Grande, ma non ingombrante. Ricca, pur senza pretendere di essere lussuosa. E soprattutto comoda, razionale, coerente: la "Signum" è un'originale interpretazione Opel sul tema della berlina da viaggio. Con una massiccia dose di coraggio, che ci vuole di questi tempi, la Casa tedesca ha allungato la "Vectra", l'ha impreziosita con accessori specifici (c'è anche il frigobar) e, soprattutto, le ha donato quella personalità che mancava.

Cosa cambia e dove? Il passo, per cominciare, è di ben 13 centimetri più lungo, il che significa maggior spazio per le gambe di chi sta dietro. Inoltre, i passeggeri posteriori siedono su poltroncine separate e hanno a disposizione l'intera larghezza dell'abitacolo per sole due persone. Già, sulla "Signum" si viaggia in quattro, come sulle superammiraglie di rappresentanza, benché sia comunque omologata per cinque.

Di questa vettura, caratterizzata da un abitacolo flessibile, adattabile, dallo spazio a bordo e dal confort, abbiamo provato la versione equipaggiata con il quattro cilindri turbodiesel da 92 kW-125 CV, ancora a pompa rotativa, e cambio automatico (optional). I ben noti limiti nelle prestazioni del motore non ci hanno impedito di valutare le caratteristiche dinamiche e il confort di marcia. Che sono di alto livello.

Le sospensioni assorbono efficacemente le asperità e le reazioni del comparto assetto-sterzo-telaio in seguito a una manovra d'emergenza sono ben gestite dall'elettronica (l'Esp è di serie). Anche in questi frangenti la "Signum" non si scompone e resta sempre controllabile.

Un consiglio: se avete deciso di comperarla, sceglietela con i sensori di parcheggio, ché gl'ingombri, in manovra, non sono facilmente percepibili.