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Le batterie ringraziano "la nuvola"

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Le batterie ringraziano "la nuvola"
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Monitoraggio continuo della batteria, riduzione dei costi operativi, consumi abbattuti fino al 20% e un incremento del ciclo di vita: questi i principali obiettivi di Battery in the cloud, una soluzione di connettività che la Bosch ha studiato per consentire ai produttori, ai gestori di flotte e ai fornitori di servizi di mobilità di controllare, e quindi migliorare, affidabilità e prestazioni dei veicoli elettrici.

Addio ai guasti. Il modo migliore per riparare una batteria guasta è fare in modo che non si rompa. Battery in the cloud utilizza i dati ottenuti dalla flotta connessa per monitorare costantemente le condizioni degli accumulatori dei veicoli che la compongono. Grazie agli algoritmi è così possibile predire ogni eventuale inconveniente e permettere a produttori e fleet manager di comunicare immediatamente agli utilizzatori dei mezzi di recarsi in officina per un controllo.

Tre passi verso l’ottimizzazione. Il funzionamento di Battery in the cloud è scandito in tre fasi. Nella prima, l’unità di controllo telematica (Tcu) dei veicoli raccoglie i dati e li prefiltra prima di trasmetterli a un server, solitamente il cloud Bosch. Nel secondo step, i dati conferiti sono analizzati da un software sofisticato che si basa su modelli elettrochimici, fisici e statistici. L’intelligenza artificiale elabora previsioni sulle condizioni delle batterie e ne determina i parametri ottimali. Vengono considerati anche ulteriori cloud data, relativi per esempio al meteo, alle condizioni del traffico, alla rete di ricarica. Infine, i risultati sono trasformati in raccomandazioni, rapporti e nuovi parametri operativi che, inviati alla batteria, si trasformano in adeguate configurazioni della stessa.

Massima sicurezza. Il cloud Bosch garantisce la massica sicurezza e protezione in ogni fase della trasmissione dei dati, ricorrendo alla crittografia end-to-end e adeguando il servizio alle esigenze del cliente. Il servizio comprende anche la fornitura dell’hardware, cioè della Tcu. Inoltre, in funzione del tipo di contratto, i dati sono resi disponibili sul cloud del cliente o in una sua applicazione (app, human machine interface o plancia).

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