Con la sua "trasformabilità" tipica da coupé-cabriolet, la Renault Wind si presenta come un?auto di nicchia che si rivolge a una clientela giovane, e con un prezzo interessante: si parte dai 18 mila euro per la versione con il 1.200 da 100 CV. Compatta, ben equilibrata, ha un muso simpatico e una coda slanciata. Tutto in meno di 4 metri.

Posto guida. Ci si cala al volante con disinvoltura, si siede in basso, ma non troppo, col tetto a due dita dalla testa. Ciononostante, la visibilità di fronte e di lato è buona. Dietro, invece, bisogna fare i conti con il piccolo lunotto e i grandi montanti. Il sedile, ben sagomato, ha poggiatesta integrato regolabile a scatto, quindi difficile da calibrare, mentre il volante si può spostare solo su e giù. I più alti, quindi, toccano la corona con le ginocchia, mentre la pedaliera d?alluminio è piccola, poco spaziata e, soprattutto, molto scivolosa. Comoda la posizione del cambio, più confusa la distribuzione degli altri comandi. Qualcuno non si trova proprio, altri sono poco funzionali. Per la verità, è un po? tutta l?impostazione della plancia a deludere: spoglia e costruita con plastiche rigide da utilitaria, si concilia poco con il look esterno più curato. Solo il curioso cruscotto, d?evidente derivazione motociclistica, riesce a vivacizzare un po? l?insieme.

Interni. L?abitacolo è modellato sulle misure di due adulti di media statura e dentro c?è lo spazio che serve a una coppia per spostarsi con l?essenziale per un trasferimento di medio o corto raggio. Nulla di più. Pochi i vani e i cassettini, mentre i sedili, rivestiti di robusta pelle, sono ampi e accoglienti. A differenza delle altre auto con il tetto che si ripiega nel baule, la capacità di carico (più che discreta per due persone) non si riduce quando si viaggia a capote aperta. Infatti, il vano è separato dalla zona riservata al tetto rigido e ai meccanismi per il suo movimento.

Prestazioni. Al 1.600 aspirato si potrebbe chiedere qualcosa di più, soprattutto maggiore prontezza in basso, dove il 4 cilindri fatica un po? a prendere i giri con rapidità. Le percorrenze medie sono di circa 11 km/litro. Neanche male, considerate le caratteristiche del motore e la discreta massa in gioco (1.301 kg in condizione di prova). Su strada sconta sia la poca vivacità del motore ai medi regimi, che costringe a tirare a fondo le marce, sia il cambio dagli innesti contrastati poco propenso all?uso sportivo. Più convincente lo sterzo, sufficientemente preciso, ma non troppo diretto.

Confort L?insonorizzazione è modesta. A bassa e media velocità si avverte un sensibile rumore di rotolamento dei pneumatici, che scompare progressivamente, ma solo perché sovrastato dai decibel del motore. Al punto che si è costretti a tenere un po? più alti il volume della radio o il tono della voce.