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Regione Lombardia
Premiati gli eroi della sicurezza stradale

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Premiati gli eroi della sicurezza stradale
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Per la quinta volta in sei anni (nel 2020 l’evento non si è tenuto a causa della pandemia) la Regione Lombardia ha organizzato, nella sua sede milanese, una giornata consacrata alla sicurezza e alla fraternità della strada: un momento voluto dall’amministrazione territoriale per tributare un giusto riconoscimento a chi, sulla rete viaria regionale, si è distinto per aver operato con competenza, sensibilità e coraggio, salvando vite umane, spesso purtroppo mettendo a rischio o addirittura perdendo la propria. Non c’è retorica - si badi bene - in una giornata come questa: lo hanno dimostrato, sul palco dell’Auditorium Giovanni Testori, le parole e i gesti dei premiati e delle famiglie di chi, privato dei propri cari da tragiche circostanze verificatesi nell’adempimento del lavoro, ha ritirato il simbolico attestato di benemerenza. Piuttosto, c’è la consapevolezza di quanto ancora, nonostante gli indiscutibili progressi registrati, si debba fare per migliorare il quadro complessivo da questo punto di vista: nel 2020, infatti, nonostante il lungo periodo primaverile di lockdown totale e le successive restrizioni alla mobilità, sulle strade lombarde si sono registrati 19.964 incidenti gravi (rilevati, cioè, dalle forze dell’ordine), che hanno causato 317 vittime e 25.940 feriti, per un costo sociale stimato in 1,8 miliardi di euro. Negli ultimi 10 anni, del resto, in Lombardia hanno perso la vita per incidenti stradali 5.105 persone: è come se fosse scomparso un intero comune delle dimensioni tipiche di questo territorio. E c’è un nuovo e recente fenomeno che crea inquietudine: secondo i dati citati nella sua introduzione alla giornata da Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza, il personale dell’Areu, cioè dell’Agenzia regionale emergenza urgenza, è intervenuto 849 volte nel solo primo semestre del 2020 per traumi dovuti a incidenti con monopattini elettrici. Un’ecatombe che sta assumendo dimensioni allarmanti, rispetto alla quale il recente intervento di modifiche legislative ha introdotto solo modesti palliativi.

Comunicare è importante. Partendo da queste premesse, la Regione Lombardia ha attribuito dei riconoscimenti simbolici a chi, negli ultimi anni, si è prodigato per comunicare i valori inerenti la sicurezza stradale. Le targhe sono andate innanzitutto all’Automobile Club Milano, presente con il presidente Geronimo La Russa, e all’Inail per un importante progetto, portato avanti nelle aziende del territorio: oltre 1.400 lavoratori sono stati raggiunti con 40 incontri formativi, tenuti presso società di tutte le dimensioni, da colossi come l’IBM e le Coop o grandi enti ospedalieri fino alle numerose Pmi che permeano il tessuto produttivo locale. 10.500 sono stati, invece, gli studenti delle scuole di secondo grado di 12 province lombarde coinvolti nell’attività formativa organizzata dalla Regione in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, anche mediante 12 eventi dal vivo, realizzati per far toccare con mano ai ragazzi dinamiche e drammaticità delle conseguenze di certi comportamenti stradali. Il riconoscimento è andato, in particolare, ai dirigenti scolastici dell’Istituto superiore Giovanni Falcone di Gallarate (VA), che si sono prodigati nell’attuazione del progetto.

Il nostro ruolo. Nell’occasione, la Regione Lombardia ha voluto sottolineare anche i meriti di Quattroruote nella creazione di una cultura della sicurezza stradale, sottolineando nelle motivazioni del premio per la comunicazione, ritirato sul palco dal vice direttore Laura Confalonieri, come “in tanti anni di attività il mensile abbia realizzato diverse campagne di sensibilizzazione degli utenti per una guida corretta e rispettosa delle norme, sostenendo inoltre istanze per il miglioramento della sicurezza passiva e attiva dei veicoli”. Un approccio ispirato a Quattroruote dal suo fondatore Gianni Mazzocchi, messo in atto nelle pagine della rivista fin dal primo numero del febbraio 1956.

Eroi quotidiani. La commozione ha, infine, avvolto la sala del palazzo regionale al momento della consegna degli attestati consacrati alla memoria degli operatori delle forze dell’ordine e dei volontari delle associazioni di soccorso che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro compiti: carabinieri, agenti di polizia locale e anche un tassista, Giuseppe Allegri, impegnato a trasportare medici e infermieri dell’ospedale San Paolo durante i giorni terribili del picco della pandemia e, a sua volta, vittima del Covid. Applausi calorosi hanno poi salutato la consegna di innumerevoli attestati di benemerenza e delle menzioni speciali a operatori delle forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari delle associazioni di soccorso che, con il loro operato, hanno salvato vite umane: chi estraendo persone in pericolo da auto intrappolato nei (troppi) sottopassi e gallerie allagate, chi portandole al riparto da veicoli in fiamme o fermatisi in posizioni pericolose a seguito d’incidenti, chi ancora convincendo persone pronte al suicidio a desistere dal proprio intento. Tutti eroi del nostro quotidiano, al quale dobbiamo essere enormemente grati.

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