ISCRIVITI GRATIS
Ricevi gratis la rivista Fleet&Business e la Newsletter
Quattroruote Fleet&Business è la nuova rivista firmata Quattroruote pensata per chi, all’interno delle società, si occupa della mobilità del loro personale e della gestione dei veicoli aziendali.

con il supporto di
Aziende

Economia
Il welfare aziendale spinta per il rilancio

Economia
Il welfare aziendale spinta per il rilancio
Chiudi

Welfare aziendale come opportunità di rilancio per l’economia italiana. Capace di integrare la crescita di produttività dei lavoratori e la loro transizione sociale, da cavalcare perché “dobbiamo essere ambiziosi, visto che ora abbiamo le risorse grazie al Recovery plan”, come afferma Debora Serracchiani, presidente della XI commissione Lavoro pubblico e privato intervenuta alla presentazione, rigorosamente online, del quarto Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato con il contributo di Credem, Edison e Michelin. “Una storia italiana positiva, che trova un’inedita convergenza tra mondo datoriale, quello della politica e dei lavoratori”, commenta il responsabile aree politiche sociali del Censis Francesco Maietta, che sottolinea però come vi sia una forte dicotomia di sentiment tra aziende e lavoratori: “L’87% delle aziende guarda con ottimismo la ripresa dopo la pandemia”, con il 62,2% che se la sta “cavando bene”, malgrado il 68,7% “abbia subito perdite di fatturato”. Proprio il fatturato, secondo il 76% delle aziende interpellate, sarà l’obiettivo primario per il post-emergenza, assieme alla sfida digitale (al 36,2%). Di tutt’altro tenore, invece, l’attitudine dei lavoratori: 9,4 milioni dipendenti del settore privato preoccupati sul futuro della propria occupazione. In particolare, sono 4,6 milioni quelli che temono di andare incontro a una riduzione del reddito, mentre 4,5 milioni prevedono di dover lavorare più di prima, circa 4,4 milioni hanno paura di perdere il posto e di ritrovarsi disoccupati e 3,6 milioni di essere costretti a cambiare lavoro. 

La soluzione welfare. Si tratta, come emerge dal convegno, di timori che il welfare aziendale può certamente lenire. Il rapporto Censis-Eudaimon stima che, se tutte le aziende private adottassero i protocolli di welfare aziendale già in essere in altre realtà, soprattutto quelle grandi, il valore economico che ne deriverebbe potrebbe arrivare a ben 53 miliardi di euro, di cui 34 miliardi per le aziende, tra vantaggi fiscali e incrementi di produttività, e 19 miliardi per i lavoratori, che godrebbero così di circa una mensilità in più all'anno. Per l'87,2% delle aziende il welfare aziendale sarà sempre più importante in futuro: per il 52% perché migliorerà la coesione interna di organici sempre più diversificati nelle modalità di lavoro, per il 35,2% perché renderà disponibili servizi di welfare utili e strumenti di formazione per trasferire nuove competenze ai lavoratori. “Il tema deve entrare anche nella riforma delle politiche attive. La formazione e la riqualificazione dopo l’emergenza sanitaria saranno essenziali, così come la conciliazione dei tempi vita privata-lavoro, con spostamenti e smart working in primo piano”, ricorda Serracchiani.

Sanità, previdenza e servizi. Proprio il tema dei trasporti, secondo il neo segretario Cisl Luigi Sbarra, insieme a mensa e temi legati alla scuola, è il secondo punto di welfare tra i più negoziati, dopo i fondi integrativi, soprattutto quelli sanitari e previdenziali, e quelli per la formazione. “Come Osservatorio Cisl, da dieci anni abbiamo raccolto dati su oltre 16 mila accordi di secondo livello, che riguardano principalmente cinque temi principali: fondi integrativi, trasporto e scuola, ma anche sistemi di integrazione al reddito (buoni benzina, anticipi di Tfr eccetera, ndr), riduzione dell’orario di lavoro e sua conciliazione in caso di lavoro agile e, infine, servizi personali”, spiega Sbarra. Uno strumento come quello del welfare aziendale, quindi, può rivelarsi decisivo, ma solo se - argomenta l’amministratore delegato Eudaimon, Alberto Perfumo - “sia aderente alle esigenze reali delle persone, andando a toccare la protezione sanitaria, i loro percorsi formativi,  gli aiuti sociali, in particolare per i figli; sia accogliente, ovvero il più personalizzabile possibile, che abbia insomma una funzione di coaching; che faccia bene in primis alle aziende e ai lavoratori, ma che estenda il suo beneficio anche al territorio, coinvolgendo gli attori locali, il terzo settore e quello pubblico”. 

COMMENTI