La Deutsche Umwelthilfe (Duh) va ancora all’attacco del settore automobilistico nonostante le sconfitte subìte negli ultimi anni, anche (se non soprattutto) nelle aule giudiziarie. Stavolta, l’associazione ambientalista tedesca ha messo nel mirino la Mercedes-Benz, affermando di aver scoperto "otto nuovi dispositivi illegali per la manipolazione delle emissioni inquinanti" (i cosiddetti defeat device) in una Classe E diesel. Rivelazioni smentite non solo (come è ovvio) dal costruttore, ma anche dalla stessa motorizzazione tedesca, per cui non ci sono novità rispetto a quanto emerso (e corretto) nel corso di una precedente campagna di richiamo.

Il test. L’analisi è opera di Felix Domke, esperto di software automobilistici, già consulente dell’autorità federale dei trasporti Kba e di una commissione d’inchiesta del Parlamento tedesco. Provando una Mercedes E350d BlueTec del 2016, testata in condizioni di guida reali, l’esperto ha riscontrato una riduzione delle attività di trattamento dei gas di scarico da parte del catalizzatore Scr, con il contestuale aumento delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) fino al 500%: nello specifico, sei degli otto dispositivi rilevati nel test sarebbero direttamente collegati al sistema Scr e andrebbero a ridurre la quantità di AdBlue utilizzato per abbattere le emissioni (in un caso, il sistema si sarebbe completamente disattivato guidando in modalità Sport), mentre gli altri due interesserebbero il sistema di ricircolo dei gas di scarico. Il test è stato condotto su un solo veicolo, ma per la Duh i risultati sono rilevanti per tutti i modelli dotati della stessa tipologia di motore, il sei cilindri OM642 montato anche su altri modelli tra cui GLC, GL e Classe G e S.

Le smentite. La Mercedes-Benz, accusata dall’associazione di "massimizzare i profitti a scapito dell'ambiente", ha respinto tutti gli addebiti sottolineando, innanzitutto, come non sia stato scoperto nulla di nuovo: "Dal nostro punto di vista, nel contesto generale di un sistema di controllo delle emissioni altamente complesso, i dispositivi non devono essere considerati inammissibili", ha spiegato Stoccarda. Ancora più indicativa è la risposta della Kba: "Nel rapporto dell’associazione sono citati otto dispositivi di manipolazione in un modello con motore diesel OM642", ha sottolineato un portavoce. "Ne siamo a conoscenza, sono già stati verificati e giudicati ammissibili". Non si tratta, dunque, di dispositivi inediti, anche se ciò non significa che i modelli come quello citato dalla Duh fossero esenti da problemi: ciò che doveva essere corretto nella Classe E diesel, infatti, è stato già oggetto di richiamo, nell’ambito delle campagne imposte dalla stessa Kba a varie Case dopo l’esplosione dello scandalo del dieselgate.