Lynk&Co non è un marchio come gli altri e, per rendersene conto, basta entrare nella sua casa. Che non è il classico concessionario ma un un vero e proprio locale, dove guardare le auto diventa un di cui: l’ennesimo tassello di un approccio all’automotive anticonvenzionale, balzato alle cronache per l’unicità di offrire le vetture in abbonamento in stile Neflix o Spotify (puoi entrare e uscire dalla sottoscrizione con la massima flessibilità) in alternativa alla vendita (diretta, attraverso il web). Tuttavia, i tempi cambiano e per il brand più progressista del gruppo Geely, passato nel frattempo sotto il controllo della Zeekr, scatta l’esame di maturità: “Dobbiamo aprire nuovi canali, e perciò ci appoggeremo ai retailer. Anche per avvicinarci a un mercato che, nei segmenti da noi presidiati, è ancora guidato dalle grandi flotte” ha detto il ceo Nicolas Lopez Appelgren, che abbiamo incontrato nel Club di Milano in un evento per la stampa.
Si punta soprattutto sul plug-in. La gamma di Lynk&Co – marchio cinese, ma piuttosto indipendente nelle sue attività europee, coordinate nel “polo scandinavo” di Geely, a Göteborg, vicino alla Volvo – conta oggi tre modelli. Quello d’esordio, la 01, è una Suv ibrida di segmento C da poco aggiornata con un importante restyling; poi c’è la 02, prima elettrica del brand: una suvcoupé leggermente più compatta, lanciata sul finire dell’anno scorso; in estate andrà ad aggiungersi la 08, sport utility di 4,8 metri mossa da un powertrain plug-in, ma capace di percorrere fino a 200 km a corrente. Soprattutto la prima e la terza potrebbero fare gola al mercato flotte, spalleggiate da un’adeguata strategia: “Con le prime generazioni di prodotto abbiamo avuto delle difficoltà nel controllare il valore residuo – spiega Lopez Appelgren –, oltre che qualche intoppo nei trasporti che ha dilungato i tempi di consegna. Il primo aspetto adesso è migliorato; il secondo lo risolviamo entrando nel sistema di distribuzione della Volvo”.
L’accordo con Volvo. L’obiettivo è di passare da 9 a 20 dealer in Italia entro la fine dell’anno, sviluppando la presenza nel centro-nord per poi andare anche verso sud. “Il contratto con Volvo (esclusivo, ndr) è una soluzione vantaggiosa per entrambi i marchi”, continua l’amministratore delegato. “Per Volvo è un giusto complemento, dal momento che porteremo nelle loro concessionarie clienti mediamente più giovani. A noi permette invece di appoggiarci, per la logistica e l’assistenza, a una struttura consolidata. I due brand, poi, hanno una base tecnologica per molti aspetti comune”. La vendita, invece, avverrà in locali dedicati della medesima struttura, probabilmente anche con accessi separati.
La durata media di un abbonamento? 18 mesi. Malgrado la specialità della casa sia l’abbonamento flessibile, che ha permesso alla Casa di farsi conoscere dai clienti, nei suoi primi quattro anni d’attività la Lynk&Co ha registrato, in Italia, contratti di una lunghezza media di 18 mesi: una durata che permette di guardare con fiducia al canale b2b, per il quale la Casa offre soluzioni ad hoc basate sul captive leasing. “Stiamo organizzando molti test drive con i fleet manager perché il problema, spesso, è solo farsi conoscere. Poi il gioco è fatto”. Anche grazie alla possibilità di offrire mezzi in stock, con allestimenti (due, Core e More) completi e "chiusi" nelle dotazioni (gli optional tendono allo zero). Che facilitano le pratiche di ordine e consegna alle aziende.
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