quella virtù che sta nel mezzo è proprio quel bilanciamento che Bentley è andata a cercare con la nuova Bentley Continental GT S.

La Bentley che sta nel mezzo (e lo fa nel modo giusto)

Che si posiziona, appunto, a metà della gamma, senza gli eccessi delle Speed, ma senza nemmeno la rilassatezza delle Conti GT “normali”. Mi spiego meglio: la S monta il motore del modello base (V8 biturbo ibrido plug-in, 680 CV e 930 Nm), ma lo abbina all’assetto della più dinamica Speed. Proponendosi come “driver’s car”, come piace agli inglesi definire quelle auto votate alla bella guida, ma senza strafare con gli oltre 700 CV delle sorelle maggiori.

Ecco, ora che ve l’ho spiegata brevemente, posso anche dirvi che difficilmente avrei trovato un’auto così adatta per la destinazione che Bentley mi ha proposto per questo primo contatto.

Com’è guidare una Bentley Continental GT S sull’Isola di Man

Isola di Man, il posto giusto per capire davvero questa Bentley

Qui, sulla maggior parte delle strade, non ci sono limiti di velocità. Solo nei centri urbani si alza il piede per ovvie ragioni di sicurezza. Quindi, bene o male, puoi spingere quanto vuoi. Anche perché di cittadine su quest’isola lunga 20 chilometri e larga dieci, dispersa nel mezzo del mar di Scozia, non è che ve ne siano molte.

Ma non pensate di trovare ampie Autobahn con asfalto perfetto: le strade sono strettissime, piene di avvallamenti, cambi di pendenza e curve. Tantissime curve. 219 per la precisione, sui 60,7 chilometri dello Snaefell Mountain Course, la pista stradale dove ogni anno si corre il Tourist Trophy (il cui record, per la cronaca, è di circa 16 minuti). Praticamente non stai mai col volante dritto.

Com’è guidare una Bentley Continental GT S sull’Isola di Man

680 CV bastano (eccome) quando sono messi così

Quindi l’auto ideale per divertirti qui ha tanti cavalli e un assetto che non ti spacca le ossa, ma che non è nemmeno troppo morbido. Detto, fatto: la Continental GT S è l’arma perfetta per quest’isola, tanto isolata quanto rigogliosa e popolata di petrolhead.

Ha una spinta pazzesca, questa Conti, che non ti fa affatto rimpiangere quei 100 CV in meno rispetto alle sorelle maggiori: di potenza ne ha da vendere e l’erogazione è perfetta per un’auto di questo tipo. In Sport ti incolla al sedile e ti toglie il fiato coi suoi 930 Nm e la spinta, istantanea ma non brusca, della parte elettrica (190 CV).

Allunga in scioltezza con una progressione pazzesca a ogni andatura e, con il doppia frizione a otto rapporti con paddle al volante, ti puoi divertire parecchio. Soprattutto se scegli lo scarico Akrapovic (11.775 euro), che in scalata e in rilascio borbotta come quello di un’ignorantissima hot hatch.

Sport quando serve, gran turismo quando vuoi

Il suono è coinvolgente, ma non sgarbato, e permea bello potente nell’abitacolo senza però rovinarne il confort. Come non intacca la comodità di viaggio nemmeno l’assetto nella sua taratura più rigida: in Sport, questa Conti è ben piantata a terra, rolla poco e segue bene le traiettorie.

Lo sterzo è da gran turismo, quindi non aspettatevi un comando affilato, ma nonostante questo la esa volta rapidamente, aiutata dall’asse posteriore sterzante. È piacevole da guidare, ma non adrenalinica: è una sportiva elegante, che ti fa viaggiare velocissimo senza impegnarti troppo nella guida.

Com’è guidare una Bentley Continental GT S sull’Isola di Man

La modalità Bentley cambia davvero il carattere dell’auto

In quest’armoniosa sinfonia meccanica, tuttavia, a stonare un po’ ci sono dei fruscii aerodinamici nella zona del montante e degli specchietti. Peccato, perché quando selezioni la modalità di guida Bentley, diventa una sorta di ammiraglia a due porte: comodissima, raffinata e rilassante.

Isola con grazia da buche e avvallamenti, diventando più docile e meno affilata. Anche a livello di powertrain: con questo setup non ti toglie più il fiato, ma ti fa affondare con eleganza britannica nelle sue morbidissime poltrone di pelle.

Com’è guidare una Bentley Continental GT S sull’Isola di Man

Anche rilassata, resta sorprendentemente agile

E pure a livello di handling cambia parecchio: le sospensioni pneumatiche si rilassano un pochino, le barre antirollio attive a 48 volt si ammorbidiscono e il differenziale a slittamento limitato cambia la propria taratura. Così la esa si lascia guidare in totale relax, rivelandosi agile nonostante la stazza: 2.459 kg a secco e 4.895 mm di lunghezza.

Merito, ancora una volta, dell’asse posteriore sterzante, che la controlli con grande facilità tanto alle andature più pacate quanto quando dietro hai chi si allena con una superbike per il Tourist Trophy.

Quando il tachimetro segna 130 (in miglia) capisci dove sei

E questo m’è successo davvero, con un paio di moto che m’hanno sverniciato nel tratto montano del percorso. Guardando il tachimetro ho letto 130. Peccato che fossero miglia orarie, quindi quasi 210 km/h. Pazzie che puoi fare, senza violare alcuna regola, solo su questa folle isola. E con pochissime auto al mondo, come questo sogno ibrido plug-in da circa 240 mila euro.

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