Volvo serie 400
I MOTORI DELLA VOLVO SERIE 400 USATA
La portabandiera della Volvo Serie 400, ossia la Volvo 480, si trova di seconda mano con tre motorizzazioni. Due sono aspirate e una è turbocompressa. Quelle più datate nascono sulla base della medesima unità. È un quattro cilindri 1.7 a benzina di origine Renault abbastanza ordinario. È infatti un monoalbero a due valvole alimentato a iniezione, strutturalmente identico a quello della Volvo 360. La variante più tranquilla ha 109 CV, mentre quella sovralimentata arriva nella migliore delle ipotesi a quota 122 CV. Non fa meglio la 480 con motore 2.0, che si ferma a soli 106 CV. Che la sportività del modello sia relativa lo dimostra anche la semplicità dello schema scelto per le sospensioni. Sotto la carrozzeria si nascondono un avantreno MacPherson e un retrotreno ad assale rigido con barra Panhard. La 480 è stata la prima Volvo della storia a trazione anteriore. Questa è spesso abbinata a un cambio manuale ma non mancano gli esemplari automatici.
PRO E CONTRO DELLA VOLVO SERIE 400 USATA
Continuando a focalizzarsi sulla 480 più che sulla intera gamma Volvo Serie 400, uno degli indiscussi punti di forza della coupé scandinava è la buona accoglienza riservata al pilota e ai suoi compagni di viaggio. Tutti e quattro i passeggeri trovano posto su sedili ampi, soffici e ben profilati. Il posto di guida permette di allungarsi bene, anche se la seduta rimane sempre un po’ distante dal pavimento. il rovescio positivo della medaglia è rappresentato da una buona visibilità, sia in marcia sia in manovra. Su strada l’assetto privilegia la precisione di guida, con la coda che fatica a copiare le buche più secche e lascia spazio a qualche reazione nelle manovre d’emergenza. Lo sterzo, servoassistito, è leggero, mentre con i freni serve sviluppare un minimo di affiatamento. La corsa del pedale è lunga, spugnosa e il mordente non entusiasma. Alcuni esemplari sono peraltro privi di Abs.