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Industria e Finanza

Tesla
Musk ottiene l'autorizzazione ambientale per la gigafactory in Messico

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La Tesla procede spedita lungo il percorso che la porterà a costruire una gigafactory a Santa Catarina, nello Stato messicano del Nuevo Leon. Proprio dal Paese centroamericano arrivano segnali di un processo ormai ben instradato e privo di grandi ostacoli: in particolare, il Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali ha autorizzato il cambio di destinazione d'uso del terreno destinato a ospitare la fabbrica messicana e la relativa notifica è stata inviata a Eugenio Grandio de la Torre, rappresentate legale e azionista di Tesla Manufacturing México.

L'autorizzazione. Il via libera consente all'azienda di trasformare quasi 261 ettari di terreno a uso attualmente forestale all'interno di una proprietà da 561 ettari al di fuori di importanti aree naturali protette, ossia Cerro la Mota e Cumbres de Monterrey. In sostanza, la Tesla può iniziare a realizzare il suo impianto nel rispetto della dichiarazione di impatto ambientale presentata il 31 luglio scorso alle autorità locali e federali: l'azienda ha promesso un "impatto ambientale mitigabile e compensabile" per la deforestazione dell'area e ha garantito misure idonee per proteggere la flora e la fauna, tra cui la realizzazione di un vivaio per 30 mila specie vegetali. Nella stessa dichiarazione si specifica che, una volta ottenuta l'autorizzazione al cambio di destinazione, ci vorranno 36 mesi per concludere tutti i lavori necessari per costruire la gigafactory. Secondo i massimi rappresentanti politici del Nuevo Leon, la fabbrica sarà la più grande al mondo all'interno della rete produttiva globale della Tesla. Le sue linee, operative dal 2026 o al massimo dal 2027, dovrebbero sfornare il Cybertruck e la Model 2

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