Industria e Finanza

Renault
Addio alla sede di Boulogne-Billancourt

Renault
Addio alla sede di Boulogne-Billancourt
Chiudi

La Renault dice addio alla sua sede ormai storica di Boulogne-Billancourt. La Casa della Losanga ha deciso di abbandonare gli attuali edifici, occupati da oltre 20 anni, per trasferirsi in una nuova struttura, situata in una località sempre del dipartimento dell'Hauts-de-Seine, nella regione dell'Île-de-France. Il trasferimento rientra all’interno di un più ampio programma di razionalizzazione delle proprietà immobiliari, volto a ottenere risparmi per almeno 60 milioni di euro l’anno tramite la dismissione della metà degli attuali uffici entro il 2025 (è prevista la riduzione degli spazi occupati da attività direzionali e di servizio da 450.000 a 250.000 metri quadrati).

Taglio dei costi. A tal fine, l’azienda transalpina ha avviato da tempo la ricerca di una sede più economica e più adatta ai nuovi metodi di lavoro, basati anche sullo smart working: la direzione ritiene che la Renault occupi spazi ormai sovradimensionati rispetto alle effettive esigenze e al loro utilizzo, visto che già prima della pandemia il 20% delle postazioni di lavoro a Boulogne-Billancourt risultavano vacanti. La sede sarà abbandonata entro la prossima estate, ma per inaugurare la nuova bisognerà aspettare diversi mesi, dal momento che le autorità locali non hanno ancora concesso i permessi di costruzione dell’edificio scelto dalla Renault. Nel mentre, gli impiegati saranno distribuiti in altri uffici del gruppo a Boulogne-Billancourt. Il trasferimento rappresenta l’ennesimo ridimensionamento della presenza della Losanga nella cittadina alle porte di Parigi, dove il fondatore Louis Renault avviò nel 1898 la sua prima officina meccanica. Il gruppo, che un tempo possedeva l’intera area meridionale di Boulogne-Billancourt, ha abbandonato nel 1992 lo stabilimento dell'Ile Seguin, famoso per occupare interamente la superficie di un’isola sulla Senna e raso al suolo nel 2004, e ha poi ceduto i terreni limitrofi e altri edifici tra il 2001 e gli anni successivi.

Gli impegni con i sindacati. Il programma di razionalizzazione delle proprietà immobiliari è, tra l’altro, uno dei temi al centro delle trattative con i sindacati sul nuovo contratto collettivo di lavoro per il triennio 2022-2024. La Renault ha già fornito nei giorni scorsi le prime indicazioni sul fronte occupazionale: il taglio, tramite uscite volontarie, di duemila dipendenti nell’engineering e nelle funzioni di supporto sarà accompagnato dall’assunzione di 2.500 nuove figure professionali e da corsi di formazione e riqualificazione per 10 mila ore. Ora sono arrivate nuove conferme sull’intenzione dell’azienda di porre la Francia al centro delle strategie industriali del gruppo, assegnando nove veicoli elettrici alle fabbriche transalpine e puntando a produrre oltre 700.000 veicoli l’anno. La Renault ha anche espresso l'intenzione di preservare i centri tecnici di Lardy e Aubevoye, nonché i suoi siti industriali e logistici.

COMMENTI

  • Direi che l'impatto mediatico e di sostanza è certamente meno clamoroso di quando a suo tempo l'allora PSA vendette la prestigiosa sede di Av. de la Grande Armée (per chi non conosce Parigi è la prosecuzione dopo l'Arc de Triomphe dei famosi Camps Elysèes, giusto per capire la centralità del luogo) per trasferirsi in periferia, e la dismissione attuale degli storici uffici di Via Nizza al Lingotto, operata da FCA/Stellantis...
     Leggi le risposte
  • Dove lavoro hanno ridotto le postazioni di lavoro a circa l'80% del numero degli impiegati, nessuno più ha un posto proprio (dirigenti e CEO compresi), i "normali" lavoratori hanno 1-2 giorni di lavoro da casa, i tecnici sono quasi sempre in giro, gli informatici sono quasi sempre a casa. Tutto funziona bene. I problemi di accettazione sono scomparsi dopo un paio di mesi. Qualcosa va affinato. Credo che tante grosse aziende faranno lo stesso. L'azienda risparmia costi di immobili, il traffico ne guadagna, il lavoro viene fatto lo stesso.
  • buttiamo un po di acqua sui fuochi locali