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Industria e Finanza

Bain & Company
Consolidamento in corso, ma in Cina e tra i produttori di componentistica

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Da anni si parla di un processo di consolidamento all’interno del settore automobilistico: tuttavia, con la sola eccezione della fusione tra Fiat Chrysler e PSA che ha dato vita a Stellantis, sono ben poche le operazioni tra i costruttori più noti. Stando a una ricerca della società di consulenza Bain & Company, però, la macchina dell’M&A non si è fermata neanche durante il 2020, sebbene abbia riguardato sostanzialmente la Cina e i produttori di componentistica. In particolare, dal 2015 al 2019, il volume delle transazioni globali è aumentato da 32 a 75 miliardi di dollari (circa 62 miliardi di euro), per un valore unitario in media di 1,4 miliardi di dollari (+50%). 

Il 2020. Nel 2019 sono state realizzate 54 transazioni da oltre 100 milioni di dollari l'una, mentre l'anno scorso, nonostante la crisi dovuta al coronavirus e la conseguente recessione, ne sono state effettuate 35 (solo sei nel secondo trimestre), per un volume totale di 25,8 miliardi. "Nelle transazioni avvenute dal 2015 a oggi, i più attivi sono stati senza dubbio i componentisti, in tutti i continenti. La loro quota del numero totale di operazioni varia dal 45% della Cina al 73% del continente americano. Solo in Cina le Case automobilistiche hanno una percentuale comparabile a quella dei componentisti. Ed è proprio in Cina e in tutta la regione Asia-Pacifico che le società tecnologiche stanno ora intervenendo sempre più in operazioni di fusione e acquisizione", spiega Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company. Lo studio evidenza anche un cambiamento nelle finalità delle operazioni: la ricerca di economie di scala giustificava due terzi delle transazioni nel 2016 e solo il 39% nel 2019. Gli accordi di "scopo" (finalizzati all’espansione e all’acquisto di competenze) sono invece saliti al 61% nel 2019 e al 75% nel 2020, a dimostrazione della necessità per le aziende di reagire ai cambiamenti in atto nel settore della mobilità ampliando il loro raggio d'azione. 

Potenziale inespresso. In ogni caso, il potenziale di consolidamento dell’industria automotive è ancora lontano da quello di altri settori (per esempio quello sanitario, informatico o elettronico), dove le aziende stanno arricchendo il proprio know-how con investimenti, acquisizioni e partnership volte ad accelerare i cicli di sviluppo e ad abbreviare così i tempi di lancio di un nuovo prodotto. Seguendo l'approccio tradizionale di fare affidamento principalmente sui propri reparti di R&D, le Case e i componentisti stanno ormai raggiungendo il limite, mentre vi è una crescente necessità di guidare progetti di innovazione al di là del tradizionale perimetro aziendale, in modo da sviluppare nuove tecnologie e assumere specialisti con l'aiuto di investimenti non organici. "In questo contesto", conclude Di Loreto, "le competenze in M&A, a lungo sottovalutate nel settore, stanno acquisendo un'importanza significativa anche nell’ambito automobilistico e stanno diventando parte integrante delle strategie aziendali. In tempi di disruption, le strategie devono concentrarsi ancora più del solito su nuove aree di business, cioè su quei segmenti di mercato o di prodotto in cui sono leader i rispettivi candidati all'acquisizione. Acquisizioni e investimenti azionari possono aiutare le case automobilistiche e i componentisti, nonché i fornitori di servizi, a raggiungere una posizione di vertice o ad ampliarla".

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