Prove su strada

Citroën
La prova dell'elettrica E-Mehari

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La prova dell'elettrica E-Mehari
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Il tempo si è fermato. Non tutto, solo una parte. Quella, per molti irrazionale, che affonda le radici nei ricordi del passato. Questa Citroën E-Mehari è un po' più alta e goffa e le porte sono più grandi, ma l'impressione di déjà vu, di essere al volante dell'originale, quella degli anni '70, è forte e quasi palpabile. Per chi ha vissuto quel periodo il colpo d'occhio è notevole: la E-Mehari è anticonvenzionale, sfacciata e simpatica quasi come la sua famosa antenata. Ne ripropone i temi essenziali, rivisti in chiave moderna, e dalle sue forme traspare lo stesso spirito libero. 

Design e caratteristiche. Come sulla prima Mehari, la carrozzeria è realizzata in plastica. Sul muso spiccano i fari diurni a Led separati dalla fanaleria principale. La fiancata è caratterizzata dai parafanghi abbondantemente dimensionati e dalla porta di forma trapezoidale con le due profonde nervature e le cerniere in rilievo, un omaggio alla Mehari dell'epoca. Nella coda, si ritrova la classica ribaltina, a dire il vero piuttosto pesante da manovrare, che dà accesso a un bagagliaio piccolo, ma ben squadrato, e a un vano sotto il piano di carico chiuso da una serratura elettrica. Qui, di norma, trova posto il cavo di ricarica, ma c'è spazio anche per una borsa o per riporre qualche oggetto.

Abbiamo provato la nuova Citroen e-Mehari

Interni essenziali. I sedili sono rivestiti con un bel tessuto robusto e impermeabile all'acqua. Per il resto gli interni sono davvero essenziali. Plancia semplice, lineare, con al centro il display della strumentazione e, sotto, i comandi della climatizzazione. Si può avere anche il condizionatore, dotazione che riteniamo vagamente fuori luogo, visto lo spirito della E-Mehari. Il riparo dalle intemperie è abbastanza precario, affidato com'è a un sia pur robusto tetto di tela e a finestrini di plastica avvolgibili chiusi da cerniere. Il volante, regolabile in altezza e profondità, consente di accomodarsi abbastanza bene. 

2017-Citroen-E-Mehari-8b

Con la giusta calma. Il motore elettrico da 50 kW è adeguato alle necessità della E-Mehari. Lo spunto è buono, la coppia è di 140 Nm e garantisce alla piccola francese un'accettabile vivacità di marcia. Bastano pochi chilometri per entrare in sintonia con la E-Mehari e anche per comprendere che non è il caso di sondare le sue qualità velocistiche. I 110 km/h dichiarati dalla Casa sono reali, però, un po' per il rumore (che con il tetto di tela e i finestrini di plastica diventa fastidioso), un po' per la guidabilità (che, complici i pneumatici off-road, non è eccelsa), ci si accorge subito che il regno di questa automobile è tra i 50 e gli 80 km/h (oltre questo limite anche l'accelerazione cala vistosamente). Un po' com'era per la Mehari d'antan. Insomma, non bisogna aver fretta, che è poi anche il modo migliore per salvaguardare la carica delle batterie.

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Autonomia e ricarica. L'autonomia, tallone di Achille di tutte le elettriche, nel caso della E-Mehari è più che discreta. Grazie a una capacità delle batterie di ben 30 kWh (nominali), abbiamo percorso 182 chilometri nel ciclo urbano e 142 in quello extraurbano, senz'altro sufficienti per il piccolo cabotaggio tra residence, ville, alberghi, spiagge e porti a cui la E-Mehari è destinata. Più problematica, semmai, la ricarica: con l'unico cavo in dotazione (presa domestica da 220 Volt), non si risolve mai in meno di otto ore, se si utilizzano tutti i 16 Ampere a disposizione, che salgono a più di tredici se si limita la corrente a 10 A.

Marco Perucca Orfei
(Prova su strada ripresa da Quattroruote di settembre 2016)

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