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Concept estreme
Il "disastro annunciato" della Tuono, la pazza elettrica che Automobili Amos non ha osato costruire

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Automobili Amos, atelier varesino specializzato in restomod della Lancia Delta Integrale, rinata nella Futurista e nella Safarista, ha svelato su Instagram il Progetto Tuono, una hatchback sportiva completamente elettrica, progettata nel 2020 e mai concretizzata.

Un progetto "folle"

A raccontare la storia di quel "folle progetto" è Carlo Borromeo, fondatore dell'azienda insieme a Eugenio Amos. "È un'auto che non si è mai concretizzata, ma a cui siamo legati con tutto il cuore", spiega Borromeo. Per Automobili Amos, si trattava della prima elettrica "nata da un foglio bianco: all'epoca sembrava la cosa giusta da fare, tutto sembrava muoversi in quella direzione". E invece no.

Il "disastro annunciato" della Tuono, la pazza elettrica che Automobili Amos non ha osato costruire

"Nel giro di due anni", racconta Automobili Amos, insieme al loro partner storico Podium Advanced Technology, "abbiamo progettato un nuovo pianale e un nuovo powertrain. Abbiamo anche creato e brevettato un sound generator tutto nostro". La Tuono era una grande sportiva con le forme di una hatchback, in grado di "trasmettere quel tipo di esperienza di guida che Eugenio apprezza da matti".

Il "disastro annunciato" della Tuono, la pazza elettrica che Automobili Amos non ha osato costruire

Poi la realtà si è fatta sentire, con tutta la sua irruenza. La Tuono era un progetto "finanziariamente molto difficile", spiega la Amos, dato dalla "complessità gestionale di realizzare una vettura da zero", con l'aggiunta di un periodo di "sempre maggior incertezza verso il mondo dell'elettrico. Avremmo solo creato un bellissimo disastro".

Il "disastro annunciato" della Tuono, la pazza elettrica che Automobili Amos non ha osato costruire

Look da regina del fuoristrada

Nei prossimi giorni avremo modo di scoprire più da vicino cos'è stata e cosa sarebbe potuta diventare la Tuono. Le immagini che abbiamo ricevuto da Automobili Amos mostrano una sportiva di grandi dimensioni, con forme da hatchback, enormi passaruota che ospitano ruote da fuoristrada (con doppi ammortizzatori) e una notevole altezza da terra. I quattro fari tondi (un richiamo alla Delta?) sono carenati e coperti da un elemento trasparente che attraversa tutto il muso, in grado di proiettare immagini (come la scritta "LEVATI" al contrario, da far leggere nello specchietto di chi precede la Tuono).

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Gli specchietti retrovisori nei parafanghi sono a scomparsa, e nel cortissimo cofano è ricavata una presa d'aria. Il tetto è scavato al centro e termina in un grande spoiler sopra il lunotto. Di grande impatto anche la firma luminosa posteriore, con tre strisce luminose che attraversano la coda da una parte all'altra.

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Ha un pulsante per chiedere strada

All'interno trovano posto quattro sedute sportive con guscio avvolgente e un piano bagagli con due casse affogate nel pavimento e una finitura simil-legno. Davanti al conducente un volante a tre razze dalla forma incassata, inserti ancora in legno per la zona delle mani e due pulsanti: uno per attivare la modalità Boost e un altro per accendere la scritta "Levati" sul muso.

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Dietro il volante c'è un sottile quadro strumenti digitale, senza schermo dell'infotainment centrale: come si vede nei progetti, tutti i comandi sono fisici, all'interno del mobiletto centrale, coperti da un poggiagomiti. In uno dei bozzetti, l'elemento che collega il bracciolo alla plancia avrebbe dovuto ospitare un grande schermo a LED. Sul pannello porta del conducente sono presenti i comandi per i finestrini elettrici, per la regolazione degli specchietti e non uno, ma due tasti per il baule. Chissà a cosa servivano. Glielo chiederemo.

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