La nuova "Freelander" è un'auto completamente trasformata, più di quanto la rivisitazione del design faccia presumere. La differenza rispetto alla precedente generazione si avverte soprattutto su strada. Qui emerge un lato sinora sconosciuto alla nuova sport utility Land Rover e cioè la sorprendente facilità e gradevolezza di guida, favorita sia dalla rapidità e prontezza dello sterzo, sensibile anche (persino troppo) ai piccoli angoli, sia dalla manovrabilità del cambio (a sei marce), oltre che dall'ottima risposta del brillante motore turbodiesel: un potente quattro cilindri di 2.2 litri e 160 CV, pieno anche in basso e, soprattutto, molto silenzioso.

Al minimo il motore si sente appena, e anche quando sale di giri, i decibel che penetrano nell'abitacolo risultano davvero modesti e, comunque, non rappresentano un disturbo anche quando si viaggia vicino alla velocità massima (183 km/h a 3200 giri/min). Fondamentale il contributo delle sospensioni, in grado di proteggere guidatore e passeggeri da qualsiasi tipo di sollecitazione, ma anche molto efficaci su asfalto. Che piacere impostare le traiettorie con questa "Freelander", sentirla affrontare il curvoni veloci senza titubanze, aggrappata al suolo in assetto perfetto. E che sorpresa quando ci si ferma al distributore per il pieno: senza particolari attenzioni si possono percorrere anche più di 10 chilometri con un litro di gasolio.

Solo conferme in fuoristrada, dove la vettura può ora far conto anche sul "Terrain Response", l?esclusivo dispositivo Land Rover che assiste il conducente nella guida off-road: una sorta di pilota automatico esperto in grado di cavarsela su qualsiasi tipo di fondo. Basta soltanto selezionare "neve", "fango", "sabbia" o "asfalto" con un comando sul mobiletto centrale perché la "Frelander2" adatti il suo comportamento, agendo su motore e freni, alle esigenze di motricità.