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Studio Areté
Tra gli italiani troppa confusione sugli incentivi

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Tra gli italiani troppa confusione sugli incentivi
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L’automobile rimane il mezzo di trasporto preferito per almeno il 70% degli italiani ed esiste un corposo bacino di potenziali clienti disposti ad acquistare un nuovo veicolo già entro la fine dell’anno. Tuttavia, quando si tratta di cambiare la propria auto, tra i cittadini del Belpaese regna grande confusione. È questo il risultato di un sondaggio condotto dalla società di marketing strategico Areté, su un campione rappresentativo di italiani di qualsiasi età e regione.

Il bacino potenziale. Lo studio mostra, innanzitutto, come l’auto personale rappresenti il mezzo preferito per gli spostamenti abituali per il 70% degli intervistati (rispetto all’analoga ricerca effettuata a luglio non è intervenuta nessuna variazione). L’8% opta per i mezzi pubblici, il 6% per le bici, il 4% per gli scooter e le moto, mentre non decolla il car sharing, ancora fermo al 3%. Inoltre, il 12% degli intervistati ritiene possibile sostituire o acquistare un’auto già entro la fine dell’anno, il 39% tra 6-12 mesi e il 34% dopo un anno. Esiste dunque un bacino di clienti che, però, rischia di non poter essere sfruttato dal settore automobilistico: pesa non solo la scarsa disponibilità di prodotto legata alla crisi dei chip, ma anche il rapido esaurimento degli incentivi alla rottamazione.

Gli incentivi, questi sconosciuti. Tra l’altro, sulle agevolazioni la confusione regna sovrana, o quasi: il 37% degli intervistati non ha chiare le modalità per accedere agli incentivi e il 6% non sa neanche cosa siano. Inoltre, il 46% ritiene che i sussidi messi a disposizione dal governo non siano sufficienti per spingere le rottamazioni e gli acquisti di veicoli meno inquinanti. Dunque emerge un certo grado di scetticismo. Eppure, gli incentivi e, in generale, la questione dei prezzi sono tra i principali fattori di scelta tra gli italiani. Alla domanda “cosa ti spingerebbe oggi ad acquistare un’auto?”, il 39% ha risposto “più incentivi”, il 15% “prezzi più accessibili”, il 12% “supervalutazione dell’usato” e il 5% "rate di finanziamento o canoni di noleggio più convenienti". In sostanza, la leva del prezzo pesa per il 71%, mentre le diverse tipologie di alimentazioni non rappresentano per ora un fattore rilevante: solo il 23% chiede maggior chiarezza sulle ibride o le elettriche.

Meglio il nuovo. Inoltre, l’eventuale acquisto sarebbe indirizzato sul nuovo piuttosto che sull’usato: il 71% preferirebbe comprare un veicolo di prima immatricolazione, a fronte del 58% di luglio. Tra questi, oltre il 50% è attratto dalle motorizzazioni elettrificate e dalle nuove tecnologie, mentre solo il 24% lo farebbe per sfruttare gli incentivi e il 16% per scarsa fiducia nel "seconda mano". Solo per il 6% conta il modello. Invece, tra gli acquirenti dell’usato, il risparmio è il fattore di scelta principale nel 37% dei casi, ma c’è anche chi (16%) cerca di sfruttare l’occasione per salire di categoria a prezzi vantaggiosi. Di certo c’è poca chiarezza anche sull’esistenza di nuovi incentivi per l’auto usata: solo 3 intervistati su 10 ne sono a conoscenza o hanno capito il loro funzionamento. Eppure, il 79% li prenderebbe in considerazione per compare una Euro6 usata.

Trionfa l’ibrido. Quanto all’alimentazione, il 52% degli intervistati, nel caso di acquisto di un’auto, sceglierebbe l’ibrido, a fronte del 29% ancora legato alle endotermiche tradizionali e del 19% propenso a scommettere sull’elettrico. I motivi per cui si scelgono motorizzazioni elettrificate sono i più disparati, ma, fondamentalmente, il risparmio economico trionfa sulle tematiche ambientali: il 56% punta, infatti, a risparmiare sul carburante, sui consumi o sui costi di manutenzione, mentre solo il 30% lo farebbe per non inquinare. Restrigendo il campo al solo elettrico, gli italiani si dimostrano sempre scettici: per il 27% mancano sufficienti infrastrutture per la ricarica, per il 16% costano troppo, per il 13% non sono efficienti per le lunghe percorrenze e per il 12% è eccessivo il tempo per la ricarica. Infine, solo il 7% ritiene che i veicoli a batteria andranno a sostituire completamente diesel e benzina.

COMMENTI

  • Carino il report di Aretè, lo definisco così per restare neutrale. Ma nei risultati non hanno menzionato le incertezze del periodo in cui viviamo, le quali rendono il secondo acquisto più importante degli italiani (il primo è la casa) un passo molto soppesato e posticipato. La soluzione sarebbe quella di creare un sistema di incentivi strutturali per il rinnovo parco circolante. In modo tale che chiunque e in qualunque momento possa sempre accedervi, senza doversi preoccupare di eventuali esaurimenti e modalità di accesso che cambiano da incentivo ad incentivo. 4R perchè non ve lo inventate voi un incentivo strutturale completo e dettagliato, e poi lo sottoponente al Governo... magari pubblicandolo sulla rivista.