La Nissan 370Z Roadster è un?auto di nicchia, per il divertimento e il tempo libero, per gente che privilegia look ed emozioni ed è disposta ad accettare qualche sacrificio. Perché, in quattro metri abbondanti di macchina, c?è posto per due sole persone, e con pochi bagagli al seguito. Poco spazio a bordo, ma tanti cavalli: quasi 330, erogati da un V6 a benzina, forte di molti pregi, ma non quello della parsimonia. E nemmeno il prezzo (attorno ai 50.000 euro nell?allestimento Lev2) appare alla portata di tutti. Anche se risulta competitivo, rispetto alle roadster firmate Mercedes o BMW.

Posto guida. Calarsi nell?abitacolo richiede una certa attitudine al contorsionismo, tuttavia, una volta preso posto, ci si accorge che lo spazio non manca e ci si adatta bene. Si sta seduti molto in basso, ma la visuale è più che buona. Merito della possibilità di regolare almeno di qualche centimetro l?altezza del sedile, dallo schienale ben profilato, inclinabile a piacimento: qui il comando è elettrico, come per l?escursione longitudinale. Anche il volante può essere regolato, ma a mano e solo in altezza, e ha la particolarità di trascinare con sé il cruscotto. Accanto alla pedaliera, infine, è stato previsto un ampio poggiapiede d?alluminio, provvisto di inserti di gomma antiscivolo. La 370Z è una due posti secchi, divisi da un generoso tunnel. Accurata pure la scelta delle plastiche per la plancia e della tela per la capote, mentre lo spazio di solito riservato ai classici strapuntini non è stato sfruttato per ampliare il bagagliaio, ma per far posto alla capote ripiegata.

Come va. Il V6 di 3.7 litri non ha la cattiveria di certi turbo, ma sfrutta l?abbondante cubatura per spingere forte e con progressione regolare fino alla zona rossa del contagiri. La risposta è sempre pronta, l?allungo è notevole e la ripresa brillante, anche in sesta. Il responso del cronometro lo conferma con uno "0-100" in 5,9 secondi che diventano 14,5 da 70 a 120 km/h. In autostrada a velocità da codice si sfiorano i 10 con un litro, così come sui percorsi extraurbani, mentre in città le medie calano bruscamente. Ma le preoccupazioni per i consumi svaniscono non appena si dà voce al V6, abbinato a un cambio un sei marce con corsa corta e innesti secchi. Peccato soltanto per la pesantezza della frizione da quasi 15 chili. Lo sterzo, prontissimo e millimetrico, è da maneggiare con cura per la sensibilità del retrotreno. Quasi perfetti, infine, i freni.

Confort. A bordo la 370Z non si può certo definire un comodo salotto. I disturbi che filtrano nell?abitacolo sono di vario tipo. Oltre al motore - fastidio comunque relativo - è alta la presenza di decibel imputabili all?aerodinamica. L?assetto rigido, infine, complici le gomme superribassate (245/40 davanti, 275/35 dietro) trasmette ogni tipo di sollecitazione agli occupanti. Ma il sacrificio si accetta volentieri appena compaiono le prime curve e ci si lascia inebriare dal piacere della guida.