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Guida autonoma
In Europa cade il tabù ma serve ancora tempo

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In Europa cade il tabù ma serve ancora tempo
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Il 14 luglio 2022 fa segnare un decisivo passo in avanti verso la guida autonoma: entra, infatti, in vigore la modifica della convenzione di Vienna, recepita dall’Unione Europea, che apre all’assenza di conducente per i veicoli in movimento. Il testo recita che “il requisito che ogni veicolo o combinazione di veicoli in movimento deve avere un conducente è considerato soddisfatto quando il veicolo utilizza un sistema di guida automatica, a patto che questo sia conforme alle regolamentazioni tecniche nazionali”.

Ammesso solo lane keeping. Tuttavia, l’apertura alla guida autonoma da parte della convenzione internazionale, l’atto che disciplina la circolazione stradale a cui aderisce la maggior parte dei Paesi del mondo, non significa che da oggi i veicoli a guida autonoma potranno circolare sulle strade italiane o europee. Anzi: le norme tecniche internazionali hanno attualmente disciplinato solo il sistema automatizzato di mantenimento della corsia, il cosiddetto Alks, Automatic lane keeping system (Regolamento UNECE n. 157). La norma, entrata in vigore il 22 gennaio 2021, non solo impone la presenza del conducente sul veicolo, prevedendo in ogni situazione “la possibilità di una transizione sicura alla guida manuale”, ma contiene anche numerose limitazioni. In pratica, il sistema automatizzato di mantenimento della corsia “può essere attivato in determinate condizioni sulle strade nelle quali è vietato l’accesso a pedoni e ciclisti e che possiedono una separazione fisica che divide la carreggiata nelle due direzioni di marcia impedendo al traffico di incrociare la traiettoria del veicolo. In una prima fase il testo originale del presente regolamento limita la velocità operativa delle autovetture a massimo 60 km/h”.

Mancano le norme tecniche. Insomma, un passo in avanti verso la guida assistita di livello 3, che in certe situazioni consentirà al conducente di togliere le mani dal volante, ma la strada che porterà all’eliminazione di quest’ultimo dalle macchine è ancora molto lunga. Il fatto, però, che la convenzione internazionale consideri soddisfatto il requisito della presenza del conducente con la disponibilità di un sistema di guida autonoma ne è la necessaria premessa normativa. Spetterà adesso alla tecnologia e, a valle, alle autorità di regolazione tecnica, stabilire i prossimi step. Che, peraltro, non potranno prescindere da un adeguamento delle norme che, in ciascun Paese, disciplinano la circolazione stradale.

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